Roma – Nella suggestiva Sala della Protomoteca del Palazzo del Campidoglio a Roma, si è svolta oggi (8 maggio) la premiazione del contest fotografico “Dream for Europe”, promosso dalla Fondazione Articolo 49 in collaborazione con gli uffici del Parlamento europeo in Italia.
L’iniziativa – dedicata agli studenti superiori di primo e secondo grado – ha invitato i ragazzi a raccontare attraverso fotografie, collage ed elaborati digitali “le paure, le speranze e le visioni dell’Europa del futuro“. L’evento rientra nelle celebrazioni della Giornata dell’Europa, che ogni 9 maggio ricorda la Dichiarazione Schuman e la nascita del progetto europeo.
Ad aprire la cerimonia è stato il direttore dell’Ufficio del Parlamento europeo in Italia, Carlo Corazza, che ha ringraziato gli studenti per “le bellissime creazioni” realizzate per il concorso e ha ripercorso la storia dell’integrazione europea. “Festeggiamo l’Europa perché 76 anni fa la dichiarazione Schuman ha aperto un percorso bellissimo”, ha detto, ricordando anche il ruolo dell’Italia, da Ventotene ai Trattati di Roma. Corazza ha descritto l’Europa come “il più grande spazio di libertà”, dove oggi è possibile “studiare, viaggiare, lavorare e amare chi volete”. Rivolgendosi ai ragazzi ha aggiunto: “La vostra generazione merita di poter sognare come la mia ha sognato”.
Anche Claudio Casini, direttore della Rappresentanza in Italia della Commissione europea, ha insistito sul rapporto tra Europa e giovani. “Lo scopo principale è avvicinarsi ai giovani come voi”, ha spiegato, sottolineando che il 9 maggio rappresenta l’inizio “di un processo di pace europea durato fino ad oggi”. Casini ha evidenziato che i diritti e la libertà non sono scontati: “In alcuni Paesi le ragazze non possono vestirsi come vogliono o esprimere liberamente le proprie opinioni. Qui in Europa possiamo farlo”. Per questo, ha concluso, “dobbiamo proteggere libertà, democrazia e opportunità anche per il futuro”.
Andrea Poli, presidente della Fondazione Articolo 49, ha parlato del valore simbolico dell’iniziativa: “Le istituzioni europee hanno scelto Roma e hanno scelto voi ragazzi per festeggiare l’Europa”. Poli ha ricordato che il prossimo anno ricorreranno i 70 anni dei Trattati di Roma, definiti insieme alla Costituzione italiana “i due pilastri su cui abbiamo costruito decenni di pace, prosperità e speranze”. Spiegando il senso del progetto, Poli ha raccontato che “siamo partiti dall’Eurobarometro che raccontava le paure dei giovani per il futuro dell’Europa e abbiamo chiesto a voi di disegnare le speranze”. Poi ha aggiunto: “Nei vostri lavori, dopo le armi, ci sono i libri”, leggendo in questo un messaggio di fiducia nel valore dello studio e dell’impegno personale.
Partner del progetto anche il Gruppo Generali. Il responsabile Affari Internazionali del gruppo, Fabio Marchetti, ha spiegato le ragioni del sostegno all’iniziativa: “Generali è sempre stata europea, crede nei valori dell’Unione e vuole essere vicina alle nuove generazioni non nelle parole, ma nei fatti”. Ha poi annunciato la donazione di “30 computer destinati alle tre classi vincitrici”, come “gesto concreto” per sostenere scuola e creatività.

Spazio, infine, agli interventi politici. La vicepresidente del Parlamento europeo Antonella Sberna ha invitato i ragazzi “a non smettere mai di sognare” e “a credere sempre in voi stessi”. Nel suo discorso ha sottolineato che “non è mai troppo tardi per capire qual è veramente il vostro sogno” e ha definito la cittadinanza europea “la cosa più bella che vi possa succedere”. Infine ha richiamato il senso dell’Unione europea come progetto comune: “Gli Stati europei hanno scelto di mettersi insieme per un futuro migliore di tutti”.

A chiudere gli interventi è stata l’altra vicepresidente del Parlamento europeo Pina Picierno, che citando il poeta Danilo Dolci ha ricordato che “ciascuno cresce solo se è sognato”, collegando questa idea anche al futuro dell’Europa. “Oggi è più facile alimentare paure che costruire speranze”, ha detto, sottolineando però che “l’Europa è nata dalla scelta di trasformare divisioni e interessi nazionali in cooperazione, solidarietà e pace”. Rivolgendosi ai ragazzi, ha concluso: “L’Europa non vive nella nostalgia del passato, ma nella capacità di immaginare il futuro”.










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