Bruxelles – Nel 2024, 72,4 milioni di persone nell’Unione europea erano a rischio di povertà, pari al 16,3 per cento della popolazione e 0,1 punti percentuali in più dell’anno precedente. A dirlo sono i dati dell’Istituto di statistica europeo, Eurostat, pubblicati oggi (26 maggio). I calcoli si basano sulle statistiche dell’UE sul reddito e sulle condizioni di vita, riferendosi ai redditi percepiti nel 2024. Eurostat, quindi, ha elaborato stime preliminari sul reddito del 2025, per prevedere l’andamento del tasso di rischio di povertà, che indicano una stabilità generale sebbene con un ulteriore aumento dello 0,1 per cento.
A maggio, l’UE ha proposto la prima strategia europea contro la povertà. Il pacchetto, da almeno 100 miliardi, dovrebbe aiutare l’Unione a raggiungere l’obiettivo fissato nel 2021 di ridurre di almeno 15 milioni il numero di persone a rischio di povertà o esclusione sociale entro il 2030 e sradicare la povertà entro il 2050. Nel rapporto ‘Indicatori chiave sulle condizioni di vita in Europa – Edizione 2025’, realizzato dall’Eurostat, si precisa che 5,6 milioni delle persone a rischio di povertà nel 2024 si trovavano in una situazione di vulnerabilità particolarmente grave. Si tratta di cittadini che, oltre al rischio di povertà, soffrivano anche di grave deprivazione materiale e sociale e vivevano in famiglie con un’intensità lavorativa molto bassa.
Inoltre, segnala l’Istituto di statistica, il reddito disponibile equivalente mediano – cioè il reddito netto che tiene conto della composizione familiare – è aumentato del 6,2 per cento a livello europeo tra il 2023 e il 2024, ma le stime per il 2025 prevedono una crescita più contenuta, intorno al 3,5 per cento. Il rallentamento è evidente: il dato è quasi la metà rispetto ai tre anni precedenti, nei quali la crescita aveva superato costantemente il 6 per cento.
I Paesi con la quota più alta di popolazione a rischio di povertà sono la Lituania (22,6 per cento), la Lettonia (22 per cento) e la Bulgaria (21,2 per cento). All’estremo opposto, i tassi più bassi si registrano in Danimarca (11,8 per cento), Belgio (10,9 per cento) e Repubblica Ceca (9,6 per cento). Per quanto riguarda le previsioni per il 2025, la situazione appare nel complesso abbastanza stabile e in 18 Paesi il tasso di rischio di povertà non dovrebbe subire variazioni significative. Si prevede una diminuzione in Spagna e Romania, mentre un aumento è atteso in Germania, Irlanda, Croazia, Ungheria e Slovenia. In Italia la situazione stimata è invariata, sebbene il dato sia al 18,6 per cento, dunque più alto della media UE.
Considerando l’inflazione, il reddito reale nel 2024 è risultato del 3,6 per cento superiore rispetto all’anno precedente. Le stime per il 2025 indicano un aumento reale più modesto, pari all’1,2 per cento. In termini geografici, il reddito reale dovrebbe crescere in 17 dei 25 Paesi per cui sono disponibili le stime, mentre rimarrà stabile in Belgio, Germania, Irlanda, Paesi Bassi, Austria, Romania e Svezia. L’unico Paese in cui si prevede una diminuzione è l’Estonia.

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