Bruxelles – Bruxelles accelera per disinnescare la bomba della volatilità dei prezzi energetici prima che esploda. Con una mossa d’anticipo, la presidenza cipriota del Consiglio dell’Unione europea e il Parlamento europeo hanno siglato un accordo provvisorio per blindare la Riserva di Stabilità del Mercato (MSR), il polmone regolatore del nuovo sistema ETS2 che dal 2028 tasserà le emissioni di edifici e trasporti. L’obiettivo dichiarato è chiarissimo: intervenire sulle dinamiche di domanda e offerta per “garantire un mercato delle quote solido, stabile e prevedibile”.
Le istituzioni europee sanno bene che la transizione energetica si gioca sulla fiducia di imprese e consumatori, e questa intesa punta proprio a “migliorare la liquidità del mercato, ridurre la volatilità dei prezzi e rafforzare la capacità del sistema di rispondere ad aumenti ingiustificati dei costi“. Dopotutto, come evidenziato da Maria Panayiotou, Ministra dell’Agricoltura e dell’Ambiente di Cipro, si tratta di un passo “essenziale per un avvio fluido e stabile dell’ETS2”, capace di dare la necessaria “prevedibilità a famiglie, imprese e Stati membri mentre avanziamo verso un futuro più pulito”.
I co-legislatori hanno confermato l’impianto della Commissione, ribadendo la necessità di “rafforzare la prevedibilità del mercato, ridurre la volatilità e affrontare ulteriormente gli aumenti eccessivi dei prezzi”. Per farlo, l’accordo estende la vita della riserva oltre il 2030 e introduce una clausola di salvaguardia: il raddoppio immediato, “da 20 a 40 milioni”, del numero di quote da immettere sul mercato qualora il costo del carbonio dovesse surriscaldarsi oltre la soglia dei 45 euro per tonnellata di CO2 equivalente. Al contempo, per evitare shock speculativi legati al cosiddetto effetto soglia, l’Europa garantirà un rilascio “più graduale e tempestivo delle quote” nel caso in cui quelle in circolazione scendano sotto la linea critica dei 260 milioni.
Non è tutto. Il Parlamento e il Consiglio hanno preteso che la futura revisione della riserva consideri attentamente “il numero delle quote rimanenti nella riserva” e che si proceda a una valutazione approfondita di tutte le regole e dei meccanismi di stabilità dei prezzi. Soprattutto, l’accordo blinda la destinazione dei fondi sul territorio, inserendo un riferimento vincolante alla “necessità di investimenti e all’uso dei proventi delle aste ETS2 per misure di transizione climatica ed energetica negli edifici e nel trasporto stradale”.
Il nuovo mercato ETS2, nato originariamente nel 2023 con il pacchetto “Fit for 55“, impone ai distributori che forniscono carburante e combustibili di monitorare le emissioni e pagare per la CO2 venduta, con il traguardo di ridurre le emissioni del 42 per cento entro il 2030 rispetto ai livelli del 2005. Questo restyling della riserva, invocato già nel luglio 2025 da un fronte compatto di 19 Stati membri che chiedevano un avvio fluido dell’ETS2, passerà ora alle ratifiche formali dei due rami legislativi. L’intero meccanismo di stabilità sarà così pronto e operativo in tempo utile affinché l’ETS2 diventi “pienamente operativo entro il 2028, come concordato durante i negoziati sulla Legge europea sul clima“.












