Bruxelles – La transizione ecologica e gli shock energetici non devono gravare sulle tasche dei cittadini. È questo il messaggio centrale emerso dal voto di oggi in plenaria al Parlamento europeo, dove gli eurodeputati hanno approvato con 433 voti favorevoli, 120 contrari e 91 astensioni la propria posizione negoziale sul nuovo sistema di scambio di quote di emissione (ETS2). Il testo, che riguarderà il riscaldamento domestico e i trasporti stradali dal 1° gennaio 2028, introduce “garanzie fondamentali per la stabilità dei costi“: le indennità di emissione saranno rilasciate con un mese di anticipo in caso di improvvisi picchi di prezzo, mentre le quote non assegnate rimarranno nella Riserva di Stabilità del Mercato (MSR) oltre il 2031. Inoltre, il limite massimo di 45 euro per tonnellata di CO2 dovrà essere prorogato oltre il 2029 e indicizzato ai prezzi del 2026, anziché a quelli del 2020. Queste modifiche strutturali sono state pensate per “aiutare concretamente le famiglie a ridurre la dipendenza dai combustibili fossili senza subire shock economici”, si legge nel testo.
Il nuovo sistema ETS2 affronterà le emissioni di CO2 derivanti dalla combustione di carburante negli edifici, nel trasporto su strada e nella piccola industria non coperta dall’attuale regime UE ETS, al centro del dibattito europeo. Il voto di Strasburgo di oggi (29 aprile) conferma la linea della commissione parlamentare per l’Ambiente, il clima e la sicurezza alimentare (ENVI), ponendo l’accento sulla necessità di “mitigare l’impatto sociale di un meccanismo che andrà a toccare settori estremamente sensibili”, si legge ancora nel testo. La strategia dei deputati prevede di iniettare liquidità nel mercato non appena i costi diventino critici, evitando che le oscillazioni speculative gonfino eccessivamente le bollette dei consumatori.
Il Parlamento UE propone di sostituire l’annullamento immediato delle quote non utilizzate con un processo graduale: il 50 per cento delle eccedenze verrebbe cancellato solo a partire dal 2034, completando l’operazione nel 2036, previa valutazione dell’adeguatezza del sistema entro quattro anni dal lancio. La flessibilità richiesta si spinge fino alla possibilità di concedere deroghe temporanee: il testo chiede infatti alla Commissione europea di valutare l’opzione per gli Stati membri di esentare gli edifici residenziali dall’ETS2, qualora siano già state adottate misure nazionali alternative ed efficaci per raggiungere gli obiettivi climatici.
A margine del voto, la relatrice del testo Danuše Nerudová (PPE), ha sottolineato che “l’Europa deve fare di più per proteggere le famiglie dai potenziali impatti sociali negativi” dell’ETS2. “Per spingere la revisione dell’MSR nella giusta direzione, abbiamo proposto misure concrete per prolungare il tetto di 45 euro oltre il 2029 e abbassarlo attraverso l’indicizzazione ai prezzi del 2026”, ha spiegato Nerudová, aggiungendo che la Commissione UE dovrebbe inoltre valutare la possibilità per gli Stati membri di “esentare temporaneamente gli edifici residenziali e rafforzare il Fondo sociale per il clima, affinché l’ETS2 sia realizzato per i cittadini e consenta loro di contribuire attivamente alla decarbonizzazione“.
In attesa dei negoziati finali con i governi nazionali dell’Unione, l’orizzonte resta fissato al 1° gennaio 2028. Da quella data, l’ETS2 diventerà lo strumento principale per abbattere le emissioni degli edifici e dei trasporti del 42 per cento entro il decennio. Con il mandato approvato oggi a Strasburgo, gli eurodeputati hanno voluto mandare un segnale per una maggior “riserva di stabilità capace di rispondere con prontezza alle crisi di prezzo del mercato energetico”, garantendo una transizione che sia al contempo ambiziosa e sostenibile per il bilancio delle famiglie europee.

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