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    Home » Green Economy » L’UE fa la prima modifica all’ETS, più quote contro la volatilità del mercato dell’energia

    L’UE fa la prima modifica all’ETS, più quote contro la volatilità del mercato dell’energia

    Prima riforma in attesa della revisione vera e propria di luglio: sforata la soglia dei 400 milioni si accrescerà la Riserva di sicurezza di mercato, da usare per calmierare i prezzi

    Emanuele Bonini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/emanuelebonini" target="_blank">emanuelebonini</a> di Emanuele Bonini emanuelebonini
    1 Aprile 2026
    in Green Economy
    fit for 55 clima

    Bruxelles – La revisione completa del sistema di scambio quote di emissioni (ETS) dell’Unione europea “seguirà nel luglio 2026″, ma intanto oggi (1 aprile) la Commissione europea annuncia la fine del regime di cancellazione delle quote eccedenti per tenerle in riserva. E conferma che si continuerà a pagare per sprigionare in atmosfera i gas a effetto serra, con il benservito al governo Meloni che invece chiedeva di mettere da parte il tutto. 

    “Grazie soprattutto al sistema ETS, tra il 1990 e il 2024 le emissioni interne dell’UE sono diminuite del 39 per cento, mentre l’economia è cresciuta del 71 per cento”, precisa l’esecutivo comunitario. Una premessa chiara: l’architettura funziona, e dunque non si cancella. Semmai si riforma, visto che nella sua forma attuale il meccanismo per il sostegno di un sistema produttivo sostenibile era concepito per un orizzonte al 2030 ma non oltre. Quindi la revisione parte da questo obiettivo e da qui parte anche la proposta della Commissione europea: cancellare le cancellazioni.

    Nello specifico, si tratta della Riserva di Stabilità di Mercato (MSR) che, istituita nel 2015, dà soluzione a lungo termine all’eccesso di quote di emissione sul mercato europeo del carbonio. Il suo obiettivo è quello di riequilibrare domanda e offerta, rendendo il mercato del carbonio più resiliente agli shock, perché riduce l’offerta di quote sul mercato quando ve ne sono troppe in circolazione e le immette quando si verifica una scarsità sul mercato. Nel sistema attuale, tutte le quote di riserva – che sono i permessi con cui le aziende possono emettere Co2 – superiori a 400 milioni vengono invalidate. Dunque, la modifica proposta oggi, che dovrà essere appoggiata da Parlamento e Consiglio, interromperà il meccanismo di invalidazione, consentendo di mantenere tali quote come cuscinetto a supporto della stabilità del mercato.

    La proposta si rende doverosa, anche alla luce della crisi energetica prodotta dalla guerra in Iran. “Rafforzando la Riserva di stabilità del mercato, aumentiamo la capacità di resistenza del sistema EU ETS alla volatilità” del prezzo, sostiene Wopke Hoekstra, commissario per il Clima, le Zero Emissioni Nette e la Crescita Pulita. Al contempo, aggiunge, “garantiamo che il sistema ETS continui a promuovere la decarbonizzazione, a sostenere la competitività e a favorire gli investimenti nelle energie pulite”.

    A proposito di prezzi, fin qui l’ETS ha garantito stabilità, con le quotazioni del carbonio rimaste tra 80 euro alla tonnellata e 100 euro alla tonnellata dal 2022 al 2026, e la proposta della Commissione intende rafforzare quanto ottenuto finora.

    Nell’ambito del sistema di emissioni, la Commissione nel 2018 ha introdotto modifiche volte proprio a garantire prevedibilità e stabilità di prezzi attraverso l’invalidazione, a partire dal 2023, delle quote presenti nella riserva al di sopra di una soglia pari al numero totale di quote messe all’asta durante l’anno precedente. Tale soglia è stata modificata con direttiva nel 2023, passando da una soglia dinamica a una soglia fissa di 400 milioni di quote a partire dal 2024, al fine di garantire la prevedibilità del livello delle quote nella riserva.

    La Commissione europea adesso è dell’avviso che consentire a un maggior numero di quote di rimanere nella riserva, anziché invalidarle, potrebbe fornire un cuscinetto di liquidità essenziale per gestire future tensioni di mercato dopo la metà degli anni 2030 e oltre. Mantenere più quote “aumenterà la capacità di intervento della riserva per eventuali rilasci futuri nel prossimo decennio, al fine di riequilibrare il mercato”, sostiene la proposta inoltrata agli Stati membri.

    Tags: emissionienergiaEtsgoverno meloniimpreseindustriaitaliatrasportiue

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