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    Home » Economia » UE-USA, Parlamento e Consiglio trovano l’intesa sui dazi che attua la dichiarazione congiunta

    UE-USA, Parlamento e Consiglio trovano l’intesa sui dazi che attua la dichiarazione congiunta

    Raggiunta l'intesa inter-istituzionale, voto d'Aula previsto per metà giugno. Lange (S&D): "Passo importante per prevedibilità". Previste clausole di salvaguardia con sospensioni. Messaggio a Trump: "Rispettiamo gli impegni, noi affidabili"

    Emanuele Bonini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/emanuelebonini" target="_blank">emanuelebonini</a> di Emanuele Bonini emanuelebonini
    20 Maggio 2026
    in Economia
    DAZI UE USA

    [foto: imagoeconomica]

    Bruxelles – Accordo sui dazi, adesso Unione europea e Stati Uniti hanno trovato la quadra definitiva. Sempre che il presidente USA, Donald Trump, non cambi idea. Parlamento europeo e Consiglio UE hanno raggiunto l’accordo inter-istituzionale che serve ad attuare la dichiarazione congiunta concordata il 21 agosto 2025. Esulta Bernd Lange (S&D), presidente della commissione Commercio internazionale del Parlamento europeo e relatore del dossier: “Questo accordo rappresenta un passo importante verso una maggiore prevedibilità nelle relazioni commerciali transatlantiche“, sostiene al termine di un negoziato concluso nella notte. Non solo. Il regolamento rappresenta uno degli “strumenti a disposizione dell’UE per migliorare le relazioni UE-USA, rispondendo al contempo alle pressioni”.

    Già, le pressioni. L’UE era stata esortata a trovare questo accordo direttamente da Trump, che aveva concesso tempo fino al 4 luglio per un’intesa, pena dazi più alti di quelli concordati al 15 per cento. Interventi poco graditi e mal digeriti, quelli dell’inquilino della Casa Bianca. Le considerazioni di Michael Damianos, ministro del Commercio e dell’industria di Cipro, Paese con la presidenza di turno del Consiglio dell’UE, non sono casuali: “Oggi l’Unione europea rispetta i suoi impegni. Siamo e rimarremo un partner affidabile e degno di fiducia nel commercio globale”.

    L’accordo sui dazi: due regolamenti, due scadenze

    L’accordo sui dazi UE-USA al centro dell’intesa tra Parlamento e Consiglio UE riguarda due diversi provvedimenti: un primo regolamento, quello principale, elimina i dazi doganali rimanenti sui beni industriali statunitensi e concede l’accesso preferenziale al mercato europeo, anche tramite contingenti tariffari e tariffe ridotte per alcuni prodotti agricoli e frutti di mare e non sensibili ‘made in USA’; un secondo regolamento, invece, si concentra sull’estensione della sospensione dei dazi per le importazioni di aragosta, nella forma naturale e come prodotto lavorato.

    Nuove indagini commerciali USA, Bruxelles avverte: “Risponderemo a qualsiasi violazione dell’accordo sui dazi”

    In base alla particolare ‘clausola di scadenza’ (sunset clause), il regolamento principale sulle importazioni industriali e agroalimentari scadrà il 31 dicembre 2029. Prima di tale data, la Commissione europea effettuerà una valutazione completa dei suoi effetti commerciali sull’industria, l’agricoltura e le piccole e medie imprese dell’UE, nonché delle modifiche ai modelli commerciali con i Paesi terzi. La Commissione può presentare una proposta legislativa per prorogare la durata del regolamento.

    Per quanto riguarda la seconda proposta sulle aragoste, il Parlamento e il Consiglio hanno raggiunto un accordo sulla proposta del Parlamento di prorogare per cinque anni, fino al 31 luglio 2030, l’importazione di aragoste a dazi zero. Tale proroga avrà effetto retroattivo a partire dall’1 agosto 2025.

    Meccanismo di salvaguardia europea e clausola di sospensione

    Non c’è solo una data di scadenza nell’accordo inter-istituzionale che dà seguito all’accordo sui dazi UE-USA, c’è pure un meccanismo di salvaguardia dedicato che dà all’UE i mezzi per affrontare possibili aumenti significativi delle importazioni dagli Stati Uniti che causano o minacciano di causare gravi pregiudizi ai produttori nazionali, tanto all’industria UE quanto al settore agricolo europeo. La Commissione europea potrà quindi avviare un’indagine di propria iniziativa o sulla base di informazioni fornite da uno o più Stati membri o dal Parlamento europeo, e l’esecutivo comunitario riferirà inoltre al Parlamento e al Consiglio trimestralmente sulle variazioni dei volumi e dei valori degli scambi delle esportazioni statunitensi dei beni oggetto della presente legislazione. Qualora vi siano prove sufficienti, la Commissione può decidere di sospendere in tutto o in parte l’applicazione del regolamento.
    Nell’ambito del meccanismo di salvaguardia, poi, la Commissione UE potrà inoltre sospendere le preferenze tariffarie riconosciute agli Stati Uniti qualora gli USA non risolvano le preoccupazioni dell’Unione europea in merito al trattamento tariffario delle esportazioni dell’Unione che fino al 24 febbraio 2026 hanno beneficiato del tetto tariffario onnicomprensivo del 15 per cento. 

    Il nodo dell’acciaio e dell’alluminio, e le difese UE

    L’accordo Consiglio-Parlamento sul regime dei dazi con gli Stati Uniti copre anche acciaio e alluminio. Ad agosto dello scorso anno gli Stati Uniti hanno aggiunto 407 categorie di prodotti all’elenco dei derivati ​​dell’acciaio e dell’alluminio soggetti a dazi. Il Parlamento ha ritenuto che questi nuovi dazi aumentassero il livello di instabilità commerciale e ha sollecitato che la questione fosse affrontata nel regolamento principale. In base all’accordo, la Commissione potrà sospendere le preferenze tariffarie se, entro il 31 dicembre 2026, gli Stati Uniti continueranno ad applicare un’aliquota tariffaria superiore al 15 per cento sui derivati ​​dell’acciaio e dell’alluminio dell’UE. Inoltre, la Commissione europea presenterà al Parlamento europeo e al Consiglio, entro l’1 dicembre 2026, una relazione sul trattamento tariffario dei derivati ​​dell’acciaio e dell’alluminio.
    Bernd Lange [foto: Alain ROLLAND. Copyright: © European Union 2026 – Source : EP]
    “Con l’introduzione della clausola di scadenza e di una solida clausola di sospensione, il Parlamento ha sostanzialmente migliorato la proposta della Commissione“, sostiene Bernd Lange, convinto che “un partenariato transatlantico stabile può avere successo solo se entrambe le parti rimangono impegnate nell’affidabilità, nella moderazione e nella fiducia reciproca“. Un altro messaggio per Trump, che può dormire sonni tranquilli: entro il 4 luglio l’accordo provvisorio sarà reso definitivo perché la commissione Commercio internazionale ha già convocato una seduta straordinaria per il 2 giugno, alle 9 del mattino, per votare l’accordo, così da permettere all’Aula di votarlo alla sessione plenaria del 15-18 giugno. A quel punto il Consiglio potrà approvare a sua volta, e renderlo legge.

    L’UE non si fida di Trump

    “Abbiamo bisogno di reti di sicurezza con gli Stati Uniti, perché in questo momento nelle relazioni con gli Stati Uniti c’è tanta imprevedibilità“, spiega Lange nel corso della conferenza stampa convocata per presentare gli elementi dell’accordo. Il presidente della commissione Commercio internazionale del Parlamento europeo conferma che l’UE non si fida dell’amministrazione americana e del suo presidente, “totalmente imprevedibile”. Tanto è vero, continua Lange, che “abbiamo bisogno di chiare clausole di sospensione, nel caso di violazione degli accordi di Scozia” da parte statunitense.

    Lange ha anche un’altra cosa da dire, e riguarda differenze sostanziali con l’altra sponda dell’Atlantico: oggi l’Europa è più democrazia degli Stati Uniti. “Abbiamo fatto il nostro lavoro in modo democratico, invece di avere una persona sola che decide”.

    Tags: Bernd Langecommercioconsiglio uedaziparlamento europeoUe-Stati Uniti

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