Bruxelles – Prima gli acquisti energetici negli Stati Uniti, obbligati dalla guerra russa in Ucraina, poi la corsa alle scorte per paura dei dazi minacciati dal presidente degli USA, Donald Trump: il 2025 commerciale dell’UE è tutto qui, nella sintesi offerta da Eurostat nella nota di accompagnamento ai dati che riassumono i flussi di import-export transatlantici. “Le tensioni commerciali tra Stati Uniti e UE hanno dato impulso alle esportazioni nel primo trimestre del 2025, per poi registrare un forte calo nel resto del 2025“, sottolinea l’istituto di statistica europeo. “Nel quarto trimestre, le importazioni e le esportazioni sono diminuite e il surplus commerciale dell’UE si è ridotto a 31 miliardi di euro, rispetto al picco di 81 miliardi di euro registrato nel primo trimestre del 2025”.
Complessivamente nel 2025 l’UE ha esportato merci per un valore di 554 miliardi di euro verso gli Stati Uniti e ne ha importate per 354,4 miliardi di euro, con un surplus commerciale di 199,6 miliardi di euro. Rispetto al 2024, sia le esportazioni che le importazioni sono aumentate rispettivamente del 3,4 per cento e del 4,8 per cento. Nello specifico, però, le tariffe minacciate da Trump a fine febbraio hanno determinato i flussi. Così si è venduto il ‘made in EU’ subito, per un valore pari a 171,2 miliardi di euro alla fine del primo trimestre, e da lì in poi si è venduto meno: 135,1 miliardi di merci alla fine del secondo trimestre (-36 miliardi), 130 miliardi alla fine del terzo (-41 miliardi rispetto al primo trimestre e -5 miliardi rispetto al secondo trimestre), con crollo dell’export a 115,3 miliardi alla fine del quarto trimestre (-56 miliardi rispetto al totale venduto a fine marzo 2025).
Sono stati soprattutto gli operatori d’oltre oceano a fare scorte, preoccupati per il rincaro dei prezzi alle importazioni di beni e merci europei. I flussi commerciali nell’altro senso hanno registrato meno scossoni: l’import europeo di prodotti ‘made in USA’ è passato da 90,5 miliardi di euro in valore del primo trimestre dell’anno a 84,3 miliardi dell’ultimo trimestre.
Non c’è dubbio che le dinamiche commerciali nelle relazioni bilaterali UE-USA abbiano risentito di annunci, negoziati e intenzioni. Se si guarda al comparto della chimica, rileva ancora Eurostat, “il surplus commerciale per i prodotti chimici è diminuito drasticamente rispetto ai trimestri precedenti, il che può essere in parte spiegato dall’elevato valore registrato nel primo trimestre del 2025 (54 miliardi di euro), quando gli esportatori hanno aumentato massicciamente le esportazioni in previsione di possibili dazi imposti dagli Stati Uniti”.
Nemmeno il far cassa con gli europei con il GNL ha placato l’aggressività di Trump. Pur senza offrire dati nello specifico viene ricordato come “in seguito all’aggressione russa contro l’Ucraina, l’UE ha aumentato le importazioni di prodotti energetici dagli Stati Uniti“. L’UE ha progressivamente sostituito le forniture dai gasdotti di Gazprom, pagando profumatamente quello liquefatto dall’alleato atlantico. Un processo iniziato sotto l’amministrazione Biden, ma a quanto pare insufficiente per l’attuale inquilino della Casa Bianca per riequilibrare la bilancia commerciale.
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