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UE-USA, c'è l'accordo: in arrivo 15 miliardi di metri cubi di GNL da oltre oceano

UE-USA, c'è l'accordo: in arrivo 15 miliardi di metri cubi di GNL da oltre oceano

Trovata l'intesa politica, resta il nodo infrastrutturali. Gli europei alla prova dei rigassificatori mancanti. Impegno di Biden a fornire anche 50 miliardi di metri cubi all'anno fino al 2030.

Bruxelles – Avanti con il gas naturale liquefatto (GNL) dell’altra sponda dell’Atlantico. Stati Uniti ed Unione europea trovano l’accordo in salsa anti-Putin. Washington si impegna a fornire già quest’anno 15 miliardi di metri cubi, e l’obiettivo è garantire forniture fino a 50 miliardi di metri cubi l’anno a partire dal 2023 e fino ad almeno il 2030. “Questo aumenterà la sicurezza energetica, e ridurrà dipendenza europea dalla Russia”, sottolinea il presidente americano, Joe Biden, nella conferenza stampa organizzata per l’occasione nella sede della missione degli Stati Uniti a Bruxelles.

A livello interno, continua Biden, “ho ordinato la messa al bando di petrolio ed energia russa”, e così facendo “il popolo americano non parteciperà al sostegno della guerra ingiustificata di Putin”. Ma gli USA e i suoi 50 Stati possono permetterselo, a differenza dell’UE e dei suoi 27. “Abbiamo potuto farlo perché siamo esportatori netti di energia, con una forte industria interna”, riconosce Biden, che date le circostanze decide di far valere questo punto di forza venendo in soccorso agli europei.

Gli Stati Uniti si impegnano a mantenere un contesto normativo “favorevole”, con procedure snelle sia operative che di revisione degli accordi, per permettere di rimodulare accordo sulla base delle variazioni delle domanda a dodici stelle, qualora necessario. La Commissione europea, invece, lavorerà con i governi degli Stati membri per “accelerare le loro procedure normative” su importazioni di GNL e realizzazione di infrastrutture.

Bruxelles si fa garante dell’accordo agendo da cabina di regia. Gli europei dovranno accelerare sin da subito la realizzazione d strutture a terra e relativi gasdotti. Se la volontà politica è stata raggiunta, restano i dubbi legati ad un sistema infrastrutturale tutto da realizzare. Il vecchio continente è dotato di tubature per il gas naturale, ma non ha una rete altrettanto sviluppata di rigassificatori e unità di stoccaggio. L’UE non è in grado, in sostanza, di accogliere i 15 miliardi di metri cubi di gas in arrivo dall’Atlantico. Qualcosa che richiede investimenti e tempo. L’UE prevede di ricorrere a navi unità di rigassificazione di stoccaggio galleggianti e terminali di importazione fissi di GNL. Questo potrebbe aiutare.

Ursula von der Leyen comunque esulta. “Vogliamo diversificare le nostre forniture verso fornitori amici e affidabili. In prospettiva gli Stati Uniti garantiranno forniture chiare e stabili”, spiega, e sottolinea come questo accordo, da solo, permette di “sostituisce un terzo di quello che l’UE acquista in termini di GNL dalla Russia in questo momento”. Un accordo in linea con l’obiettivo di ridurre del tutto la dipendenza da Gazprom nel 2027.

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