Bruxelles – Due mesi scarsi per produrre risultati concreti e visibili, o saranno nuovi dazi contro tutto il ‘made in EU’. Tra ultimatum e minacce, il braccio di ferro tra Stati Uniti e Unione europea continua, con il presidente USA Donald Trump che torna a fare pressioni sul club a dodici stelle. Una situazione che necessita una telefonata tra l’inquilino della Casa Bianca e la presidente dell’esecutivo comunitario, Ursula von der Leyen, servita per smorzare i toni e concedersi più tempo.
“Entrambe le parti restano pienamente impegnate nell’attuazione” dell’accordo raggiunto a luglio di ormai quasi un anno fa, assicura von der Leyen al termine dei colloqui telefonici con Trump. In tal senso, spiega, “si stanno compiendo buoni progressi verso la riduzione delle tariffe entro i primi di luglio”.
Il problema per l’UE è un iter legislativo e attuativo degli accordi che porta con sé i propri tempi prima di avere una piena ratifica e, di conseguenza, un’effettiva entrata a regime. Tempistiche considerate troppo lunghe dall’altra parte dell’Atlantico: “Ho atteso pazientemente che l’UE rispettasse la sua parte dello storico accordo commerciale che abbiamo siglato a Turnberry, in Scozia, il più grande accordo commerciale di sempre”, scrive Trump sul suo profilo Truth, da cui emerge tutta la sua insoddisfazione per la situazione. “Era stata fatta la promessa che l’UE avrebbe mantenuto la sua parte dell’accordo e, come previsto, avrebbe azzerato le sue tariffe”. Se ciò non avverrà entro il 4 luglio “sfortunatamente i dazi raggiungeranno immediatamente livelli molti più alti” del 15 per cento previsto dall’accordo.
L’esito della telefonata von der Leyen-Trump è dunque ambivalente: da una parte si evita una scontro aperto dopo le rinnovate minacce USA e le risposte UE, per una soluzioni concordata; dall’altra parte permangono però tensioni nelle relazioni transatlantiche.
La telefonata che Trump definisce “ottima” è servita comunque alle due parti per discutere anche di Medio Oriente e trovare, almeno sulla questione iraniana, una linea comune: il regime degli ayatollah non dovrà mai dotarsi di armi nucleari. Almeno su questo Unione europea e Stati Uniti sembrano essere d’accordo.
![La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e il presidente USA, Donald Trump [foto: Yassine Mahjoub/SIPA / IPA Agency. Rielaborazione: Eunews]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2026/05/IPA_Agency_Trump_Vdl-750x375.png)









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