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    Home » Cronaca » C’è il 91 per cento di probabilità di superare la soglia di 1,5°C entro il 2030

    C’è il 91 per cento di probabilità di superare la soglia di 1,5°C entro il 2030

    Mentre l'Europa affronta una settimana da temperature record, il nuovo monitoraggio dell'Organizzazione Metereologica Mondiale prevede un quinquennio di temperature record e anomalie, che mette alla prova gli obiettivi di Parigi

    Caterina Mazzantini di Caterina Mazzantini
    28 Maggio 2026
    in Cronaca
    ALLARME CALDO VENTILATORI NEI BAR. [Foto: Imagoeconomica]

    ALLARME CALDO VENTILATORI NEI BAR. [Foto: Imagoeconomica]

    Bruxelles – “È probabile che le temperature medie globali continuino a raggiungere livelli record nei prossimi cinque anni, con anomalie della condizione termica artica che dovrebbe continuare ad essere superiore alla media globale!. Questo è il preoccupante monito dell’Organizzazione meteorologica mondiale (OMM) che con la pubblicazione di oggi (28 maggio) del suo nuovo report, prodotto in collaborazione con il servizio meteorologico del Regno Unito, ha fornito previsioni regionali su temperature e precipitazioni nei prossimi cinque anni.

    L’OMM prevede che le temperature medie globali annuali in prossimità della superficie nel periodo 2026–2030 oscilleranno tra 1,3°C e 1,9°C al di sopra della media del periodo 1850-1900. Questi dati mettono alla prova gli obiettivi di Parigi: il trattato internazionale adottato nel dicembre del 2015 vincola i 195 Paesi firmatari – 194 dopo il ritiro statunitense, ambedue le volte decise dal presidente Trump – ad adottare misure che limitino l’aumento della temperatura media globale al di sotto di 2°C rispetto ai livelli preindustriali e di proseguire gli sforzi per limitare l’aumento a 1,5°C. Questo perché il superamento della soglia di 1,5°C, secondo gli esperti dell’ONU, rischia di scatenare impatti sui cambiamenti climatici molto più gravi, tra cui siccità, ondate di caldo e precipitazioni più frequenti e gravi.

    Tuttavia, il report dell’OMM riporta che tali previsioni non comprometterebbero completamente gli obiettivi del trattato internazionale: “I livelli di 1,5°C e 2,0°C, specificati nell’accordo di Parigi, si riferiscono al riscaldamento a lungo termine sostenuto per un periodo prolungato, in genere valutato nell’arco di 20 anni”. Dunque, secondo l’organizzazione metereologica mondiale “i singoli anni in cui le temperature medie globali annuali superano questi livelli non significano che gli obiettivi di temperatura a lungo termine dell’Accordo di Parigi siano fuori portata”.

    Una buona notizia su cui non è possibile cullarsi troppo perché le previsioni segnalano, comunque, numerose future anomalie. Il report specifica che “è molto probabile (al 91 per cento di probabilità) che la temperatura media globale in prossimità della superficie superi temporaneamente 1,5°C rispetto ai livelli medi del 1850-1900 per almeno un anno tra il 2026 e il 2030”. La percentuale di probabilità si abbassa leggermente al 75 per cento per l’ipotesi che la media quinquennale 2026-2030 superi 1,5°C rispetto alla media 1850-1900. Oltre a ciò “è probabile all’86 per cento che un anno tra il 2026 e il 2030 superi il 2024 come anno più caldo mai registrato”, quando la temperatura media globale della superficie fu di circa 1,55 °C superiore al valore di riferimento preindustriale.

    Peggiore è la situazione nell’artico, dove le anomalie termiche dovrebbero continuare a essere superiori alla media globale: “Si prevede che le temperature artiche nei prossimi cinque inverni prolungati dell’emisfero settentrionale (novembre-marzo) saranno di 2,8°C superiori alle temperature medie per il periodo 1991-2020,” senza contare che nei prossimi 10 anni ci saranno ulteriori riduzioni della concentrazione di ghiaccio marino nel Mare di Barents (situato a nord della Norvegia e della Russia), nel Mare di Bering (all’estremità settentrionale dell’Oceano Pacifico, a cavallo tra l’Asia e il Nord America) e nel Mare di Okhotsk (nell’estremo oriente russo). Come era da aspettarsi, il rapporto prevede anomalie anche nei i modelli di precipitazione del periodo 2026-2030 sia per il Sahel, che per l’Europa settentrionale, in Alaska e in Siberia, e per l’Amazzonia.

    Proprio in questi giorni le temperature record hanno travolto numerosi Stati europei, come l’Irlanda e la Spagna, mentre in Italia l’allerta rossa di oggi ha colpito Bologna, Firenze, Roma, Torino. In generale, l’Europa sta già sperimentando un riscaldamento a velocità doppia rispetto alla media mondiale con il 95 per cento del territorio europeo che ha registrato temperature sopra la media, trasformando le ondate di calore in una minaccia letale che già ha causato troppe vittime.

    Tags: accordi di Parigicaldoondata di caloreue

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