Bruxelles – Irlanda, Spagna, Italia, ma anche Francia, Belgio, Germania, Regno Unito e altri: in queste ore, milioni di cittadini europei stanno sperimentando temperature sopra i 30 gradi celsius che sono del tutto anomale per il mese di maggio. Nella giornata di oggi (27 maggio), ben 16 capoluoghi di provincia italiani sono segnalati con il bollino arancione, il secondo livello di allerta per le ondate di calore, previsto dal Ministero della Salute italiano. Questo valore indica condizioni meteorologiche che possono rappresentare un rischio per la salute, in particolare nei sottogruppi di popolazione più suscettibili e per i quali il ministero della salute consiglia di non esporti alla luce nelle ore più calde (tra le 11 e le 18). A superare di intensità questo livello c’è solo il livello 3, il livello massimo che, tra l’altro, è previsto per domani per quattro città italiane: Bologna, Firenze, Roma, Torino. In queste città si possono verificare condizioni che possono essere un rischio non solo per le persone più fragili, ma anche per la popolazione sana.
Questa ondata di calore non è tuttavia un fenomeno unicamente italiano. Come riporta l’Aeronautica militare italiana, l’Europa si trova attualmente in condizioni di alta pressione persistente, con l’estensione di masse d’aria di origine atlantica e africana su gran parte del continente e dell’area mediterranea centro-occidentale. Questo scenario determinerà precipitazioni nettamente inferiori alla media stagionale, accompagnate da un sensibile aumento delle temperature, ben al di sopra dei valori tipici del periodo.
Il servizio meteorologico irlandese, Met Éireann, pensa che il Paese abbia riscritto “la propria storia climatica” il 25 maggio, registrando il nuovo record nazionale di temperatura massima per il mese di maggio. Presso l’aeroporto di Shannon, sulla costa occidentale, sono stati rilevati 28,6 °C, superando il precedente primato che resisteva dal 1997, mentre altre stazioni di monitoraggio hanno segnalato picchi provvisori ancora più estremi, toccando i 29,2 °C a Glengarriff, nel sud-ovest del Paese. Questa ondata di calore non è dunque un fenomeno isolato, ma interessa l’intera Europa nord-occidentale, attualmente intrappolata sotto una potente “cupola di calore”. Si tratta di un sistema di alta pressione eccezionalmente forte che si estende attraverso i vari strati dell’atmosfera, causando la compressione e il riscaldamento progressivo dell’aria. Anche Francia, Belgio e Regno Unito hanno infranto i propri record nazionali di temperatura per maggio nella stessa giornata, con previsioni che indicano un ulteriore rialzo termico. Secondo il climatologo di Met Éireann, Paul Moore, l’intensità di questi episodi è alimentata dal riscaldamento globale, che rende le ondate di calore più frequenti e feroci: sebbene l’Irlanda benefici dell’influenza mitigatrice dell’Atlantico, l’Europa nel suo complesso si sta scaldando a una velocità doppia rispetto alla media mondiale.
Anche la Francia si ritrova nel cuore di un’ondata di canicola eccezionale, con il servizio meteorologico nazionale che ha esteso la vigilanza arancione a ben 13 dipartimenti, dove non è solo l’afa a preoccupare le autorità, ma anche il drastico deterioramento della qualità dell’aria. Così anche la Penisola Iberica, che è particolarmente stretta nella morsa di calore: l’Agenzia Statale di Meteorologia spagnola (AEMET) ha confermato per la giornata del 27 maggio 2026 livelli di allerta estremamente significativi. La situazione più allarmante riguarda la zona di Bizkaia interior, nei Paesi Baschi, dove è stata dichiarata l’allerta arancione per “pericolo importante” a causa di temperature massime che potrebbero toccare i 37 °C, con una maggiore probabilità di raggiungere tali picchi nelle zone pianeggianti. Il valore termico più elevato della giornata è tuttavia atteso nelle Vegas del Guadiana, nella zona centro-occidentale della Spagna dove le previsioni indicano una punta massima di 38 °C.
Una situazione che miete le sue vittime: a ieri sera (26 maggio) la Francia contava 7 vittime legate alla calura, il Regno Unito 5 e la Germania 7. L’anno scorso, secondo uno studio condotto da ricercatori della London School of Hygiene & Tropical Medicine (LSHTM) e dell’Imperial College di Londra, il caldo estivo in Europa ha causato circa 16.500 decessi aggiuntivi in 854 città, con la punta più alta toccata in Italia con 4.500 decessi.
Europa, il continente che si riscalda di più al mondo
In tutto questo, va ricordato che l’Europa è il continente che registra il riscaldamento più rapido sulla Terra. Secondo il rapporto European State of the Climate (ESOTC) del 2025, pubblicato da Copernicus (C3S) – il programma europeo di osservazione e monitoraggio della Terra – e prodotto dall’ECMWF – il Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine – oltre il 95 per cento del territorio europeo l’anno scorso ha registrato temperature superiori alla media: il continente ha vissuto la sua seconda ondata di caldo più intensa di sempre, mentre regioni solitamente gelide come la Fennoscandia sub-artica (la regione che comprende le aree settentrionali di Norvegia, Svezia e Finlandia) hanno affrontato il loro periodo di caldo più lungo mai documentato. Questi dati si traducono in impatti ambientali definiti “devastanti”: le emissioni e le aree bruciate dagli incendi hanno raggiunto livelli record, specialmente nella penisola iberica, mentre l’86 per cento dei mari europei è stato colpito da ondate di calore marino classificate come “forti”, portando le temperature superficiali ai massimi storici. Il rapporto evidenzia inoltre un declino “allarmante” della criosfera (le zone del globo permanentemente innevate e ghiacciate): tutti i ghiacciai europei hanno subito una perdita netta di massa e la Groenlandia ha perso da sola 139 gigatonnellate di ghiaccio. Anche la biodiversità è sotto assedio: le praterie di Posidonia oceanica nel Mediterraneo e le torbiere stanno soffrendo stress termici estremi, rischiando di trasformarsi da depositi di carbonio a fonti di emissioni.










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