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    Home » Mobilità e logistica » Trasporto ferroviario per le merci, l’UE continua a non sapere come rilanciarlo

    Trasporto ferroviario per le merci, l’UE continua a non sapere come rilanciarlo

    Il commissario per i Trasporti, Apostolos Tzitzikostas, ammette che convogli e vagoni singoli costano troppo e la strada attira sempre di più. L'auspicio nelle nuove legislazioni. Intanto il sostegno europeo da oltre 90 miliardi non frutta

    Emanuele Bonini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/emanuelebonini" target="_blank">emanuelebonini</a> di Emanuele Bonini emanuelebonini
    18 Agosto 2026
    in Mobilità e logistica
    GTS LOGISTIC - Trasporto ferroviario delle merci [foto: imagoeconomica]

    GTS LOGISTIC - Trasporto ferroviario delle merci [foto: imagoeconomica]

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    Bruxelles – Trasporto ferroviario, per le merci pochi progressi: lo spostamento avviene ancora su strada. L’UE continua a fare i conti col fenomeno che vede il modello economico e produttivo a dodici stelle premiare la modalità di consegna più insostenibile dal punto di vista delle emissioni di CO2 e di sostanze inquinanti. Un problema ormai noto, e che a distanza di un anno non sembra migliorato, come denuncia l’europarlamentare ceco Ondřej Krutílek (ECR): “Il trasporto merci su rotaia nell’Unione Europea ha perso costantemente quote di mercato da tempo”, tanto che ormai “in molti Stati membri il trasporto su strada è ormai la modalità di trasporto dominante”.

    L’UE fa quel che può: vara provvedimenti e attende, nell’auspicio che il traffico di treni merci sia potenziato. Questa, in estrema sintesi, la risposta offerta dal commissario per i Trasporti, Apostolos Tzitzikostas, che ammette come il trasporto ferroviario continui a vivere un momento di difficoltà. I treni blocco, quelli usati per spostamenti senza fermate intermedie per grandi consegne e prodotti specifici (carbone, metalli, prodotti chimici) “sono in declino a causa dei cambiamenti economici”, spiega Tzitzikostas. Allo stesso tempo il trasporto intermodale (container e semirimorchi) “è in crescita, ma non ancora a sufficienza per compensare le perdite dei convogli merci”. Mentre il trasporto di singoli vagoni merci “deve affrontare costi strutturali elevati, frammentazione e viaggi a vuoto, il che lo rende meno competitivo del trasporto su strada“.

    Insomma, nonostante sforzi e iniziative profuse il trasporto merci via rotaia continua a perdere terreno, a scapito dei più inquinanti auto-articolati. La situazione ha visto la Commissione europea investire politicamente innanzitutto con il Green Deal e gli interventi dell’agenda di sostenibilità per il settore. Ultimo intervento, la modifica del regolamento sull’utilizzo delle reti ferroviarie nel mercato unico, preceduto dalle nuove regole sugli aiuti di Stato per i trasporti. Questo dovrebbe contribuire a spostare su rotaia quanto si muove su strada, evitando sprechi di denaro pubblico.

    Tzitzikostas ricorda che per sostenere il trasporto ferroviario delle merci sono già stati mobilitati oltre 90 miliardi di euro. Si tratta di “consistenti contributi dell’UE a progetti ferroviari”, rivendica il commissario per i Trasporti, che hanno prodotto però poco. Ciò nonostante i 32 miliardi di euro stanziati attraverso il programma per grandi reti Connecting Europe Facility, i 18,5 miliardi di euro di fondi di coesione, e circa 40 miliardi di euro attraverso il Recovery Fund. L’UE della libera circolazione delle merci sembra dunque perdere la sfida della mobilità e, con essa, anche quella della sostenibilità.

    Tzitzikostas prova a rassicurare: l’UE ha iniziato ad attuare il nuovo sistema di aggancio automatico digitale, un sistema che, parola di Commissario, “potrebbe rendere il trasporto di singoli vagoni più efficiente e conveniente”, velocizzando e rendendo più sicura e meno dispendiosa in termini di manodopera la movimentazione, poiché i vagoni non dovranno più essere agganciati manualmente. “Potrebbe”. Un auspicio e un tentativo nell’UE alle prese col problema di merci che anziché viaggiare su rotaia corrono sulla strada.

    Tags: Apostolos Tzitzikostastrasporto ferroviariotrasporto merciue

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