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    Home » Green Economy » Trasporti UE sempre più vulnerabili al clima estremo: entro il 2050 ondate di calore fino a 30 volte più frequenti

    Trasporti UE sempre più vulnerabili al clima estremo: entro il 2050 ondate di calore fino a 30 volte più frequenti

    È quanto emerge dallo studio guidato dalla Vrije Universiteit Brussel (VUB), che ha analizzato l'esposizione di strade, ferrovie, porti, vie navigabili interne e aeroporti agli eventi climatici estremi denunciando i rischi per l'immediato futuro

    Annachiara Magenta</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/annacmag" target="_blank">annacmag</a> di Annachiara Magenta annacmag
    29 Luglio 2026
    in Green Economy
    Trasporti - clima - calore - Europa

    Fonte: Unsplash

    Bruxelles – Binari deformati dal caldo, fiumi troppo secchi per la navigazione, strade sommerse dalle alluvioni e aeroporti costretti a rallentare le operazioni. Non è più uno scenario futuro, ma una realtà che sta già mettendo sotto pressione la rete dei trasporti europea. E, senza un taglio deciso delle emissioni di CO2, è destinata a peggiorare rapidamente. È quanto emerge da un nuovo studio guidato dalla Vrije Universiteit Brussel (VUB), che ha analizzato l’esposizione di strade, ferrovie, porti, vie navigabili interne e aeroporti agli eventi climatici estremi. Secondo la ricerca, ondate di calore, siccità, incendi e alluvioni stanno già causando danni alle infrastrutture, interruzioni dei servizi e ripercussioni economiche e sanitarie in tutta Europa.

    Gli esempi sono tanti. Tra quelli citati, la siccità del 2018 sul Reno che ha ridotto i livelli dell’acqua a minimi storici, compromettendo il trasporto fluviale e provocando perdite economiche stimate in 2,4 miliardi di euro nella sola Germania. Lo scorso giugno, invece, il caldo record ha costretto Francia, Belgio e Regno Unito a ridurre o rallentare il traffico ferroviario per evitare danni ai convogli, alle linee elettriche e ai binari.

    Lo studio confronta due scenari climatici: uno coerente con le politiche attuali, che porterebbe il riscaldamento globale a circa 3 °C entro il 2100, e uno compatibile con l’obiettivo di limitarlo a 2 °C. Nel primo caso, l’esposizione delle infrastrutture di trasporto aumenterebbe drasticamente. Entro metà secolo, quella alle ondate di calore potrebbe crescere fino a 30 volte rispetto al periodo 1980-2009, mentre oltre la metà delle vie navigabili interne europee potrebbe essere colpita dalla siccità. Entro fine secolo, strade e ferrovie potrebbero affrontare fino a 26 volte più incendi boschivi, mentre l’esposizione alle alluvioni fluviali aumenterebbe localmente fino a otto volte.

    Particolarmente vulnerabile è il Mediterraneo, destinato a diventare un ‘hotspot climatico’, vale a dire punto ad alta concentrazione di eventi climatici estremi, con il maggiore incremento di ondate di calore e incendi. Tra il 2010 e il 2018, Italia, Francia e Germania sono già stati i Paesi europei più esposti, con le sole alluvioni che hanno provocato oltre 6 miliardi di euro di danni a strade e ferrovie.

    “È importante sottolineare che gli impatti climatici non si limitano ai danni diretti alle infrastrutture”, avverte Cristina Deidda, autrice dello studio e ricercatrice post-doc della VUB. “Ritardi, chiusure delle tratte e interruzioni dei servizi passeggeri e merci possono avere effetti sulle catene di approvvigionamento, sull’attività economica e sulla salute pubblica“. Per questo, aggiunge, “è urgente preparare i sistemi di trasporto europei a un clima che cambia”, investendo in infrastrutture più resilienti e integrando il rischio climatico nella pianificazione.

    Secondo Wim Thiery, professore di scienze del clima alla VUB e coautore dello studio, “i nostri risultati dimostrano che il solo adattamento probabilmente non sarà sufficiente”. Ridurre rapidamente le emissioni di gas serra, conclude, “ridurrà in modo sostanziale l’esposizione futura delle infrastrutture di trasporto agli eventi estremi. Riduzioni ambiziose delle emissioni, insieme a misure mirate di adattamento, saranno essenziali per mantenere affidabilità e resilienza della rete europea dei trasporti“.

    Tags: alluvionibruxellescaldo estremoclimaeventi climatici estremiferroviaincendiinfrastruttureondate di calorePortisiccitàstradetraffico ferroviariotrasporti europeiuniversitàVUB

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