Bruxelles – Il Semestre europeo deve evolversi in uno strumento più orientato ai risultati, capace di coniugare competitività sostenibile e inclusione sociale, garantendo che riforme e investimenti producano benefici concreti per i cittadini. È quanto emerso dalla Conferenza annuale del Gruppo Semestre europeo, organizzata dal Comitato economico e sociale europeo (CESE) a Bruxelles il 30 giugno, secondo quanto riporta un comunicato della stessa Istituzione UE.
All’incontro hanno partecipato rappresentanti delle istituzioni europee, degli Stati membri, dei consigli economici e sociali nazionali, delle parti sociali, della società civile organizzata e del mondo accademico, per discutere il futuro del Semestre in un momento decisivo per l’Unione europea.
Con l’avanzare dei negoziati sul prossimo Quadro finanziario pluriennale (QFP), il Semestre europeo è chiamato a svolgere un ruolo sempre più centrale nel coordinare riforme e investimenti nazionali e nell’allineare le priorità dell’UE alle esigenze dei territori.
La vicepresidente del Gruppo Semestre europeo, Judith Vorbach, ha dichiarato: “La coesione sociale è il fondamento della competitività sostenibile e della sicurezza economica.”
Sulla stessa linea la presidente della sezione ECO del CESE, Elena Calistru, secondo cui l’Europa “richiede non solo politiche solide ma anche un quadro strategico coerente che colleghi riforme, investimenti e risorse pubbliche”.
Il presidente del CESE, Seamus Boland, ha sottolineato che il successo duraturo dell’Europa “dipende dal far progredire insieme prosperità, resilienza economica e coesione sociale”.
I partecipanti hanno convenuto che il Semestre debba andare oltre la sorveglianza economica, sostenendo gli investimenti, rafforzando la competitività e mantenendo allineate le politiche economiche, occupazionali e sociali. Una maggiore coerenza tra riforme e investimenti a livello europeo, nazionale e regionale potrebbe rafforzarne l’impatto e il valore aggiunto come strumento di governance dell’Unione.
Il vicepresidente del Gruppo Semestre europeo, Luca Jahier, ha aggiunto che un maggiore allineamento tra il Semestre, il nuovo QFP e le priorità nazionali “potrebbe rafforzare la coerenza e l’efficacia strategica dell’azione dell’UE”.
Tra i temi ricorrenti della conferenza, quello del rafforzamento della titolarità democratica del processo: un ruolo più forte delle parti sociali e della società civile è stato definito non un ostacolo all’efficienza, ma una condizione per essa. Le riforme, è emerso, risultano più efficaci e sostenibili sul piano politico quando sviluppate insieme a chi ne è direttamente coinvolto.
Il presidente del Gruppo Semestre europeo, Gonçalo Lobo Xavier, ha dichiarato: “Il Semestre europeo dovrebbe evolversi oltre un meccanismo di coordinamento, per diventare un vero quadro di attuazione.”
Le discussioni si ricollegano alla Relazione informativa e alla Risoluzione recentemente adottate dal CESE sulle riforme e gli investimenti nazionali previsti dal Semestre europeo, oltre che al parere sul pacchetto autunnale 2026. Con la Risoluzione, il CESE chiede alla Commissione di istituire un Codice europeo delle pratiche di consultazione, introdurre valutazioni obbligatorie sul coinvolgimento delle parti interessate lungo tutto il ciclo del Semestre e rafforzare il dialogo strutturato a livello nazionale ed europeo.
Articolo composto con l’assistenza della IA.






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