Bruxelles – Il Consiglio dell’Unione Europea ha deciso, oggi (3 luglio), di imporre misure restrittive a sei persone russe coinvolte nello sviluppo di armi chimiche, in particolare, l’epibatidina. Si tratta una tossina che è stata ritrovata in campioni prelevati dal corpo dell’oppositore Alexei Navalny, morto in una colonia penale russa, portando alla conclusione che l’avvelenamento con tale sostanza sia stata “con ogni probabilità” la causa del suo decesso.
Gli individui aggiunti oggi agli elenchi dei sanzionati sono scienziati e ricercatori operanti in ambito militare. Alcuni di loro hanno lavorato presso il Centro Scientifico Signal (noto anche come SC Signal), dove hanno condotto ricerche e pubblicato articoli sulla sintesi dell’epibatidina, partecipando così al suo sviluppo come arma chimica. Tra questi figura Igor Babkin, responsabile del laboratorio di SC Signal.
Inoltre, il Consiglio ha inserito nell’elenco Irina Derevyagina, analista di ricerca chimica presso l’Istituto statale di ricerca di chimica organica e tecnologia (GosNIIOKhT) russo, che riveste un ruolo centrale nel programma russo di armi chimiche, e Mikhail Gutsalyuk, capo del dipartimento per l’organizzazione del lavoro scientifico e la formazione del personale scientifico e pedagogico presso l’Accademia militare di difesa radiologica, chimica e biologica.
Le misure restrittive dell’UE contro l’uso e la proliferazione delle armi chimiche si applicano ora a un totale di 31 persone fisiche e 6 entità. Le persone colpite sono soggette al congelamento dei beni ed è vietato fornire loro, direttamente o indirettamente, fondi o risorse economiche. Inoltre, è loro vietato l’ingresso nell’UE.










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