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    Home » Economia » Dagli USA nuovi dazi, ma per l’UE sono “in linea con l’accordo commerciale”

    Dagli USA nuovi dazi, ma per l’UE sono “in linea con l’accordo commerciale”

    Le nuove tariffe, in vigore da oggi (24 luglio), fissano per l'UE un'aliquota del 10 per cento, il livello minimo previsto dall'amministrazione statunitense per i Paesi ritenuti dotati di una legislazione contro il lavoro forzato, ma accusati di non applicarla in modo sufficientemente efficace

    Annachiara Magenta</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/annacmag" target="_blank">annacmag</a> di Annachiara Magenta annacmag
    24 Luglio 2026
    in Economia
    DAZI UE USA

    [foto: imagoeconomica]

    Bruxelles – Bruxelles prova a guardare al bicchiere mezzo pieno e ad accontentarsi: i nuovi dazi annunciati dagli USA nella notte europea sono in linea con l’accordo commerciale trovato in Scozia un anno fa.

    Gli USA hanno confermato ieri l’introduzione di nuovi dazi nei confronti di decine di partner commerciali, tra cui l’Unione europea, nell’ambito dell’indagine avviata ai sensi della Section 301 del Trade Act del 1974 sul mancato contrasto al lavoro forzato nelle catene di approvvigionamento. Le nuove tariffe, in vigore da oggi (24 luglio), fissano per l’UE un’aliquota del 10 per cento, il livello minimo previsto dall’amministrazione statunitense per i Paesi ritenuti dotati di una legislazione contro il lavoro forzato, ma accusati di non applicarla in modo sufficientemente efficace.

    La Section 301 consente al presidente degli Stati Uniti di imporre misure commerciali di ritorsione al termine di indagini su pratiche ritenute discriminatorie o dannose per il commercio americano. Washington sostiene che, nonostante l’UE abbia approvato il regolamento che vieta l’immissione sul mercato di prodotti realizzati con lavoro forzato – applicabile dal dicembre 2027 –, l’attuazione delle norme resti troppo lenta, penalizzando imprese e lavoratori statunitensi.

    Per Bruxelles, tuttavia, la pubblicazione delle misure definitive rappresenta anche una conferma degli impegni assunti dagli Stati Uniti nell’ambito della dichiarazione congiunta UE-USA raggiunta lo scorso anno. “Accogliamo positivamente il fatto che questo esito sia in linea con gli impegni tariffari concordati“, ha dichiarato il portavoce della Commissione europea per il Commercio, Olof Gill.

    Oltre a confermare il dazio generalizzato del 10 per cento, Washington ha reintrodotto alcune esenzioni tariffarie per i prodotti europei, tra cui sughero e diamanti, che si aggiungono a quelle già previste per aeromobili e componenti, medicinali generici e principi attivi. Le nuove tariffe, inoltre, restano entro il tetto massimo del 15 per cento previsto dall’accordo commerciale bilaterale tra UE e Stati Uniti, una condizione che Bruxelles aveva indicato come essenziale per evitare un’escalation nelle tensioni commerciali.

    La Commissione ricorda di aver già “rispettato la propria parte dell’intesa”, rendendo operative dal 1° luglio 2026 le riduzioni tariffarie concordate, e considera la decisione americana un segnale incoraggiante per proseguire il dialogo su ulteriori esenzioni e su altri dossier economici strategici, dalle materie prime critiche alla sicurezza economica, fino all’intelligenza artificiale e al digitale.

    Allo stesso tempo, Bruxelles chiede a Washington di continuare a rispettare integralmente gli impegni assunti, anche in relazione a eventuali future indagini condotte ai sensi della Section 301. “È essenziale per garantire ai nostri mercati la stabilità e la prevedibilità di cui hanno bisogno“, ha sottolineato Gill, assicurando che l’esecutivo europeo continuerà a confrontarsi con l’amministrazione statunitense per vigilare sulla piena attuazione dell’accordo.

    Le nuove misure statunitensi escludono infine dall’applicazione dei dazi i prodotti già soggetti a tariffe per motivi di sicurezza nazionale, come acciaio e alluminio, oltre ad alcuni beni agricoli, alimentari, fertilizzanti ed energia. Una scelta che sembra riflettere il tentativo della Casa Bianca di mantenere una linea dura sul commercio senza aggravare eccessivamente i costi per consumatori e imprese americane.

    Per il presidente della commissione Commercio internazionale (Inta) al Parlamento europeo Bernd Lang, la situazione poteva essere peggiore di questa. “Dopo la sanzione inflitta a Google e le continue minacce in materia di politica commerciale provenienti da Washington, ci eravamo preparati al peggio. Ma non è andata così”, ha commentato. “La configurazione concreta dei nuovi dazi sui prodotti dell’UE è migliore del previsto e mi sorprende decisamente in senso positivo”, ha aggiunto. “Se questa impressione dovesse confermarsi, l’Europa si troverebbe addirittura in una posizione migliore rispetto all’accordo scozzese” e ciò “sarebbe un chiaro progresso, se si considera quanto sia in realtà sbilanciato quell’accordo. È quindi lecito tirare un leggero sospiro di sollievo. Ma non è ancora il momento di abbassare la guardia. Tanto più che sono in corso numerose altre indagini”, ha ricordato Lang.

    Meno positivo il commento dell’Alta rappresentante UE per la Politica estera e di sicurezza, Kaja Kallas, che ha messo in dubbio le motivazioni di Washington per l’imposizione di nuove tariffe sui prodotti europei, affermando che le accuse di carenze nei controlli sul lavoro forzato all’interno del blocco sono infondate. “Non si può dire lo stesso dell’Unione europea”, ha dichiarato Kallas a Reuters a margine del vertice ASEAN a Manila. “Se si confrontano le nostre leggi sul lavoro con quelle degli Stati Uniti, abbiamo ferie pagate, abbiamo ottime condizioni di lavoro per i nostri dipendenti, quindi non è una critica fondata”, ha aggiunto. Kallas ha affermato che l’UE chiederà chiarimenti a Washington, aggiungendo che l’UE ha rispettato gli impegni assunti nell’ambito dell’accordo commerciale transatlantico raggiunto lo scorso anno e che considera i nuovi dazi una sorpresa. “Avevamo un accordo con l’America e lo abbiamo rispettato, abbiamo mantenuto la nostra parte dell’accordo”, ha dichiarato. “Ecco perché è una sorpresa negativa che questo accordo non venga rispettato”, ha commentato.

    Totalmente negativo il giudizio di Pechino, anch’essa colpita dalle misure USA. “Ci opponiamo a tutte le forme di misure tariffarie unilaterali”, ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri, Lin Jian, nel corso di un briefing. “Le guerre tariffarie e le guerre commerciali non sono nell’interesse di nessuna delle parti”, ha aggiunto.

    Tags: commissione europeadazidonald trumpolof gilltariffeue

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