Bruxelles – Nuove risorse europee per sostenere l’Ucraina arrivano dagli interessi maturati sui beni russi congelati nell’Unione europea. Il 3 agosto l’UE ha incassato 1,4 miliardi di euro di profitti straordinari generati dagli attivi immobilizzati della Banca centrale russa (CBR) detenuti presso i depositari centrali di titoli (CSD). Lo si apprende da una nota stampa della Commissione europea pubblicata oggi (5 agosto). Si tratta della quinta tranche di questo tipo, dopo quella trasferita a marzo, e porta a 8 miliardi di euro il totale dei proventi accumulati dall’inizio del congelamento degli asset russi.
Le risorse saranno interamente destinate al sostegno di Kiev. “La Russia deve pagare per la distruzione che ha causato. Stiamo utilizzando i proventi derivanti dagli attivi russi immobilizzati per assicurarci che ciò avvenga”, ha dichiarato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. “Mettiamo a disposizione dell’Ucraina altri 1,4 miliardi di euro. Questi fondi sosterranno la continua resistenza dell’Ucraina contro la guerra illegale condotta dalla Russia”.
Gli asset della Banca centrale russa erano stati immobilizzati nell’ambito dei pacchetti di sanzioni adottati dall’UE dopo l’invasione dell’Ucraina. Pur restando congelati, tali beni continuano a generare interessi sui saldi di cassa. Secondo la normativa europea, questi ricavi non appartengono alla Russia e possono quindi essere destinati al sostegno dell’Ucraina.
La ripartizione dei fondi prevede che il 95 per cento confluisca nell’Ukraine Loan Cooperation Mechanism (ULCM), il meccanismo che fornisce sovvenzioni per aiutare Kiev a rimborsare il prestito di assistenza macrofinanziaria dell’UE erogato nel 2025 e i finanziamenti concessi dai Paesi del G7 nell’ambito dell’iniziativa Extraordinary Revenue Acceleration (ERA) Loans, del valore complessivo di 45 miliardi di euro. Il restante 5 per cento sarà invece destinato allo Strumento europeo per la pace (European Peace Facility, EPF), utilizzato per sostenere le esigenze militari e di difesa dell’Ucraina.
Il quadro giuridico che consente di utilizzare questi proventi è stato costruito in più fasi. Nel febbraio 2024 il Consiglio dell’UE ha stabilito che i depositari centrali di titoli con oltre un milione di euro in attivi della Banca centrale russa immobilizzati dovessero accantonare i ricavi straordinari generati da tali beni, senza poterne disporre. Pochi mesi dopo, il 21 maggio 2024, il Consiglio ha adottato gli atti legislativi che ne autorizzano l’impiego a beneficio dell’Ucraina. L’ultima stretta è arrivata nel dicembre 2025, quando il Consiglio ha approvato il Regolamento (UE) 2025/2600, basato sull’articolo 122 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, che vieta in modo permanente il trasferimento alla Russia degli attivi immobilizzati della sua Banca centrale.



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