Bruxelles – “Gli incendi devastanti continuano a evidenziare l’urgenza di proteggere la natura”, e per questo la Commissione europea deve sfruttare la revisione delle leggi UE sulla protezione dell’ambiente “per far rispettare e finanziare pienamente la legislazione esistente, piuttosto che indebolirla”. È questo il monito della campagna #HandsOffNature – in italiano “Giù le mani dalla natura” -, nata a settembre 2025 e promossa da una coalizione composta da quattro organizzazioni ambientaliste europee – BirdLife Europe, ClientEarth, ll’Agenzia europea dell’ambiente e l’ufficio europeo del WWF. Oggi (10 agosto) si è chiusa la consultazione pubblica della Commissione sul futuro delle direttive Uccelli e Habitat e 600.000 persone hanno firmato la petizione della coalizione che invita l’esecutivo a difendere maggiormente le leggi comunitarie sulla protezione della natura.
La revisione, nota anche come “stress test”, della Commissione Europea è una valutazione di efficacia e semplificazione delle due direttive, considerate i pilastri normativi della tutela della biodiversità e di Natura 2000, una rete ecologica diffusa in tutti gli Stati membri, creata per proteggere gli habitat naturali e le specie di animali e piante rari o minacciati.ra il 12 maggio e il 10 agosto 2026, si è tenuta una consultazione pubblica aperta per verificare che le due normative stessero raggiungendo gli obiettivi di protezione ambientale in modo efficiente, individuando al contempo margini per ridurre gli oneri burocratici e amministrativi per imprese, agricoltori e Stati membri.
Secondo la coalizione, se la Commissione intende “ridurre gli oneri amministrativi”, non può “considerare le misure di tutela ambientale come ‘burocrazia’ da eliminare”. Nel 2016, le norme erano state valutate “adatte” dal controllo di adeguatezza – il “Fitness Check – della Commissione europea in quanto “contribuiscono a proteggere le foreste, le zone umide, i fiumi e gli habitat che forniscono acqua pulita, suoli sani e resilienza contro i rischi legati al clima, quali incendi boschivi, inondazioni e siccità”. Pertanto, non andrebbero depotenziate dato che si tratta di “misure di protezione essenziali” sia per le persone sia per la natura.
In una nota stampa, le quattro organizzazioni hanno precisato che anche i cittadini europei desiderano azioni più incisive in termini di tutela ambientale. In particolare, uno degli ultimi sondaggi di Eurostat, l’Agenzia di statistica dell’UE, quasi tutti gli europei (96 per cento) ritengono che sia importante arrestare la perdita di biodiversità, mentre il 95 per cento riconosce che la salute e il benessere dell’uomo dipendono da ecosistemi sani.
“Lo ‘stress test’ della Commissione non deve diventare una scusa per indebolire le protezioni ambientali”, ha ribadito la coalizione in una nota stampa. Mentre “l’Europa affronta un’altra estate di caldo estremo, incendi e siccità, indebolire le leggi che proteggono le nostre foreste, le zone umide e la fauna selvatica sarebbe sconsiderato e profondamente irresponsabile”, ha concluso.











