Bruxelles – E se si riaprisse il capitolo l’Unione europea per il Regno Unito? Il primo ministro britannico, Andy Burnham, ieri (30 settembre) ha dichiarato che è “possibile” che un futuro manifesto elettorale del partito laburista possa promettere un nuovo referendum sull’Unione europea. In un’intervista rilasciata all’emittente televisiva statale BBC, Burnham ha chiarito che un referendum “non sarebbe la cosa giusta da fare in questo momento”, ma che quando si parla del legame con l’Unione europea, il Paese deve “considerare le opzioni” perché “dove siamo non è abbastanza positivo”, ha ribadito.
Nel discorso che ha tenuto martedì (29 settembre) a Liverpool, in occasione della conferenza del Partito laburista, il primo ministro ha annunciato che “quest’anno il Regno Unito terrà un vertice con l’UE per concludere accordi importanti volti a rilanciare l’economia, ridurre la burocrazia, favorire la crescita delle imprese e offrire ai giovani opportunità che sono state loro negate dopo la Brexit“. Secondo il britannico, ciò “dovrebbe rappresentare il punto di partenza, e non il limite massimo, della nostra ambizione” e per questo motivo, nel corso dell’anno “illustrerà meglio la sua visione sul percorso da intraprendere per il Regno Unito e l’UE, al fine di rafforzare la nostra prosperità e la nostra sicurezza”.
La mossa potrebbe stabilire un’enorme linea di demarcazione in vista delle prossime elezioni, con i conservatori che accusano Burnham di cercare di “riaprire vecchie ferite riavviando le battaglie degli anni della Brexit”. Quando si era candidato lo scorso maggio, Burnham aveva promesso di non “ritornare” sull’argomento. Nel momento in cui l’editor specializzato in politica della BBC, Chris Mason, gli ha fatto notare la contraddizione, il primo ministro ha risposto: “No, mica lo sto proponendo? Sto dicendo che in un contesto in cui stiamo guardando un piano decennale per la Gran Bretagna, il Paese deve considerare le opzioni su dove saremo”. Al contrario, “siamo ben prima della fase in cui si sottopone qualcosa all’attenzione del pubblico; al momento si tratta semplicemente di esaminare le opzioni di massima per la nostra relazione”, ha concluso.
Sono passati più di dieci anni fa quel 23 giugno 2016 quando il Regno Unito ha tenuto un referendum, passato alla storia come sulla Brexit, sulla sua appartenenza all’Unione europea. Il 52 per cento dei partecipanti ha votato a favore dell’uscita dall’UE, mentre il 48 ha votato per rimanere. Il 29 marzo 2017, il Regno Unito ha notificato al Consiglio europeo l’intenzione di lasciare l’Unione europea, invocando formalmente l’articolo 50 del trattato sull’Unione europea. Il 30 gennaio 2020 l’Unione ha ratificato l’accordo di recesso.


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