Bruxelles – L’economia dell’Unione europea cresce, anche se lentamente. Secondo Eurostat, l’Agenzia di statistica dell’UE, nel terzo trimestre del 2026 (luglio, agosto e settembre), il PIL destagionalizzato – cioè depurato dalle fluttuazioni periodiche e prevedibili che si ripetono ogni anno nello stesso periodo a causa di fattori stagionali – è aumentato dello 0,4 per cento nell’area euro e dello 0,5 nell’UE rispetto al trimestre precedente. Nel secondo trimestre di quest’anno (aprile-maggio-giugno), si era registrato un incremento dello 0,6 per cento nell’eurozona e dello 0,7 nell’Unione. In confronto allo stesso trimestre dell’anno precedente, il PIL destagionalizzato è cresciuto dell’1,3 per cento nell’area dell’euro e dell’1,5 nell’UE. Tra gli Stati membri dove erano disponibili i dati – rispetto al trimestre precedente -, l’Irlanda (+5,5 per cento) ha rilevato l’aumento più elevato, seguita da Estonia, Spagna e Paesi Bassi, in cui, in tutti e tre, il PIL si è rialzato dello 0,6 per cento. Si sono osservate diminuzioni in Lituania (-1,0 per cento) e Francia (-0,1), mentre l’Italia non ha avuto variazioni, attestandosi a 0. Ma, rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente, il valore è salito dello 0,8 per cento.
Le informazioni fornite da Eurostat non finiscono qui e si allargano al tasso di disoccupazione che, a settembre 2026, è stato pari a 6,5 per cento nell’area euro, stabile rispetto ad agosto 2026, e in aumento del 6,3 per cento rispetto a settembre 2025. Nell’Unione tra agosto e settembre 2026, il tasso si è rimasto stabile al 6,2 ed è cresciuto dello 0,2 per cento in confronto a settembre 2025. Eurostat stima che a settembre i disoccupati nell’UE fossero oltre i 13,5 milioni (13,77 milioni), di cui 11,55 milioni nell’area euro. Rispetto ad agosto 2026, la disoccupazione è aumentata di 105.000 unità nell’UE e di 122.000 unità nell’eurozona, mentre in confronto a settembre 2025, si è innalzata di 471. 000 unità nell’UE e di 420.000 unità nell’area euro.
Guardando alla disoccupazione giovanile, a settembre, erano 3,02 i milioni di giovani sotto i 25 anni disoccupati nell’Unione, di cui 2,46 milioni nell’area euro. A settembre 2026 il tasso di disoccupazione giovanile era del 15,5 per cento nell’Unione, in aumento rispetto al 15,4 per cento rilevato nel mese precedente. Nell’area euro si è osservata una percentuale del 15,4 per cento, anch’essa superiore al 15,1 per cento di agosto 2026. In un mese, tra agosto e settembre 2026, la disoccupazione giovanile è aumentata di 44.000 unità nell’UE e di 69.000 unità nell’eurozona. In un anno – tra settembre 2025 e settembre 2026 – la disoccupazione giovanile è incrementata di 45.000 unità nell’UE e di 80.000 unità nella zona euro. In tal contesto, per le donne il tasso di disoccupazione è stato pari al 6,4 per cento nell’Unione, superiore al 6 per cento rilevato per gli uomini. Nell’area euro, il tasso delle donne si è fermato al 6,7 per cento, come il mese precedente, mentre per gli uomini era al 6,4 .
In Italia, tra agosto 2026 e settembre 2026, il tasso di disoccupazione è passato dal 6,2 al 6,3 per cento, mentre a settembre 2025 era pari a 5,9. In un anno le persone disoccupate sono passate da 1.502 milioni a 1.620 milioni. A settembre 2026, il tasso di disoccupazione giovanile è stato pari al 19,9 per cento, rilevando un leggero calo rispetto al 20,3 emerso ad agosto, per un totale di 253 mila giovani. Sempre a settembre 2026, il tasso di disoccupazione per gli uomini si collocava al 5,7 per cento, mentre per le donne al 7.











