- L'Europa come non l'avete mai letta -
giovedì, 16 Aprile 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Salute
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Net & Tech
    • Sport
  • Newsletter
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Editoriali » Diamo una mano a Londra

    Diamo una mano a Londra

    Lorenzo Robustelli</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@LRobustelli" target="_blank">@LRobustelli</a> di Lorenzo Robustelli @LRobustelli
    1 Luglio 2016
    in Editoriali
    Brexit, negoziati, Theresa May, David Cameron, Michael Gove, Bruxelles, Londra

    Il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk con il premier britannico David Cameron

    La storia, sperano gli ottimisti tra i quali ci piace essere anche noi, forse non è finita. Forse ci sono ancora spazi per un passo indietro della Gran Bretagna verso l’Unione europea. I segnali però non sono dei migliori, e comunque c’è stato un voto popolare esplicito, che va rispettato in maniera assoluta, qualche che sia il giudizio sull’esito o sulla sua genesi.

    Passata la tempesta della prima settimana dopo il voto non possiamo andare avanti così, con una guerra senza sangue latente e un futuro troppo incerto. Le imprese sono preoccupate e rallentano investimenti e assunzioni, le agenzie di rating stanno iniziando a penalizzare la Gran Bretagna e da oggi anche l’Unione europea, il clima sociale e politico si scalda istituzioni comuni e bilaterali rischiano di rimanere ingessate. Non si può assolutamente favorire un clima del genere, Unione europea e Gran Bretagna, i politici responsabili di Ue e Uk, devono assumersi la responsabilità di gestire al meglio quel che è accaduto, senza pensare di lavorare ai fianchi l’ex partner per ottenere o un passo indietro verso il remain o vantaggi ingiusti pur realizzando il leave. Il messaggio da mandare ai cittadini non è quello “di far paura”, di punire coloro che hanno scelto di uscire o terrorizzare quelli che pensano che sia opportuno farlo in altri paesi.

    L’unica risposta seria, ora, che può anche essere portatrice di frutti positivi, è che Londra e Bruxelles si siedano a un tavolo e programmino la gestione della separazione. Certo, qualche collega oggi ci diceva che nella parte britannica del tavolo le sedie sono vuote. David Cameron si è dimesso e il suo successore con ogni probabilità non siederà sulla poltrona di leader conservatore, e quindi su quella da primo ministro, prima del nove settembre. E’ vero. Ma è anche vero che Cameron ora è un primo ministro in carica, che pur se (vigliaccamente) rifiuta di essere quello che dà corso al referendum che lui stesso ha indetto, in queste poche settimane che restano, consultandosi con il partito e i candidati che probabilmente resteranno nel duello finale, Theresa May e Michael Gove, almeno un’agenda di lavori di massima, un documento che attesti la volontà di collaborazione con Bruxelles può lavorarlo.

    Non si tratta di violare il principio, giusto secondo noi, fissato da Jean-Claude Juncker del “no negotiations without notification”, si tratta solo di porre delle basi politiche per la separazione tra due amici che soltanto non vogliono più vivere insieme, ma che non si stanno facendo la guerra. Questo è il rischio, che esacerbando gli animi, lavorando per stringere Londra nell’angolo o, dall’altra parte, esasperando l’attesa di Bruxelles, i rapporti più che amichevoli stabiliti da decine di anni e rafforzati in questi quaranta di convivenza, pur difficile, nell’Unione si trasformino in un’acredine dannosa, evidentemente, per tutti. O anche solo in una perdita di tempo prezioso, e tempo non ne abbiamo, né noi né i britannici. Le sfide dell’economia, della finanza, del terrorismo, delle guerre e anche dei diritti civili non possono essere messe in attesa neanche un giorno. Certo, la scelta dei britannici porta inevitabilmente ad un rallentamento, non fosse altro perché cambierà il primo ministro e dunque ci sarà un periodo di stallo. Ma possiamo fare in modo che questo non diventi troppo grave.

    Collaborare, da subito, da oggi, per organizzare il percorso di uscita non può che far del bene a tutti, può permettere di scoprire al più presto le tante cose che ancora nessuno sa su cosa davvero significa la separazione per Gran Bretagna e Unione europea, sugli effetti che potrà avere sciogliere quei mille legami che ci sono e a riflettere su cosa potrebbe voler dire perdere magari l’unità con Scozia e Irlanda del Nord. Può aiutare i leavers a rendersi conto di cosa vuol dire andare da soli (magari è un gran bene, anche se non ci crediamo), può aiutare l’Unione a capire alcuni degli errori fatti e che hanno allontanato i cittadini, non solo oltremanica. E per noi, inguaribili, forse illusi ottimisti, magari potrebbe anche aiutare a un ripensamento e portare ad un nuovo referendum.

    Tags: brexitDavid CameronDonald TuskMichael GovenegoziatiTheresa May

    Ti potrebbe piacere anche

    25 Churchill Place, Canary Wharf, la vecchia sede dell'EMA a Londra [foto: Alex McGregor/Wikimedia Commons, rielaborazione Eunews]
    Politica Estera

    La Brexit continua a costare (caro): l’UE paga ancora 12,5 milioni all’anno per la vecchia sede dell’EMA

    10 Aprile 2026
    Politica Estera

    Tusk contro Orbán sugli aiuti a Kiev: “Il piano ideale per Putin”

    2 Aprile 2026
    Sadiq Khan mobilità
    Politica Estera

    Il sindaco di Londra Khan preme su Starmer per rientrare nell’UE

    19 Marzo 2026
    Il presidente francese, Emmanuel Macron, e la presidente del Consiglio italiana, Giorgia Meloni. Fonte: Consiglio UE
    Politica

    Macron è il leader più amato in UE, segue Meloni che convince da liberali ad estrema destra, i dati di Polling Europe Euroscope

    18 Febbraio 2026
    Brexit, Gibilterra
    Politica Estera

    Via libera UE alle proposte per l’accordo con Londra su Gibilterra. Commissione: “Garanzia di benessere per i cittadini”

    17 Febbraio 2026
    I leader UE insieme a Volodymyr Zelensky a margine dell'incontro a Berlino, 15/12/25 [Credits: EU Commission]
    Politica Estera

    La svolta di Berlino, i leader UE esaltano la “forte convergenza” con gli Stati Uniti sull’Ucraina

    16 Dicembre 2025

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    produzione industriale - fonte: Imago economica

    Sale la produzione industriale a febbraio, +0,4 per cento nell’UE e nell’area euro

    di Caterina Mazzantini
    15 Aprile 2026

    In base ai dati di Eurostat, la crescita è stata trainata principalmente dai beni di consumo non durevoli, che hanno...

    Fonte: SYSPEO/SIPA / IPA

    L’UE invita Meta a riammettere gli assistenti IA terzi su Whatsapp

    di Giulia Torbidoni
    15 Aprile 2026

    Con una separata decisione iniziale, in collaborazione con l'autorità garante della concorrenza italiana, la Commissione ha esteso oggi l'indagine anche...

    Le bandiere UE e del Regno Unito. Fonte: Imagoeconomica

    UE e Regno Unito ufficializzano l’adesione di Londra ad Erasmus+ nel 2027

    di Caterina Mazzantini
    15 Aprile 2026

    Siglata l'intesa che ripristina gli scambi accademici post-Brexit. Per von der Leyen, le due sponde della Manica "godono da secoli...

    Filiera leguminosa - agricoltori - UE - Hansen

    L’UE punta sui legumi: “Meno dipendenza dalle importazioni e più sostegno agli agricoltori”

    di Annachiara Magenta annacmag
    15 Aprile 2026

    Il Piano Proteine della Commissione europea, atteso per giugno, punta a “trasformare le leguminose in un asset strategico per il...

    • Editoriali
    • Eventi
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Rubens 19 - 20148 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione