Bruxelles – La Gran Bretagna, con la Brexit, lascerà l’Unione europea. e Bruxelles tenta di cogliere la palla al balzo per integrare la difesa comune, una politica sempre osteggiata da Londra. Domani, secondo quanto anticipa il quotidiano the Guardian, in una prevista comunicazione sul tema, la Commissione Ue potrebbe annunciare un fondo per la difesa (sarebbe la prima volta nella storia dell’Unione) di un miliardo di euro per rilanciare la ricerca di nuove tecnologie militari, come i droni, i rifornimenti aerei e i sistemi di difesa cibernetici.
Secondo la Commissione nessun singolo paese dell’Ue, neppure il più grande, può permettersi di sviluppare da solo gli equipaggiamenti militare più costosi: “lo sviluppo di una nuova generazione di importanti sistemi di difesa è oggi al di là della portata di un singolo Stato membro dell’Ue”, afferma un progetto visto dal Guardian. “È necessaria più Europa nella difesa e nella sicurezza”, afferma ancora il documento.
Se gli Stati membri approveranno, sarà questo il primo uso significativo del bilancio dell’Ue per la difesa, sebbene la spesa comunitaria è probabile che rimanga dominata dalla spesa per l’agricoltura e i progetti infrastrutturali.
Le fonti del Guardian a Bruxelles ritengono che il fondo di difesa potrebbe arrivare a un miliardo di euro dopo il 2021, a seguito di una spesa iniziale di 250 milioni di euro nel 2020 per avviare nuovi progetti di ricerca. Le cifre non sono state definite del tutto e dovrebbero essere concordate dagli Stati membri dell’Ue, che ha un bilancio totale attorno ai 155 miliardi annui.
La difesa integrata europea, partendo dalla ricerca e dall’industria, è la nuova frontiera sulla quale c’è un certo consenso nell’Unione, anche se le declinazioni del tema sono ancora molto diverse. Anche il dibattito sulle risorse destinate alla Nato spinge in questo senso, per tentare almeno di ottimizzare una spesa che ha ancora molte sovrapposizioni e inefficienze.
I leader dell’Ue dovrebbero discutere le questioni della difesa nel Consigli europeo di fine giugno, pochi giorni dopo aver avviato i negoziati Brexit.



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