Bruxelles – I sistemi pensionistici sono la bestia nera dell’Ue. Da anni Bruxelles chiede agli Stati di lavorare per renderli più “sostenibili”, e ieri sono arrivate le linee guida: alzare l’età e favorire lo sviluppo di quelle private.
Gli interventi indicati dal commissario all’Occupazione Lazlo Andor sono molti: aumentare l’età pensionabile, sviluppare sistemi pensionistici privati complementari, tagliare i prepensionamenti, reinserire i pensionati nel mercato del lavoro sfruttando il fondo sociale europeo. A Bruxelles sono convinti che questi interventi, in particolare il favorire la permanenza degli anziani nel mercato del lavoro (perché possano integrare pensioni sempre più magre) non danneggeranno i giovani, perchè la disoccupazione giovanile è vista come conseguenza della bassa crescita e non sarebbe colpita da un numero più largo di persone che lavorano.
Secondo Andor, che ieri ha presentato il ‘Libro bianco’ sulle pensioni, un cambiamento radicale in queste politiche è inevitabile perché la spesa pubblica è già enorme, la popolazione invecchia, e se oggi ci sono quattro lavoratori che ‘garantiscono’ per ogni pensionato, nel 2060 ce ne saranno solo due, e i soldi non saranno sufficienti. Il commissario, pur ribadendo che i sistemi pensionistici sono competenza degli Stati, ha insistito sul fatto che l’Unione può contribuire a queste nuove politiche fornendo sostegno finanziario per aiutare i lavoratori anziani a restare sul marcato.



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