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Aiuti illeciti al calcio spagnolo: l’Ue indaga su Real Madrid e Barcellona

Aiuti illeciti al calcio spagnolo: l’Ue indaga su Real Madrid e Barcellona

Sotto l’esame di Bruxelles anche altri 5 club della Liga spagnola: Valencia,Athletic Bilbao, Osasuna, Elche ed Hercules

Il commissario Almunia: “I club dovrebbero finanziarsi con una sana gestione finanziaria e non a spese dei contribuenti”

Real BarcaLa Commissione europea ha ufficialmente aperto tre fascicoli di indagine nei confronti di 7 club della Liga spagnola riguardanti una serie di aiuti pubblici non in linea con la legislazione comunitaria. Sotto la lente d’ingrandimento dell’esecutivo di Bruxelles, le squadre più blasonate del campionato spagnolo, Real Madrid e Barcellona, assieme a Valencia, Atheltic Bilbao, Osasuna ed Elche. Coinvolta nelle indagini dell’Antitrust europeo anche l’Hercules, team iberico di Segunda divisiòn (l’equivalente della serie B italiana). Il caso è arrivato all’attenzione della Commissione a seguito della segnalazione di cittadini preoccupati dalle evidenti agevolazioni ai club, ma era noto da tempo a Bruxelles, tanto che il mediatore europeo, Emily O’Reily, aveva già lanciato pesanti accuse su presunti “ritardi voluti” della Commissione nell’apertura delle inchieste.

La prima indagine aperta dalla Commissione riguarda la concessione di alcuni privilegi fiscali verso Real Madrid, Barcellona, Athletic Bilbao e Osasuna.La seconda, la concessione di terreni dalla città di Madrid alla squadra Real Madrid, mentre la terza riguarda le garanzie date dall’ Istituto delle finanze di Valencia per la concessione di finanziamenti alle tre squadre di calcio della città, il Valencia, l’Hercules e l’Elche, mentre questi versavano in condizioni di difficoltà finanziaria. Nessuna di queste misure era mai stata segnalata dalle autorità spagnole a Bruxelles.

La concessione, da parte delle autorità iberiche, di finanziamenti pubblici o agevolazioni fiscali a club in difficoltà economica, ha messo le squadre in questione in una posizione di vantaggio rispetto agli altri, alterando gli equilibri del mercato concorrenziale europeo. Gran parte di questi club, infatti, possiede attività economiche nel mercato dell’Unione che hanno chiaramente beneficiato di queste misure. “Le squadre di calcio professionistico dovrebbero finanziare i costi di gestione e gli investimenti con una sana gestione finanziaria, piuttosto che a spese del contribuente” – ha ammonito il commissario alla concorrenza Joaquín Almunia (spagnolo)-. Gli Stati membri e le autorità pubbliche devono rispettare le norme comunitarie in materia di aiuti di Stato, nel calcio come in tutti i settori economici.”

La Spagna dovrà ora dimostrare la compatibilità degli aiuti con le linee guida europee. L’Unione, infatti, autorizza la concessione di sostegni pubblici per il salvataggio e la ristrutturazione di società in difficoltà, a patto che vengano rispettate alcune condizioni fondamentali: gli aiuti non devono alterare in modo sostanziale la concorrenza nel mercato interno dell’Ue e, se concessi, devono essere seguiti da un piano che dimostri la futura sostenibilità finanziaria della società. Allo stato attuale, le autorità spagnole non hanno nè provato di non aver alterato la concorrenza, nè presentato alcun piano di ristrutturazione che dimostri come le società in questione possano ritornare in futuro ad essere finanziariamente sostenibili. Non resta che attendere le spiegazioni di Madrid.

Marco Frisone

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