- L'Europa come non l'avete mai letta -
giovedì, 28 Maggio 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Salute
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Net & Tech
    • Sport
  • Newsletter
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Politica Estera » Berna ferma i lavoratori Ue, a rischio tutte intese dal 2002

    Berna ferma i lavoratori Ue, a rischio tutte intese dal 2002

    Bruxelles presa alla sprovvista, come anche gran parte dei dirigenti elvetici. Berna potrebbe essersi tagliata fuori da importanti accordi commerciali

    Redazione</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/eunewsit" target="_blank">eunewsit</a> di Redazione eunewsit
    10 Febbraio 2014
    in Politica Estera

    Bruxelles presa alla sprovvista, come anche gran parte dei dirigenti elvetici. La Svizzera potrebbe essersi tagliata fuori da importanti accordi commerciali

    swiss referendum

    La vittoria è sul filo del rasoio, il Paese è spaccato ma il segnale è comunque chiaro e avrà implicazioni tutt’altro che trascurabili. La Svizzera dice “sì” all’introduzione di quote che limitino l’ingresso di immigrati nel Paese. La maggioranza è davvero risicata: sono stati il 50,3% i cittadini che hanno votato a favore del referendum “contro l’immigrazione di massa” proposto dal partito di destra e antieuropeista dell’Unione democratica di centro. Uno scarto di ventimila schede in tutto, ma che è sufficiente a rendere necessaria una revisione degli accordi tra Berna e Bruxelles. La decisione del popolo elvetico contrasta con l’accordo di libera circolazione in vigore tra il Paese e l’Unione europea che ha già manifestato il suo disappunto.

    La Commissione europea “si rammarica del fatto che un’iniziativa per l’introduzione di limiti quantitativi all’immigrazione sia stata approvata. Questo va contro il principio della libera circolazione delle persone tra l’Ue e la Svizzera” ha commentato l’esecutivo Ue con un comunicato. Bruxelles, prosegue la nota “esaminerà nel suo complesso le implicazioni di questa iniziativa sulle relazioni” con il Paese. Il rischio, per Berna (ma forse anche per l’Ue) è che scatti la “clausola della ghigliottina”, in base alla quale se cade una delle intese bilaterali firmate dal 2002 in poi cadono anche le altre, sul commercio, sugli appalti,le tasse sull’export. Sostanzialmente Ue e Svizzera perderebbero quai rapporti di buon vicinato che interessano, in realtà, più Berna che Bruxelles. Schengen invece dovrebbe rimanere in piedi perché si tratta di un accordo intergovernativo, e non tra Confederazione e Unione.

    Il testo approvato propone una modifica alla costituzione svizzera in modo da limitare i permessi di dimora per gli stranieri. Tetti massimi e contingenti annuali saranno imposti per tutti gli stranieri, inclusi i cittadini dell’Unione europea, i frontalieri e i richiedenti asilo. Al momento di assumere lavoratori (in un paese con la disoccupazione quasi inesistente, ferma al 3,5%), poi, le imprese elvetiche dovranno dare la preferenza agli svizzeri. Per il momento non sono state definite né l’entità dei contingenti né quale sarà l’autorità chiamata a stabilirli. Consiglio federale e Parlamento avranno tre anni per attuare le norme e rivedere i rapporti con l’Unione europea.

    Nonostante la Svizzera non faccia parte dei Ventotto, nel 1999 ha siglato con Bruxelles un accordo per il libero movimento dei cittadini, entrato in vigore nel 2002. Prendendo atto del risultato del referendum, il governo non ha avuto scelta e ha annunciato che intende avviare discussioni con l’Unione europea.

    Il segnale in arrivo dalla Svizzera spaventa non poco l’Unione europea, alla vigilia di elezioni che secondo molti vedranno l’affermarsi di nazionalisti ed antieuropeisti. Il risultato “rischia di essere sfruttato dai populisti in vista dell’appuntamento elettorale, ha messo in guardia il Presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz in un’intervista al settimanale svizzero NZZ am Sonntag.  “Temo che un sì in Svizzera – ha detto – possa scatenare un nuovo dibattito sulla libera circolazione delle persone in seno alla Ue”

    E in effetti le reazioni si moltiplicano, da una parte e dall’altra. Si è trattato di un voto “saggio”, canta vittoria l’euroscettico britannico dell’Ukip, Nigel Farage, augurandosi che il risultato incoraggi gli altri Paesi a seguire l’esempio della Confederazione elvetica che ha trovato il modo di difendersi dal “bullismo” dell’Ue: una “notizia meravigliosa per la sovranità nazionale e per gli amanti della libertà in tutta l’Europa”, continua Farege. “Brava alla Svizzera” gioisce sul suo profilo Twitter anche la leader dell’estrema destra francese, Marine Le Pen: “E ora l’Ue che farà – provoca Le Pen – manderà i carri armati?”. Seguono a ruota le congratulazioni degli esponenti del Carroccio, con Matteo Salvini che annuncia: “Presto anche in Italia, grazia alla Lega, un referendum per difendere i diritti e il lavoro dei cittadini italiani”. L’Europa “è preoccupata per questo voto? – chiede Salvini – Bene a Bruxelles inizino ad avere tanta, tanta paura”.

    “L’Ue dovrà esaminare le implicazioni del risultato del voto ed è pronta a lavorare con il governo svizzero per trovare una strada per affrontare i problemi che ne derivano” commenta la Presidenza greca di turno dell’Ue, ricordando che “la libera circolazione delle persone è uno dei principi chiave progetto europeo e un diritto fondamentale di tutti i cittadini”. Preoccupato anche il ministro degli esteri italiano, Emma Bonino che entrando al Consiglio affari esteri definisce “preoccupante” la decisione del popolo elvetico: la questione, avvisa, sarà oggi sul tavolo dei ministri dei Ventotto.

    “Portare indietro le lancette della storia non è la soluzione e l’isolamento a trecentosessanta gradi alla lunga è un boomerang. Anche perché va ricordato che l’Unione Europea è il principale partner economico della Svizzera” commenta l’europarlamentare di Forza Italia, Lara Comi: “Se persisterà questa politica -avverte Comi – potremmo fare la proposta di rompere gli accordi di Schengen cui la Confederazione Elvetica ha aderito”. Per la responsabile Europa per il Partito democratico, Federica Mogherini si tratta di una “scorciatoia demagogica”. È una “misura che dovrebbe spingere quanti, anche qui in Italia, fanno della lotta  all’immigrazione e dei toni razzisti la propria ragion d’essere, a riconsiderare le loro scelte”.

    L’Unione europea aspetta al varco il governo Svizzero per vedere come tradurrà, nella pratica, la volontà della popolazione elvetica di imporre tetti all’immigrazione. Ancora è  presto per entrare nello specifico delle conseguenze che il risultato dei referendum avrà in termini di rapporti con i Ventotto, ma gli occhi di Bruxelles sono puntati sulle azioni dell’esecutivo svizzero, che dovrebbe approvare l’allargamento alla Croazia, ultima arrivata tra i 28 di alcuni diritti proprio sulla libera circolazione. Poi i governi dell’Ue dovrebbero, mercoledì, approvare l’apertura dei negoziati per la semplificazione dei 120 accordi bilaterali ora vigenti, il che prevede che Berna riconosca alcuni principi legali dell’Unione.

    “Il risultato del referendum non gela automaticamente le nostre relazioni perché il voto in sé non ha un impatto giuridico immediato” ricordano fonti europee. C’è da vedere piuttosto come “il governo svizzero darà seguito al risultato in termini di legislazione” e per questo ci sono tre anni di tempo. Non è automatico nemmeno che scatti la cosiddetta “clausola ghigliottina” che lega i diversi accordi tra Svizzera e Unione europea. Non è cioè detto che, se decade l’accordo sulla libera circolazione, decada tutto il pacchetto (tra cui accordi su trasporto, aviazione civile). Deve essere il Consiglio a deciderlo, con un voto all’unanimità.

    Ma non per tutte le questioni si potrà aspettare tanto. Ci sono alcuni momenti di decisione intermedi che potrebbero segnare le prime pesanti conseguenze. Il primo sarà la decisione con cui la Svizzera dovrebbe dare il via libera all’estensione dell’accordo sulla libera circolazione anche alla Croazia, divenuta Paese membro il 1° luglio 2013. Quello che fino a poco fa sembrava soltanto un punto tecnico potrebbe diventare, alla luce dell’esito del referendum, un ostacolo non da poco. L’Ue sospetta che la Svizzera propenderà per una sospensione della procedura, una decisione non priva di conseguenze. “In questo caso saremo obbligati ad interrompere gli accordi sulla ricerca e quelli su Erasmus+”, spiegano fonti Ue, perché questi programmi includono, come Stato membro, anche la Croazia.

    La Svizzera sta infatti negoziando con l’Ue una partecipazione al nuovo programma di ricerca “Horizon 2020”, per un budget di circa 80 miliardi di euro e fa parte dei programmi di scambio di studenti e lavoratori nel quadro di Erasmus+. Tutti progetti che potrebbero essere interrotti. Il problema si potrebbe porre anche per la partecipazione della Svizzera all’area Schengen, spiega ancora chi da Bruxelles sta seguendo la questione. Molto dipende da come il governo elvetico gestirà la faccenda ma, se l’imposizione delle quote, dovesse comportare controlli rafforzati alle frontiere questo sarebbe in chiara contraddizione con i principi della libera circolazione.

    La situazione rischia di diventare delicata sia per gli svizzeri che vivono in Italia sia per gli italiani che vivono in Svizzera, ammette Bruxelles. Una quota di cittadini considerevole: si parla di un milione di cittadini dell’Ue che lavorano nel Paese elvetico e circa 430 mila cittadini svizzeri che vivono e lavorano nell’Ue. Loro, così come le imprese che vogliono assumere lavoratori, rischiano di trovarsi in una sorta di “limbo”. Senza contare che l’Ue è di gran lunga il più importante partner commerciale per la Svizzera: rappresenta il 78% delle importazioni e il 57% delle esportazioni.

    Letizia Pascale

    Tags: accordi bilateralibruxelleslavoratorireferendumsvizzera

    Ti potrebbe piacere anche

    Cronaca

    Dietro le quinte del Consolato italiano a Bruxelles: parte la nuova rubrica della sede diplomatica

    27 Maggio 2026
    FLYER della manifestazione disponibile sul sito dell'organizzazione promotrice:: https://www.association-belgo-palestinienne.be/manifestation-nationale-justice-pour-les-palestiniens-stop-au-genocide-et-a-la-nakba/
    Cronaca

    Bruxelles per la Palestina, la manifestazione per lo stop agli accordi commerciali con Israele

    14 Maggio 2026
    [Foto di Shutterstock, IPA Agency]
    Diritti

    Marcinelle diventi il simbolo delle vittime sul lavoro. La proposta del Parlamento europeo

    6 Maggio 2026
    L'aeroporto di Bruxelles (Imagoeconomica)
    Notizie In Breve

    Il Notariato italiano sbarca a Bruxelles e inaugura il suo ufficio di rappresentanza

    22 Aprile 2026
    manifestazione gaza palestina bruxelles
    Diritti

    Il Belgio alla sbarra per Gaza, la Corte d’Appello: Non ha impedito il trasferimento di armi a Israele

    27 Marzo 2026
    LA PRESIDENTE DEL CONSIGLIO GIORGIA MELONI, DONALD TRUMP PRESIDENTE USA (Imagoeconomica)
    Editoriali

    Il disastroso “mid term europeo” di Trump

    24 Marzo 2026

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    HAPAG - LLOYD AZIENDA INDUSTRIA LOGISTICA TRASPORTO TRASPORTI CARGO CONTAINER NAVE NAVI MONTEVIDEO EXPRESS. Commercio. Fonte: Imago economica

    Meno export verso gli USA e forte dipendenza dalla Cina: la mappa del commercio UE nel 2026

    di Annachiara Magenta annacmag
    28 Maggio 2026

    Il dato più critico rilevato da Eurostat risiede nella riduzione generalizzata delle vendite all'estero, che oltre al già citato crollo...

    L'Alta rappresentante della politica estera UE, Kaja Kallas, durante la conferenza stampa dopo il vertice odierno a Limassol (Fonte: Imagoeconomica)

    Kallas: “L’UE non sarà mai un mediatore neutrale, siamo sempre stati dalla parte di Kiev”

    di Giorgio Dell'Omodarme
    28 Maggio 2026

    Durante il vertice informale tra i ministri degli Esteri a Cipro, l'Alta rappresentante per la Politica Estera ha affermato che...

    Bandiera ucraina via Unsplash

    Il Consiglio UE approva 2,8 miliardi di euro in aiuti per l’Ucraina

    di Iolanda Cuomo
    28 Maggio 2026

    Via libera al settimo pagamento regolari nell'ambito dello strumento per l'Ucraina. Il Paese in guerra ha adottato le misure richieste...

    Il ministro della Sicurezza nazionale di Israele, Ben Gvir [foto: imagoeconomica]

    Israele, l’UE discute le sanzioni a Ben Gvir ma rimanda la decisione al 15 giugno

    di Emanuele Bonini emanuelebonini
    28 Maggio 2026

    La natura informale della riunione dei ministri degli Esteri rende impossibile una decisione. Tutto spostato al giorno di sessione formale....

    • Editoriali
    • Eventi
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Rubens 19 - 20148 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione