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di Alfonso Bianchi
Mogherini in partenza per il Medio Oriente mentre a Gerusalemme la tensione è alle stelle
La polizia israeliana presidia l'ingresso della Spianata delle moschee

Mogherini in partenza per il Medio Oriente mentre a Gerusalemme la tensione è alle stelle

Federica Mogherini, nuovo Alto rappresentante per la politica Estera Ue, è in partenza per la sua prima missione ufficiale che sarà, come anticipato, in Medio Oriente. Da domani e fino a domenica 9 novembre sarà in visita a Tel Aviv, Gerusalemme, Gaza e Ramallah dove incontrerà dal lato israeliano il premier Benjamin Netanyahu e il ministro degli Esteri Avigdor Lieberman, e da quello palestinese il presidente Mahmoud Abbas e il primo ministro Rami Hamdallah.

La visita arriva in un momento molto particolare con forti tensioni tra israeliani e palestinesi a Gerusalemme. Ieri c’è stato un attentato che ha causato la morte di un ufficiale israeliano della guardia di frontiera e il ferimento di una dozzina di persone. L’attentatore si è lanciata sulla folla in attesa del tram nel rione di Sheikh Jarrah, zona abitata da ebrei ortodossi, poi ha continuato la corsa a caccia di altri israeliani fino a quando non è stato ucciso da un poliziotto. Per Mogherini, che martedì ha condannato il piano israeliano di espansione delle colonie a Gerusalemme Est, questo attentato è “un’altra dolorosa prova della necessità di compiere sforzi seri verso un accordo di pace duratura nel conflitto israelo-palestinese”. Nell’esprimere le sie condoglianze alla famiglia della vittima Mogherini ha detto di aspettarsi da tutte le parti “azioni responsabili e di dar prova di moderazione, per non infiammare ulteriormente una situazione già molto tesa”.

Le tensioni sono iniziate quando mercoledì scorso è stato ferito con colpi di arma da fuoco il rabbino Yehuda Glick, attivista dell’ultradestra e leader del movimento HaLiba, che rivendica il diritto di pregare nella Spianata delle Moschee e sulla quale ha diverse volte fatto delle incursioni scatenando proteste dei palestinesi. Il presunto colpevole, indicato dagli israeliani nel 32enne Mutaz Hijazi, è stato ucciso ucciso nella sua casa dai militari che erano andati lì per arrestarlo, e nella notte la sua casa è stata demolita. La sua uccisione ha portato alle stelle la tensione tra i palestinesi, furiosi per il fatto che Hijazi non sia stato sottoposto a un regolare processo ma anzi, secondo i familiari, sia stato torturato prima di essere ucciso. Da allora Gerusalemme è una città blindata e nelle sue strade ci sono circa 2mila e 800 tra poliziotti e militari e l’accesso alla Spianata delle moschee è stato vietato a tutti gli uomini con meno di 50 anni. In diverse occasioni si sono verificati scontri tra palestinesi e militari israeliani.

Il Monte del Tempio, o Spianata delle Mosche, in cui si trovano la moschea al-Aqsa e la Cupola della roccia, è un luogo santo per ebrei, musulmani e cristiani, e si trova nella parte Est di Gerusalemme, zona occupata dagli Israeliani dal 1967. Da allora la sua gestione è stata lasciata alla fondazione islamica Wafq anche perché il Gran Rabbinato, la massima autorità religiosa ebraica, proibisce agli ebrei di pregare lì. L’ultradestra sionista e le organizzazioni come quella di Glick si ribellano però da anni a questa decisione e diverse volte hanno fatto delle incursioni sul luogo scatenando proteste dei palestinesi.

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