- L'Europa come non l'avete mai letta -
sabato, 26 Settembre 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Salute
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Net & Tech
    • Sport
  • Le Newsletter di Eunews
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Politica » Strasburgo prende di mira Google e chiede di separare motori di ricerca e servizi

    Strasburgo prende di mira Google e chiede di separare motori di ricerca e servizi

    Approvata una risoluzione in cui i deputati chiedono a Paesi membri e Commissione di vigilare sulla concorrenza e separare i motori di ricerca da altri servizi commerciali per evitare posizioni dominanti illegittime nel mercato. Sebbene non citato, la mozione dell’Aula riguarda colosso il colosso americano del web

    Giuseppe Vargas</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@giuvar11" target="_blank">@giuvar11</a> di Giuseppe Vargas @giuvar11
    27 Novembre 2014
    in Politica
    Powered by powered by evolution group

    I deputati europei hanno le idee chiare sulla concorrenza nel mercato digitale: “Tutto il traffico Internet dovrebbe essere trattato allo stesso modo, senza discriminazioni, restrizioni o interferenze”. Con una risoluzione non vincolante il Parlamento di Strasburgo chiede alla Commissione e ai Paesi membri di separare l’attività dei gestori dei motori di ricerca da altri servizi commerciali, per evitare abusi di posizione dominante in contrasto con le norme sulla concorrenza. Sebbene non menzionato nel testo, il riferimento della risoluzione va chiaramente al colosso statunitense Google, che deterrebbe il 90% per cento delle quote di mercato del settore ed è sospettato di distorcere a suo vantaggio i risultati delle ricerche web.

    Una risoluzione commentata positivamente dal commissario per l’economia e le società digitali Günther Oettinger secondo cui quello del Parlamento “è un parere importante, un’applicazione coerente del diritto europeo in materia di concorrenza” perché “quel che conta è tutelare gli interessi delle imprese europee e dei vari stakeholder”.

    Approvata con il voto favorevole di 384 parlamentari (174 i contrari), la mozione evidenzia la necessita di “impedire qualsiasi abuso nella commercializzazione di servizi interconnessi da parte dei gestori dei motori di ricerca”. Dato il ruolo di Google, e dei motori di ricerca in generale, nel “commercializzare lo sfruttamento secondario delle informazioni ottenute” e la necessità di far rispettare le regole di concorrenza dell’UE, i deputati invitano la Commissione “a prendere in considerazione proposte volte a separare i motori di ricerca da altri servizi commerciali” nel lungo temine.

    L’Azienda con sede in California, sta affrontano da quattro anni un’inchiesta di Bruxelles sulla sua posizione dominate. Google è accusata di escludere i competitori e abusare della sua posizione preminente per distorcere i risultati delle ricerche sui motori, assicurando in tal modo che i link ai suoi prodotti siano sempre in alto ben in vista. A questo proposito i due parlamentari promotori della risoluzione, il deputato tedesco Andreas Schwab (Ppe) e la spagnola dei liberali Alde Ramon Tremosa, avvertono che “nel caso i procedimenti contro Google non portino ad alcuna decisione soddisfacente e l’attuale comportamento anti-competitivo continui ad esistere, sarà necessaria regolamentare il principale motore di ricerca.”

    Dagli stati Uniti, per bocca dalla rappresentanza a stelle e strisce a Bruxelles, sono giunte critiche al Parlamento europeo, reo di “politicizzare la questione della regolamentazione”. Un gruppo di deputati americani aveva inviato nei giorni scorsi in previsione del voto odierno, una lettera di protesta direttamente al presidente dell’Aula di Strasburgo Martin Schulz. “Una simile proposta costruisce muri piuttosto che ponti”, hanno tuonato da Washington, “e non prende in considerazione gli effetti negativi che tali politiche possono avere in generale sulle relazioni commerciali Ue-Usa”.

    La pressione del Parlamento nei confronti dei gli Stati membri e dell’esecutivo comunitario per evitare che le aziende online abusino della posizione dominante, si inserisce nel quadro del completamento del mercato unico digitale dell’UE, che fa della maggiore concorrenza uno dei presupposti essenziali. Nel testo si evidenzia che il mercato unico digitale potrebbe generare ulteriori 260 miliardi di euro all’anno per l’economia dell’Ue e dare un impulso alla sua competitività. Tuttavia avverte che, per sbloccare questo potenziale, devono essere affrontate sfide importanti, come la frammentazione del mercato, l’assenza di interoperabilità e le disparità regionali e demografiche per l’accesso alla tecnologia.

    Tags: AldeAntitrustGoogleparlamento europeoppestrasburgo

    Eunews Newsletter

    Ti potrebbe piacere anche

    Da sinistra a destra, la vicepresidente esecutiva per la Sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia, Henna Virkkunen, e la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. Crediti: Commissione europea
    Net & Tech

    Minori online, arriva la Legge UE sui bambini per proteggerli dai rischi digitali

    17 Settembre 2026
    alluvioni Valencia Inondazioni UE
    Le Brevi

    Alluvioni e inondazioni di inizio anno: la Commissione propone di destinare 489 milioni a Portogallo, Spagna, Italia e Malta

    17 Settembre 2026
    Sessione plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo di luglio 2026. Crediti: Parlamento europeo - SALUTE - PARLAMENTO UE - CANCRO - PPE
    Salute

    Il PPE si allarma sul piano contro il cancro: non coerente con la linea del Parlamento

    17 Settembre 2026
    Foto: Imagoeconomica
    Le Brevi

    UE, sì definitivo del Parlamento alle nuove norme su e-commerce e dogane

    16 Settembre 2026
    alexander-jawfox-R_6kw7NUTLY-unsplash
    Difesa e Sicurezza

    Il Parlamento UE dice ‘sì’ al termine di 42 giorni per le autorizzazioni per progetti nel comparto difesa

    16 Settembre 2026
    La presidente del gruppo Renew Europe, Valeriè Hayer, e la presidente del gruppo dei Socialisti e democratici (S&D), Iratxe Garcia Perez. 16 settembre 2026. Source: EU Parliament
    Politica

    Stato dell’Unione 2026: critiche trasversali a priorità e operato di von der Leyen

    16 Settembre 2026

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    Photo de max bushuevsur Unsplash

    Diritto alla riparazione: Italia e altri 17 non hanno recepito la direttiva, parte l’infrazione UE

    di Redazione eunewsit
    25 Settembre 2026

    Gli Stati interessati ora hanno due mesi per rispondere e porre rimedio alle carenze segnalate dalla Commissione

    Photo de Matthew Sichkaruksur Unsplash

    Al ritmo attuale la parità di genere ci sarà solo nel 2197, il ‘tetto di cristallo’ è ancora intatto

    di Giulia Torbidoni
    25 Settembre 2026

    In una relazione il CESE denuncia e richiama alla necessità di accelerare i progressi su lavoro dignitoso, retribuzione, protezione sociale,...

    Idrogeno Procedura d'infrazione

    Italia prima della classe a recepire le norme su gas e idrogeno, infrazione UE agli altri 26

    di Annachiara Magenta annacmag
    25 Settembre 2026

    Gli Stati interessati hanno ora due mesi per rispondere alla Commissione, completare il recepimento e comunicarne l'avvenuta attuazione

    Kaja Kallas

    Accordo tra i Paesi UE sulle condizioni per rilasciare a Kiev 6,6 miliardi di euro

    di Annachiara Magenta annacmag
    25 Settembre 2026

    Si tratta di risorse dello Strumento europeo per la pace (EPF). Kallas: "È una buona notizia per l'Ucraina e una...

    • Editoriali
    • Eventi
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Savona 127/B, 20144 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione