- L'Europa come non l'avete mai letta -
venerdì, 30 Ottobre 2026
No Result
View All Result
  • en ENG
  • it ITA
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Salute
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Net & Tech
    • Sport
  • Le Newsletter di Eunews
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Non categorizzato » Ma quanto sono affidabili gli svizzeri?

    Ma quanto sono affidabili gli svizzeri?

    La Svizzera ha sbagliato a stabilire un cambio fisso con l'euro. E ora ne paga le conseguenze.

    Redazione</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/eunewsit" target="_blank">eunewsit</a> di Redazione eunewsit
    21 Gennaio 2015
    in Non categorizzato

    Le autorità monetarie svizzere hanno fatto ancora una volta un clamoroso voltafaccia giovedì scorso togliendo il tetto di 1.20 franchi svizzeri nei confronti dell’euro che avevano imposto a sorpresa a settembre del 2011, e facendo salire in negativo il tasso sui depositi da -0.25% a -0.75%. In pochi minuti, spettacolo inedito anche nei più spericolati mercati, il franco svizzero si è apprezzato del 40%, per poi stabilizzarsi intorno al 20%. Per capire il perché di questa nuova mossa a sorpresa – sembra che neanche Christine Lagarde, capo del Fondo monetario internazionale, fosse stata avvertita – bisogna partire da lontano.

    La Svizzera è da sempre considerata un paradiso per gli investitori: un safe haven, un “rifugio sicuro”, forse il migliore del mondo per finanzieri, evasori, grandi capitalisti e politici corrotti. Oltre che, naturalmente, per le banche centrali di tutto il mondo, che tengono sempre una piccola parte delle loro riserve in franchi svizzeri poiché è una valuta che non delude mai, e neanche questa volta lo ha fatto.

    Dopo la crisi finanziaria del 2008 una fetta, anche se non enorme, dei capitali globali in cerca di sicurezza, cominciò a dirigersi verso il franco svizzero, che subì in breve un apprezzamento micidiale. A luglio 2009 ci volevano 1.52 franchi svizzeri per comprare un euro; a luglio 2011 solo 1.18, un apprezzamento del 23%. A nulla erano valsi in questi due anni i massicci interventi sul mercato dei cambi da parte della Swiss National Bank (Snb), la banca centrale svizzera. Le riserve valutarie della Snb erano salite da 44 miliardi di dollari a 234. Poi nell’agosto 2011 le riserve ebbero un’impennata incredibile, aumentando in un solo mese di ben 83 miliardi.

    Poiché, nonostante i massicci acquisti di valuta estera da parte della Snb, il franco svizzero continuava ad apprezzarsi, sotto pressione da parte delle imprese manifatturiere – la Svizzera è in termini relativi il più grande esportatore al mondo e il suo export rappresenta il 73% del Pil, di gran lunga superiore a quello tedesco (46%) e a quello cinese (27%), per non parlare poi di quello americano (14%) – le autorità svizzere fecero un incredibile voltafaccia, di segno opposto rispetto a quello di questi giorni, che prese tutti gli operatori e le altre banche centrali di sorpresa. Dapprima allentarono in modo tradizionale la politica monetaria tagliando i tassi di interesse, riducendo così il valore della loro valuta. Poi, il 26 settembre del 2011, spararono una cannonata che nessuno si sarebbe mai aspettato dagli svizzeri, imponendo un cap – cioè un tetto – sul franco svizzero, dicendo che non avrebbero consentito che esso scendesse sotto a 1.20 nel rapporto euro-franco. Cioè, da quel giorno in poi sarebbero stati necessari almeno 1.2 franchi svizzeri per acquistare un euro (ricordiamoci che due anni prima ne erano necessari 1.52).

    Questa mossa prese tutti in contropiede, iniziando alla grande quella currency war oggi in corso tra le principali valute mondiali. Per poter far rispettare il tetto, la Snb si sarebbe impegnata ad acquistare euro in unlimited quantities: in altre parole si sarebbe impegnata ad acquistare sul foreign exchange market (più comunemente detto Forex) tutto quello che sarebbe stato necessario affinché il franco svizzero non si apprezzasse al di là della linea del Piave di 1.2 franchi svizzeri per euro.

    Poiché fino a qualche settimana prima le autorità svizzere avevano ribadito che mai si sarebbero rimangiate la parola di essere fedeli alla libera circolazione dei capitali e al mantenimento di un tasso di cambio pienamente flessibile, i mercati rimasero sconvolti perché pensavano che gli svizzeri fossero di parola.

    Per qualche mese le pressioni sul franco svizzero si attenuarono. Ma la speculazione valutaria riprese in modo pesante nell’estate del 2012. Alla fine dell’anno le riserve erano salite a 470 miliardi di dollari (erano solo 44 nel gennaio 2009). A questo punto le autorità monetarie svizzere, afflitte dalla stessa paranoia da inflazione di quelle tedesche, fecero, secondo noi, un errore: temendo che l’inflazione potesse esplodere, invece di continuare a fare acquisti di asset in euro e dollari stampando moneta – una forma di quantitative easing rivolta non agli asset in valuta locale, come hanno fatto gli Stati Uniti e il Regno Unito, ma a quelli di altri paesi – decisero di sterilizzare i propri interventi vendendo passività della banca centrale denominati in franchi svizzeri.

    A questo punto i casi sono due: o i responsabili della Snb non sono così furbi come noi tutti abbiamo sempre pensato, oppure erano consapevoli che questa mossa avrebbe potuto esporli un giorno, qualora fossero stati costretti ad abbandonare il tetto, ad un capital loss di non poco conto, in termini della propria valuta, sulle loro riserve valutarie. Cosa che si è puntualmente verificata quando giovedì 15 gennaio le autorità svizzere hanno fatto un altro clamoroso voltafaccia e hanno tolto il cap, mandando di nuovo in tilt i mercati dopo che appena un mese fa Thomas Jordan, il presidente della Snb, aveva dichiarato in televisione che avrebbe difeso con la “massima determinazione” il tetto di 1.20, e il suo vice lunedì gennaio 12 aveva rassicurato che il tetto era infrangibile. Le perdite valutarie della Snb – anche se si potrebbe sostenere che sono perdite puramente contabili – sono ora stimate a circa 60 miliardi di euro, una cifra non indifferente neanche per la banca centrale svizzera le cui riserve a fine 2014 erano di circa 500 miliardi di dollari, anche se in parte la perdita potrebbe essere coperta dagli interessi negativi che chi ha depositi in Svizzera dovrà pagare, una sorta di confisca patrimoniale alle altre banche centrali e alle banche private che detengono depositi presso la Snb.

    Ora gli industriali svizzeri dichiarano che l’apprezzamento del franco svizzero rappresenterà per le loro industrie – come ha detto Nick Hayek, chief executive di Swatch Group – “uno tsunami”. Ma nessuno li prende sul serio. Ricordiamo che la Svizzera ha un surplus nella sua bilancia dei pagamenti di circa 45 miliardi di dollari, pari al 10.5% del Pil: una cifra colossale, superiore in percentuale anche a quella tedesca, che è del 7.3% del Pil (e poiché la Germania fa parte dell’Unione europea, ricordiamoci sempre che questa percentuale è di gran lunga fuori dai patti). Veramente penalizzati, secondo noi, saranno i cittadini di alcuni paesi, soprattutto Polonia e Ungheria, che hanno avventatamente sottoscritto mutui in franchi svizzeri e avranno un’amara sorpresa quando dovranno rimborsare la prossima rata. L’apprezzamento del franco svizzero non sarà certo un problema per i grandi magnati della finanza e dell’industria che si riuniscono a Davos questa settimana. Lo champagne sarà soltanto un po’ più caro in euro.

    Ma perché Thomas Jordan ha fatto questa clamorosa figuraccia ancora una volta? La risposta non può che essere che ha delle informazioni sicure su quello che deciderà Draghi giovedì prossimo. Sembra inoltre che fosse preoccupato dall’eccessivo deprezzamento del franco nei confronti del dollaro. Avrà forse anche tratto le conclusioni che continuare a ingaggiare una guerra valutaria non solo è difficile per un piccolo paese come la Svizzera – il franco svizzero, secondo la Banca dei regolamenti internazionali, è soltanto al sesto posto tra le monete più scambiate nel mercato dei cambi globali, e solo il 15% degli scambi mondiali è fatto in franchi svizzeri – ma è anche inutile se lo scopo è quello di difendere la competitività delle esportazioni svizzere, già di per sé troppo competitive. E infine si potrebbe aggiungere che comunque la decisione del 2011 non era giustificata, e che la decisione di sterilizzare la stampa di moneta con l’emissione di passività in franchi svizzeri, considerando che a dicembre 2014 l’inflazione svizzera era negativa, ben al di sotto dell’obiettivo del 2%, non è stata molto illuminata. E ora, tra l’altro, la rivalutazione non farà altro che peggiorare la deflazione.

    Ti potrebbe piacere anche

    UE e Canada verso una associazione più stretta. Lo hanno annunciato il primo ministro canadese Mark Carney e i presidenti di Consiglio europeo, Antonio Costa, e Commissione europea, Ursula von der Leyen. Source: EC - Audiovisual Service
    Politica Estera

    UE e Canada si avvicinano il più possibile, per tenere lontano Trump

    30 Ottobre 2026
    La Commissione UE ha adottato la proposta per il prestito da 45 miliardi a Kiev per il 2027. Crediti: Commissione europea
    Le Brevi

    La Commissione UE adotta la proposta per i 45 miliardi di prestito a Kiev per il 2027

    30 Ottobre 2026
    Il Belgio vince la medaglia d'oro per il miglior panettone artistico al mondo. Ma è fatto dall'italiano Antonio Santangelo.
    Le Brevi

    Il Belgio primo al mondo per il miglior panettone aristico, che è fatto però dall’italiano Santangelo

    30 Ottobre 2026
    Ghiacciai che si sciolgono. Crediti: Dave Meckler via Unsplash
    Le Brevi

    Dall’UE più di 32 miliardi ai Paesi in via di sviluppo per il clima

    30 Ottobre 2026
    Bruno Pompeo, Marcinelle, Bois du Cazier
    Le Brevi

    Ha un nome e un volto dopo 70 anni: è Bruno Pompeo, morto nella miniera di Marcinelle

    30 Ottobre 2026
    Flavio Lorenzin (Immagine: Confimi)
    Economia

    Acciaio, le fonderie italiane di Confimi contro Bruxelles: dazi e CBAM penalizzano la filiera

    30 Ottobre 2026
    Il prossimo anno ci saranno almeno 13 grandi elezioni in Europa

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    UE e Canada verso una associazione più stretta. Lo hanno annunciato il primo ministro canadese Mark Carney e i presidenti di Consiglio europeo, Antonio Costa, e Commissione europea, Ursula von der Leyen. Source: EC - Audiovisual Service

    UE e Canada si avvicinano il più possibile, per tenere lontano Trump

    di Giulia Torbidoni
    30 Ottobre 2026

    Von der Leyen chiarisce che "questa partnership non contro qualcun altro". Ma poi aggiunge che "ciò che conta oggi è...

    La Commissione UE ha adottato la proposta per il prestito da 45 miliardi a Kiev per il 2027. Crediti: Commissione europea

    La Commissione UE adotta la proposta per i 45 miliardi di prestito a Kiev per il 2027

    di Redazione eunewsit
    30 Ottobre 2026

    Bruxelles - La Commissione europea ha adottato oggi (30 ottobre) una proposta, che dovrà essere sottoposta all'approvazione del Consiglio, relativa...

    Il Belgio vince la medaglia d'oro per il miglior panettone artistico al mondo. Ma è fatto dall'italiano Antonio Santangelo.

    Il Belgio primo al mondo per il miglior panettone aristico, che è fatto però dall’italiano Santangelo

    di Redazione eunewsit
    30 Ottobre 2026

    Bruxelles - Il Belgio ha vinto la medaglia d'oro per il miglior panettone artistico al mondo. Ma le mani che...

    Ghiacciai che si sciolgono. Crediti: Dave Meckler via Unsplash

    Dall’UE più di 32 miliardi ai Paesi in via di sviluppo per il clima

    di Iolanda Cuomo
    30 Ottobre 2026

    Bruxelles - In base ai dati del Consiglio dell'Unione europea, nel 2025 l'Unione europea ha erogato 32,3 miliardi di euro...

    • Editoriali
    • Eventi
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Savona 127/B, 20144 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • en ENG
    • it ITA
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • en ENG
    • it ITA
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione