- L'Europa come non l'avete mai letta -
domenica, 18 Gennaio 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Net & Tech
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Salute
    • Sport
  • Newsletter
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Net & Tech
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Salute
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Economia » Gozi: Cambiare trattati Ue per rendere la politica industriale una materia comune

    Gozi: Cambiare trattati Ue per rendere la politica industriale una materia comune

    Per il sottosegretario serve coordinamento tra l’Ue e gli Stati membri per il rilancio dell’industria. Sul Piano Juncker sottolinea i miglioramenti inseriti dal Consiglio europeo nella proposta di regolamento

    Domenico Giovinazzo</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@giopicheco" target="_blank">@giopicheco</a> di Domenico Giovinazzo @giopicheco
    25 Marzo 2015
    in Economia

    Roma – Il dibattito sugli obbiettivi della comunicazione per una rinascita industriale europea “si è affievolito”. Michele Bordo, presidente della commissione Politiche Ue della Camera, lo fa notare al sottosegretario Sandro Gozi – convocato in audizione a Montecitorio – e lo invita a chiarire come si stia procedendo, in sede comunitaria, per raggiungere l’obbiettivo di rilanciare l’industria affinché contribuisca per il 20% alla produzione del Pil europeo.

    Gozi dà ragione a Bordo, perché “dalla precedente Commissione (Barroso) avevamo ottenuto l’impegno a stilare una road map con gli obiettivi” contenuti nella comunicazione, mentre “nella Commissione attuale non c’è un forte impegno in questo senso”. L’esponente del governo segnala “due debolezze” che rendono difficile dare seguito a quella comunicazione. “La prima – spiega – riguarda le competenze”. E’ infatti convinto che bisognerebbe “cambiare i trattati per rendere la politica industriale una materia concorrente” tra l’Ue e i Paesi membri. Anche se “non è una questione di oggi né di domani”, ammette Gozi, è quello l’obiettivo che a suo avviso si deve perseguire per avere un intervento più efficace dell’Unione e una migliore “sinergia” con gli Stati membri a sostegno dell’industria.

    La seconda debolezza riguarda “la disciplina della concorrenza”. Il sottosegretario ritiene la si debba “ripensare” in modo che “favorisca l’emergere di grandi poli industriali europei”. Se fino ad oggi sono state impedite fusioni tra grossi gruppi in nome della concorrenza – è l’interpretazione che si può dare alle parole di Gozi – adesso bisogna favorirle per migliorare la capacità di competere con le multinazionali extraeuropee.

    Strettamente legata alle politiche industriali è “la nuova politica europea sugli investimenti”, che per il titolare delle deleghe all’Ue si basa su tre elementi: il Piano Juncker con il Feis (Fondo europeo per gli investimenti strategici), la comunicazione della Commissione sulla flessibilità e i Fondi strutturali europei.

    Per quanto riguarda “il primo tassello”, l’esponente dell’esecutivo ha sottolineato i progressi, fatti in seno al Consiglio, riguardo ai negoziati per l’approvazione del regolamento. Ad esempio, nella proposta presentata dall’Econfin “trovano maggiore attenzione le piccole e medie imprese”, sostiene il sottosegretario. Inoltre, aggiunge, “abbiamo ottenuto che si facesse riferimento alla comunicazione sulla flessibilità”, prevedendo la neutralità dei contributi nazionali per il rispetto del Patto di stabilità. Allo stesso modo, prosegue, c’è “un riferimento esplicito ai fallimenti di mercato (investimenti che non garantiscono ritorni economici tali da attrarre i privati) e al gap di investimenti”.

    Questi due ultimi aspetti sono importanti per la distribuzione dei fondi. “Non è possibile la ripartizione geografica” delle risorse, risponde Gozi ai deputati, preoccupati di ottenere per l’Italia un ritorno almeno pari al contributo nazionale – il nostro Paese ha annunciato che investirà 8 miliardi di euro, al pari di Germania e Francia – al Piano Juncker. Tuttavia, dal momento che il comitato per la valutazione dei progetti dovrà orientare le proprie scelte “privilegiando i settori in cui ci sono fallimenti di mercato e i territori con maggiore carenza di investimenti”, secondo Gozi questo garantirà all’Italia sufficienti benefici.

    Per massimizzare gli effetti positivi, però, anche il nostro Paese deve fare la sua parte. Se da un lato “siamo quelli che hanno presentato la lista più lunga di progetti” da finanziare con il piano europeo, sottolinea Gozi, dall’altro dobbiamo “elaborare una strategia di interventi nazionali che sia connessa” con il Piano Junker. E qui entrano in ballo gli altri due “tasselli”. La flessibilità della Commissione nel valutare il rispetto dei vincoli di bilancio, riporta il sottosegretario, riguarderà non solo il contributo diretto al Piano (gli 8 miliardi), ma anche “il cofinanziamento nazionale dei progetti”, e dunque favorisce un ulteriore intervento.

    Poi c’è il terzo strumento: i Fondi strutturali europei. Andranno utilizzati in modo “strategico”, indica Gozi. Se “la filosofia del Piano Junker è quella di attirare la partecipazione di capitali privati”, i Fondi strutturali possono essere orientati “a interventi che difficilmente  attraggono gli investitori”.

    Tags: comunicazione flessibilitàFeisGoziinvestimentiPiano JunckerRinascita industriale

    Ti potrebbe piacere anche

    Economia

    Investimenti stranieri, l’UE vara le linee guida a prova di concorrenza sleale

    9 Gennaio 2026
    Politica

    Il 2025 dell’UE dalla A alla Z

    22 Dicembre 2025
    BEI
    Notizie In Breve

    La BEI finanzia per 50 milioni l’italiana GPI per l’innovazione digitale nella sanità

    24 Novembre 2025
    Green economy e investimenti verdi [foto: imagoeconomica]
    Green Economy

    UE, in tre anni 742 miliardi di investimenti verdi. Albuquerque: “Neutralità tecnologica in tassonomia”

    24 Novembre 2025
    La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, al G20 [Johannesburg, 21 novembre 2025]
    Green Economy

    Von der Leyen: “Non combattiamo i combustibili fossili ma le emissioni, investire in Africa”

    21 Novembre 2025
    Un treno ad alta velocità Freccia Rossa [imagoeconomica]
    Mobilità e logistica

    Trasporti, l’UE vuole puntare sull’alta velocità ferroviaria. Le idee ci sono, ora servono i soldi

    5 Novembre 2025

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    TikTok

    Tik Tok: nuovo meccanismo per limitare il social agli under 18

    di Enrico Pascarella
    16 Gennaio 2026

    Il social network implementa una procedura interna per controllare e sospendere i profili degli under 13. La pressione politica inizia...

    Il Consiglio UE apre la strada alla creazione di gigafactory per l’Intelligenza artificiale

    di Emanuele Bonini emanuelebonini
    16 Gennaio 2026

    Approvato un emendamento al regolamento sul calcolo ad alte prestazioni per consentire un maggiore sviluppo tecnologico e industriale. Le norme...

    In Europa gli italiani cambiano alleanze per il Mercosur: il Pd con FdI e FI, Lega con M5S

    di Emanuele Bonini emanuelebonini
    16 Gennaio 2026

    La sessione plenaria del Parlamento europeo ha nell'accordo di libero scambio con i Paesi del sud America il piatto forte...

    Difesa, la Commissione propone primi esborsi SAFE per otto Paesi membri

    di Emanuele Bonini emanuelebonini
    16 Gennaio 2026

    Chiesto al Consiglio di autorizzare l'erogazione per Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Portogallo, Romania e Spagna. Von der Leyen: "Fare...

    • Editoriali
    • Eventi
    • Lettere al direttore
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Rubens 19 - 20148 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Net & Tech
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Agenda europea
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Lettere al direttore
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • News
      • Opinioni
      • Sport
      • Salute
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Net & Tech
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Agenda europea
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Lettere al direttore
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • News
      • Opinioni
      • Sport
      • Salute
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione