Bruxelles – Alla fine, dopo aver ottenuto la rielezione, se ne va. Quattro giorni dopo essersi insediato per la quinta volta alla presidenza della FIFA, organo di governo del calcio mondiale, Sepp Blatter si è dimesso ieri, riconoscendo di non avere “un mandato da tutto il mondo del calcio”, dopo le accuse americane contro una dozzina di dirigenti della Federazione di essere coinvolti in un enorme giro di corruzione.
Blatter, a quanto vorrebbe lui, rimarrà fino a quando sarà scelto un successore, probabilmente all’inizio del prossimo anno. Il suo annuncio è arrivato subito dopo che gli investigatori statunitensi hanno accusato il suo braccio destro, Jérôme Valcke, di essere coinvolto nel pagamento di una presunta tangente (lui, al momento, nega).
Michel Platini, capo dell’UEFA, la federazione europea del calcio che ha guidato l’opposizione alla rielezione di Blatter, è un probabile concorrente a succedergli, come lo è il principe Ali bin al-Hussein di Giordania, unico avversario di Blatter al congresso della scorsa settimana. Ci sarà molto lavoro da fare ora per rimettere ordine nella Fifa.


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