- L'Europa come non l'avete mai letta -
giovedì, 1 Ottobre 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Salute
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Net & Tech
    • Sport
  • Le Newsletter di Eunews
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Non categorizzato » Syriza alza il livello dello scontro

    Syriza alza il livello dello scontro

    [di Thomas Fazi] La Grecia rinvia il pagamento all'FMI e respinge la proposta dei creditori. La resi dei conti è sempre più vicina.

    Redazione</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/eunewsit" target="_blank">eunewsit</a> di Redazione eunewsit
    5 Giugno 2015
    in Non categorizzato
    Powered by powered by evolution group

    di Thomas Fazi

    È un’estate di fuoco quella che si profila davanti alla Grecia: da qui a settembre il paese ellenico deve rimborsare quasi 3 miliardi all’FMI (di cui 1,6 miliardi a giugno), 7 miliardi alla BCE e 600 milioni di interessi. Sono soldi che la Grecia non ha. Al massimo – e non è detto – il governo potrebbe racimolare per il rotto della cuffia i 300 milioni della rata dell’FMI in scadenza il 5 giugno, ma Syriza l’ha detto chiaramente: la Grecia non rimborserà la rata del 5 giugno se non c’è una prospettiva di accordo con i creditori.

    Questo dimostra la volontà del governo greco di alzare il livello dello scontro – nessun paese sviluppato si è mai rifiutato di ripagare il Fondo, e quei paesi che l’hanno fatto se ne sono pentiti amaramente – proprio nel momento in cui la trattativa con i creditori giunge al redde rationem. Se è vero, come molti hanno scritto, che le due parti sono ingaggiate ormai da mesi in una sorta di “chicken game” – che si rifà al famoso film Gioventù bruciata, in cui due ragazzi fanno una gara di coraggio correndo con la macchina verso un burrone: chi sterza per primo perde, ma ovviamente se alla fine non sterza nessuno moriranno entrambi –, allora Tsipras sta dando prova di non avere nessuna intenzione di levare il piede dall’acceleratore. Anche perché, “regalo” involontario della controparte, proprio in virtù del dilungarsi delle trattative la Grecia ha sempre meno da perdere. A causa della continua emorragia di capitali dalla Grecia – i depositi presso le banche greche hanno raggiunto il livello più basso da dieci anni a questa parte –, le banche sono sempre più dipendenti dalla liquidità di emergenza della BCE fornita attraverso l’Emergency Liquidity Assistance (ELA).

    Se da un lato questo pone il paese sempre più alla mercé della banca centrale, dall’altro – come ha fatto notare il falco tedesco Hans-Werner Sinn – fa anche lievitare i costi per la controparte di un’eventuale uscita della Grecia dall’euro, poiché aumentano i crediti dell’Eurosistema nei confronti della banca centrale greca all’interno del sistema TARGET2, sempre attraverso l’ELA (che in caso di uscita, ovviamente, andrebbero in buona parte perduti). Oggi questi ammontano a circa 100 miliardi di euro, pari quasi a due terzi il reddito nazionale della Grecia. Come dice l’adagio, se devi alla banca 1.000 euro è un problema tuo, ma se le devi un milione è un problema della banca.

    A questo si aggiunge il fatto che, come si diceva, le casse dello Stato sono ormai al verde. Nei primi quattro mesi dell’anno, il governo è riuscito ad ottenere un avanzo primario superiore al previsto, ma questo è andato tutto a coprire le ultime scadenze di rimborso. Col risultato che oggi il governo non ha abbastanza soldi in cassa per rispettare le scadenze di giugno e pagare al contempo le pensioni e i salari dei dipendenti pubblici. Secondo fonti vicine al governo greco, la soluzione choc suggerita qualche mese fa dai creditori sarebbe di “non pagare gli stipendi e le pensioni per uno o due mesi”; un’ipotesi ovviamente respinta dalla Grecia, che per bocca di Varoufakis ha risposto che “preferiamo pagare un pensionato rispetto a un creditore”.

    In sostanza, se non viene sbloccata l’ultima tranche di “aiuti” da 7,2 miliardi di euro, la Grecia sarà costretta a fare default, il che potrebbe tranquillamente portare alla fuoriuscita incontrollata del paese dalla moneta unica, con tutti i rischi che questo comporterebbe, non solo per la Grecia per ma l’Europa intera. Uno scenario che l’establishment europeo (leggi Merkel e Draghi) sembrerebbe deciso a scongiurare, minimizzando però i costi politici ed economici – per loro stessi ovviamente – di una permanenza di Atene nell’eurozona. È questo, e non la presunta intransigenza greca, il motivo per cui raggiungere un accordo finora si è rivelato così difficile.

    Come ha scritto di recente Paul De Grauwe: “È l’intransigenza e l’irragionevolezza dei creditori – che insistono su ulteriori misure di austerità quando il fallimento di queste è sotto gli occhi di tutti – ad essere responsabile del dramma in corso”. L’obiettivo? Destabilizzare il nuovo governo greco o ancora meglio ottenere un “cambio di regime” nel paese, secondo l’economista belga. Una strategia che però ha sortito l’effetto opposto, come si diceva. In un durissimo j’accuse pubblicato pochi giorni fa su Le Monde, Tsipras ha duramente criticato “l’insistenza di alcuni attori istituzionali nel presentare proposte assurde” e la loro “totale indifferenza verso la recente scelta democratica del popolo greco”, accusandoli di voler creare “una zona euro a due velocità, dove il ‘cuore’ fisserà regole severe in tema di austerità e di adattamento e nominerà un ‘super’ ministro delle Finanze dell’eurozona con poteri illimitati e persino la facoltà di rifiutare bilanci di Stati sovrani che non siano allineati con il neoliberismo estremo”.

    Nell’articolo, Tsipras ha anche ribadito il suo secco no a procedere con l’ulteriore smantellamento del mercato del lavoro e ulteriori tagli alle pensioni. Come se non bastasse, alla proposta presentata lunedì dai creditori, Atene ha risposto con una sua contro-proposta, buttando la palla nel campo degli altri leader europei. “Non stiamo aspettando che ci facciano un’altra proposta”, ha sottolineato Tsipras. Una partita pericolosa giocata tutta in contropiede dal leader greco, che però sembra aver pagato. Secondo le ultime notizie, infatti, i creditori si sarebbero decisi a trovare un accordo “a tutti i costi” al fine di evitare il default. E per farlo avrebbero ceduto, pare, su quasi tutta la linea, acconsentendo ad un avanzo primario greco dell’1% per il 2015 – rispetto al 4,5% preteso inizialmente – e, soprattutto, a rimandare la discussione su lavoro e pensioni alle prossime settimane. Un drastico cambio di marcia, dettato probabilmente anche dalla crescente pressione esercitata dagli USA e dal mutamento degli equilibri europei anticipato dalla recente avanzata elettorale di Podemos in Spagna.

    Se così fosse, si tratterebbe di una vittoria non da poco per Tsipras, che sarebbe riuscito in un colpo solo a spostare la discussione dal piano tecnico a quello politico e – cosa ancor più importante – a guadagnare tempo prezioso, in attesa di uno scenario politico più favorevole. Una battaglia vinta in una guerra che è destinata a durare ancora a lungo.

    Eunews Newsletter

    Ti potrebbe piacere anche

    Il primo ministro del Regno Unito, Andy Burnham. Crediti: Simon Dawson via Imagoeconomica
    Politica Estera

    Burnham contro il tabù: l’adesione all’UE è sul tavolo

    1 Ottobre 2026
    Albania - Tirana - Allargamento - von der Leyen, tour Balcani occidentali
    Politica Estera

    Inizia a Tirana il tour di Von der Leyen per i Balcani occidentali: “L’Albania è tra i capofila, ma c’è ancora lavoro da fare”

    30 Settembre 2026
    Il segretario generale della NATO, Mark Rutte. Crediti: Canali ufficiali della NATO
    Difesa e Sicurezza

    Difesa, Rutte: “Dare Patriot a Kiev, il contrario non aiuterà nel breve termine”

    30 Settembre 2026
    Clima e ambiente, gli ecologisti europei mettono la presidenza svedese sotto pressione Omnibus ambientale Consiglio dell'UE
    Ambiente

    UE avanti sulle autorizzazioni ambientali, punta alla velocità senza abbassare gli standard

    30 Settembre 2026
    Il commissario europeo per la Democrazia, la giustizia, lo Stato di diritto e la tutela dei consumatori, Michael McGrath. Crediti: Parlamento europeo
    Le Brevi

    McGrath: “In arrivo nuove iniziative sull’IA nei processi elettorali e sulla sicurezza in politica”

    30 Settembre 2026
    target 2040 - emissioni ETS EMISSIONI CARBONIO ETS PD
    Le Brevi

    Eurodeputati del PD: “C’è un punto d’incontro tra decarbonizzazione e tutela industriale”

    30 Settembre 2026

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    Il primo ministro del Regno Unito, Andy Burnham. Crediti: Simon Dawson via Imagoeconomica

    Burnham contro il tabù: l’adesione all’UE è sul tavolo

    di Iolanda Cuomo
    1 Ottobre 2026

    Il primo ministro ha dichiarato che nel corso dell'anno "illustrerà meglio la sua visione sul percorso da intraprendere per la...

    Albania - Tirana - Allargamento - von der Leyen, tour Balcani occidentali

    Inizia a Tirana il tour di Von der Leyen per i Balcani occidentali: “L’Albania è tra i capofila, ma c’è ancora lavoro da fare”

    di Annachiara Magenta annacmag
    30 Settembre 2026

    Servono riforme, in particolare sulla giustizia, sul quadro elettorale e sulla protezione dell'ambiente, ha spiegato la capa di Palazzo Berlaymont...

    Il segretario generale della NATO, Mark Rutte. Crediti: Canali ufficiali della NATO

    Difesa, Rutte: “Dare Patriot a Kiev, il contrario non aiuterà nel breve termine”

    di Iolanda Cuomo
    30 Settembre 2026

    Il segretario generale della NATO ha fatto appello a inviare o vendere all'Ucraina i missili Patriot prossimi alla scadenza

    Clima e ambiente, gli ecologisti europei mettono la presidenza svedese sotto pressione Omnibus ambientale Consiglio dell'UE

    UE avanti sulle autorizzazioni ambientali, punta alla velocità senza abbassare gli standard

    di Annachiara Magenta annacmag
    30 Settembre 2026

    Il dossier punta soprattutto a ridurre tempi e frammentazione nelle procedure necessarie per realizzare nuovi progetti

    • Editoriali
    • Eventi
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Savona 127/B, 20144 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione