- L'Europa come non l'avete mai letta -
sabato, 25 Aprile 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Salute
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Net & Tech
    • Sport
  • Newsletter
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Politica » Immigrazione, accordo su “quote” sempre più lontano, gli Stati le vogliono volontarie

    Immigrazione, accordo su “quote” sempre più lontano, gli Stati le vogliono volontarie

    Una decina di Stati è contraria al principio della redistribuzione, altri Paesi hanno pesanti obiezioni sulla base di calcolo utilizzata dalla Commissione. Nessun risultato concreto è atteso dalla riunione dei ministri degli Interni di martedì, sempre più probabile che tutto sia rinviato

    Letizia Pascale</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@LetiziaPascale" target="_blank">@LetiziaPascale</a> di Letizia Pascale @LetiziaPascale
    12 Giugno 2015
    in Politica

    Bruxelles – Sono giorni in cui si dovrebbero cominciare a tirare le fila e invece è ancora tutto all’aria. Se non suonasse di cattivo gusto, il modo migliore per descrivere la discussione sul meccanismo di ricollocazione dei migranti proposto dalla Commissione europea sarebbe: completamente in alto mare e a serio rischio affondamento. L’idea di essere “obbligati” ad accogliere una parte dei 40 mila migranti sbarcati in Italia e Grecia non piace a molte capitali che non sembrano pronte a mollare l’osso nemmeno ora che l’esecutivo Juncker ha messo il tema sul tavolo costringendo ogni Stato ad un’aperta presa di posizione. A pochi giorni dalla prima riunione politica sul tema, prevista martedì a Lussemburgo, dove si incontreranno i ministri degli Interni Ue, ci sono ancora ben dieci delegazioni completamente contrarie al principio di redistribuzione. A guidare la lotta i Paesi dell’Est e le repubbliche baltiche che però si trovano tutt’altro che isolati. Del fronte del no farebbero parte: Spagna, Portogallo, Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Bulgaria, Romania, Repubblica Ceca e Slovacchia. Tutti premono per un sistema volontario, che lasci ai governi la possibilità di decidere se e come venire incontro ai problemi di Italia e Grecia. Ma la Commissione non sembra pronta ad aperture in questa direzione: accontentarsi di un sistema volontario per tentare di recuperare il consenso degli Stati non è un’ipotesi all’orizzonte, assicurano dall’esecutivo comunitario. E anche pubblicamente, il portavoce di Jean-Claude Juncker lo ripete quasi quotidianamente: “Difenderemo la nostra proposta fino all’ultima parola”.

    Oltre ai nettamente contrari, c’è anche una fronda di Paesi che potrebbero accettare una redistribuzione obbligatoria ma che criticano i criteri alla base del meccanismo e cioè il peso relativo delle varie voci prese in esame: popolazione e Pil (che valgono per i 40% l’uno) e disoccupazione e sforzi già effettuati (che valgono solo il 10% ciascuno). I capofila di questo secondo gruppo sarebbero Francia e Germania, che chiedono, tra le altre cose, di considerare il “criterio storico”, e cioè quanto fatto nel corso del tempo. Tradotto: visto che fino a oggi Francia e Germania hanno dato il maggior contributo da un punto di vista di accoglienza e asilo, ora tocca a gli altri farsi avanti.

    D’accordo, ma a condizione di rivedere alcuni parametri per la ripartizione, anche i Paesi del Benelux, Finlandia e Austria. “La solidarietà va di pari passo con la responsabilità” sarebbe un altro leit motiv di questa fazione: e cioè si aiutino pure Italia e Grecia ma questi Paesi, dal canto loro, devono garantire di adempiere tutti gli obblighi legali sulla registrazione dei migranti e sulla raccolta delle loro impronte digitali, per evitare che, in violazione del regolamento di Dublino III, si rechino poi un un altro Stato membro a chiedere asilo politico o comunque in cerca di lavoro.

    Chi non si scaglia contro il principio ha comunque perplessità tecniche. Ad esempio, fino a che punto, sotto l’aspetto legale, si può obbligare un migrante che rientri nel progetto di ricollocazione, ad andare in uno Stato in cui non voglia andare? Come si può verificare, visto che il meccanismo immaginato dalla Commissione Ue riguarda solo eritrei e somali, che i rifugiati siano davvero di queste nazionalità e non lo dichiarino solo per potere godere del diritto di asilo? Come si riuscirà, una volta trasferito il migrante, a controllare che questo rimanga nel Paese a cui è stato assegnato in un’area Schengen priva di frontiere?

    Insomma, “la situazione è difficile” non nascondono fonti Ue. Considerando che la partita si giocherà a 25, visto che Danimarca, Regno Unito e Irlanda godono dell’opt out, gli Stati contrari o con riserve sono troppi perché la proposta possa essere approvata a maggioranza qualificata dal Consiglio. Sembra anzi sempre più probabile che possa materializzarsi una minoranza di blocco in grado di fermare tutto. La riunione dei ministri degli Interni dei Paesi Ue di martedì prossimo a Lussemburgo, Paese con la presidenza di turno, non prevede decisioni né conclusioni. Un bene, visto il clima. Ma il tutto sarà rimandato solo di pochi giorni, al Consiglio europeo di 25-26 giugno dove il tema sarà sul tavolo a livello di capi di Stato. Difficile che per allora possa essere raggiunto un accordo su tutti questi aspetti. Sembra dunque ormai scontato che il tutto dovrà, per lo meno, slittare in avanti, lasciando Italia e Grecia a se stesse in un periodo estivo in cui gli sbarchi sono praticamente quotidiani. Ma a questo punto un ritardo pare davvero l’ipotesi più ottimistica.

    (Ha  collaborato Emanuele Bonini)

    Tags: commissioneconsiglioimmigrazionequoteue

    Ti potrebbe piacere anche

    Le dichiarazioni alla stampa dei presidenti del Consiglio europeo, Antonio Costa, della Commissione europea, Ursula von der Leyen, di Cipro, Nikos Christodoulidīs, del Libano, Joseph Aoun, della Siria, Ahmed Hussein al-Sharaa. Fonte: Consglio Europeo
    Politica Estera

    Von der Leyen ai leader Mediorientali: “Nei momenti di crisi i legami si rafforzano”

    24 Aprile 2026
    Diritti

    Nell’UE il 24, 3 per cento dei giovani fa attivismo online

    24 Aprile 2026
    Economia

    Sul bilancio Consiglio europeo in salita. Meloni: “Negoziato difficilissimo”

    24 Aprile 2026
    [foto: imagoeconomica] ue soldi regole spesa finanza sostenibile
    Green Economy

    UE e istituzioni partner firmano il Fondo sui Green Bond: fino a 20 miliardi di euro per infrastrutture sostenibili

    24 Aprile 2026
    Marta Kos - Ucraina - Allargamento
    Politica Estera

    Accelera il processo per l’adesione dell’Ucraina in UE. Kos: “Integrazione sempre più fondamentale”

    24 Aprile 2026
    Il presidente di Cipro, Nikos Christodoulides, e la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, in un momento del vertice informale del Consiglio europeo a Cipro [Nicosia, 24 aprile 2026. Foto: European Council]
    Economia

    A Cipro siglato il patto inter-istituzionale dell’UE per attuare l’agenda di competitività

    24 Aprile 2026

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    Le dichiarazioni alla stampa dei presidenti del Consiglio europeo, Antonio Costa, della Commissione europea, Ursula von der Leyen, di Cipro, Nikos Christodoulidīs, del Libano, Joseph Aoun, della Siria, Ahmed Hussein al-Sharaa. Fonte: Consglio Europeo

    Von der Leyen ai leader Mediorientali: “Nei momenti di crisi i legami si rafforzano”

    di Giulia Torbidoni
    24 Aprile 2026

    I leader UE constatano che la sicurezza dell'Europa è "strettamente legata" a quella della regione in fiamme e oltre a...

    Nell’UE il 24, 3 per cento dei giovani fa attivismo online

    di Iolanda Cuomo
    24 Aprile 2026

    Una persona su quattro i 16 e 29 anni va sul web per esprimere un'opinione o a voti. Gli italiani...

    Sul bilancio Consiglio europeo in salita. Meloni: “Negoziato difficilissimo”

    di Emanuele Bonini emanuelebonini
    24 Aprile 2026

    Sul budget settennale (MFF 2028-2034) il vertice informale dei capi di Stato e di governo registra posizioni distanti e inconciliabili....

    L'aula del Parlamento europeo nella sede di Strasburgo. Fonte: Copyright: © European Union 2021 - Source : Parlamento europeo

    Bilancio UE, crisi energetica e Ucraina: i temi alla plenaria dell’Eurocamera

    di Giorgio Dell'Omodarme
    24 Aprile 2026

    La proposta di PPE, S&D e Renew Europe sul prossimo QFP propone di portare all'1,27 per cento del PIL il...

    • Editoriali
    • Eventi
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Rubens 19 - 20148 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione