- L'Europa come non l'avete mai letta -
giovedì, 9 Luglio 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Salute
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Net & Tech
    • Sport
  • Newsletter
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Politica » Ue accelera su rimpatrio migranti irregolari e protezione confini esterni

    Ue accelera su rimpatrio migranti irregolari e protezione confini esterni

    I ministri Ue concordano su espulsioni più rapide, anche con l'aiuto di Frontex e sulla necessità di avvertire i Paesi di origine che gli aiuti allo sviluppo saranno chiaramente legati alla cooperazione sui ritorni. Alfano: "Da oggi rimpatri sono a carico dell'Europa"

    Letizia Pascale</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@LetiziaPascale" target="_blank">@LetiziaPascale</a> di Letizia Pascale @LetiziaPascale
    8 Ottobre 2015
    in Politica

    Bruxelles – Redistribuire i rifugiati tra i Paesi d’Europa non ha alcun senso se, nel frattempo, non si capisce anche come espellere dall’Ue chi rifugiato non è, e quindi non ha il diritto di rimanere. Ne sono convinti i ministri degli Interni dei Ventotto che, riuniti oggi a Lussemburgo, hanno lasciato per il momento da parte la spinosa questione quote per imprimere un giro di vite che renda la vita più difficile ai migranti irregolari. Diventa dunque centrale un sistema di rimpatrio che funzioni veramente, differentemente da quanto avviene oggi, con appena il 40% di quelli giudicati “migranti economici” che fanno effettivamente ritorno nel Paese di origine. “L’Ue e i suoi Stati membri devono fare di più in materia di rimpatrio” perché “tassi di rimpatrio più elevati dovrebbero fungere da deterrente per l’immigrazione irregolare”, mettono nero su bianco i membri dei governi europei.

    Per raggiungere questo obiettivo “gli Stati devono sistematicamente emettere decisioni di rimpatrio, adottare tutte le misure necessarie per la loro esecuzione”, esortano i ministri. Tra queste anche la detenzione dei migranti in luoghi chiusi per evitare che, come spesso accade, fuggano per sottrarsi al rimpatrio: “Occorre adottare tutti i provvedimenti atti a garantire il rimpatrio dei migranti irregolari, compreso il trattenimento come misura legittima di ultima istanza”, scrivono i ministri. Ma gli Stati non saranno lasciati completamente da soli in questo compito. All’interno di Frontex sarà creato un apposito “ufficio rimpatri”, mentre dal punto di vista economico il Fondo asilo, migrazione e integrazione “sosterrà in modo sostanziale le attività di rimpatrio degli Stati membri che prevedono di destinare più di 800 milioni di euro al rimpatrio nei programmi nazionali per il periodo 2014-2020”.

    Ma per un’efficace politica dei ritorni, cruciali sono i rapporti con i Paesi di origine che devono collaborare riammettendo i migranti espulsi dal territorio europeo. Cosa che spesso non accade. Per questo il Consiglio chiede a Commissione e Alto rappresentante di “avviare rapidamente dialoghi bilaterali per rafforzare la cooperazione pratica con tutti i pertinenti Paesi di origine e di transito”. A questi bisogna chiarire che “la riammissione dei propri cittadini è un obbligo a norma del diritto internazionale consuetudinario e che tutti gli Stati devono attenersi a tale obbligo”. La politica è quella del “more for more” e cioè “più progressi, più aiuti”, stabilendo un chiaro legame tra la collaborazione nei rimpatri e gli aiuti allo sviluppo. “More for more non vuole dire less for less”, chiarisce Asselborn, spiegando che “non si arriverà a soluzioni di medio e lungo termine con i Paesi africani attraverso sanzioni”. Piuttosto si deve immaginare di aiutare i Paesi che collaborano ai ritorni ad esempio con la formazione delle persone che fuggono perché non hanno prospettiva: “Un approccio difendibile eticamente e politicamente.

    “Abbiamo una strategia molto chiara: da ora i rimpatri devono essere effettuati dall’Europa”, spiega il ministro dell’Interno italiano, Angelino Alfano. “Dobbiamo dire chiaro e tondo ai Paesi africani che noi come Europa diamo i soldi della cooperazione internazionale solo se loro ci aiutano. Dobbiamo dirgli: dai vostri Paesi partono migranti irregolari, quelli dovete evitare che partano, se partano ve li rimandiamo e se voi non ci aiutate noi non vi diamo i soldi”, sintetizza il ministro. “Questa – è convinto Alfano – è la strada vincente anche perché se funzionerà ci sarà effetto di disincentivo che farà capire a tanta gente che vuole partire che non deve farlo”.

    Una politica dei rimpatri va però coniugata con un’efficace protezione dei confini esterni, per consentire solo a chi ne ha il diritto di entrare in Europa. Per questo si è stabilito di aumentare gli esperti europei che lavorano su questo versante. In tutto si parla di 670 persone in più contro le 50-70 che sono oggi al lavoro. Andranno in maggioranza ad ingrossare le file di Frontex, ma 99 saranno invece destinati all’Ufficio europeo di supporto all’asilo (Easo) per compiti di prima accoglienza, primi interventi e interpretazione. Ma più nel lungo termine, sul versante protezione confini esterni, l’obiettivo della Commissione è quello di arrivare alla creazione di una guardia di frontiera europea. La proposta dovrebbe arrivare entro fine anno e da parte degli Stati non paiono esserci grosse obiezioni: “Il 99% di Paesi è d’accordo sull’investire di più nella gestione delle frontiere esterne, perché tutti sanno che se non sono gestite bene e il caos continua, sarà la fine del sistema Schengen”, sottolinea Jean Asselborn, ministro degli Esteri del Lussemburgo, Paese che detiene la presidenza di turno dell’Ue.

    Altro dibattito avviato ma ancora lontano dall’essere concluso è quella sulla lista dei Paesi di origine sicuri, quelli in cui i migranti irregolari possono essere rimandati. Tutti concordano sulla necessità di averne una, ma a dividere c’è l’eventuale inserimento della Turchia in questa lista. Per alcuni Stati, Germania in testa, è sbagliato ignorare completamente la questione curda e dichiarare il Paese sicuro. Lo stesso si teme potrebbe fare il Parlamento, nel momento in cui si troverà ad approvare uno strumento legislativo in cui la lista includa Ankara. Per questo si sta studiando un modo per non rimanere impantanati, prevedendo un documento di carattere generale in cui si dice che la lista esiste dall’elenco vero e proprio.

    Tags: FrontexRifugiatirimpatriue

    Ti potrebbe piacere anche

    Hussam-Abu-Safiya [foto: Amnesty International]
    Politica Estera

    Israele, la Sinistra al Parlamento europeo: “Liberare Hussam Abu Safiya”

    8 Luglio 2026
    Un incendio boschivo [foto: imagoeconomica]
    Politica

    Allarme incendi, dall’UE l’invito a prepararsi a un’estate ad alto rischio

    8 Luglio 2026
    Il presidente del Consiglio Europeo, Antonio Costa; la presidente del Messico, Claudia Sheinbaum, e la presidente della Commissione Europea, Ursula Von der Leyen (Fonte: Imagoeconomica)
    Le Brevi

    UE-Messico, via libera definitivo dal Parlamento europeo all’accordo commerciale

    8 Luglio 2026
    Mobilità militare, veicoli blindati trasportati via treno [Foto: Marzia Cosenza/imagoeconomica]
    Difesa e Sicurezza

    Mobilità militare, negoziato inter-istituzionale al via il 16 luglio

    8 Luglio 2026
    Condizionatori. Source: Carlo Carino, via Imagoeconomica
    Le Brevi

    Eurostat: consumo energetico per raffreddare le case UE raddoppiato in 6 anni

    8 Luglio 2026
    Allevamento Amadori. Crediti: Amadori X via Imagoeconomica
    Agrifood

    La Commissione UE tenta di salvare gli allevamenti. Hansen: “La storia di successo europea è in crisi”

    7 Luglio 2026

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    Caldo, Giugno 2026, Copernicus

    Il mese infernale: giugno 2026 è stato il più caldo per l’Europa occidentale, il secondo a livello globale

    di Annachiara Magenta annacmag
    9 Luglio 2026

    Livelli record anche per i mari: la temperatura media della superficie degli oceani extra-polari, compresi tra i 60° di latitudine...

    L'eurodeputato (Ppe), Michael Gahler, presenta la relazione sull'Ucraina alla sessione plenaria di Strasburgo. Crediti: Parlamento europeo

    Bene Ucraina e Moldavia, preoccupa la Serbia: la valutazione dell’Eurocamera sui progressi dei tre verso l’UE

    di Iolanda Cuomo
    8 Luglio 2026

    Da Strasburgo, la plenaria ha auspicato l'apertura dei capitoli negoziali con Kiev e Chișinău, rimandando invece Belgrado a quando il...

    Foto di famiglia al Vertice NATO ad Ankara, 8 luglio 2026. Source: NATO

    Investimenti, unità, sostegno a Kiev: si chiude il Summit NATO. Rutte: “Alleanza più forte che mai”

    di Giulia Torbidoni
    8 Luglio 2026

    La dichiarazione conclusiva ricorda che, nel 2025, europei e Canada hanno aumentato i loro investimenti per la difesa di oltre...

    Hussam-Abu-Safiya [foto: Amnesty International]

    Israele, la Sinistra al Parlamento europeo: “Liberare Hussam Abu Safiya”

    di Emanuele Bonini emanuelebonini
    8 Luglio 2026

    Nel dibattito d'Aula su Gaza, il gruppo evoca azioni urgenti a favore del medico palestinese detenuto da dicembre 2024. Socialisti...

    • Editoriali
    • Eventi
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Rubens 19 - 20148 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione