- L'Europa come non l'avete mai letta -
lunedì, 3 Agosto 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Salute
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Net & Tech
    • Sport
  • Newsletter
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Non categorizzato » La Grecia senza illusioni

    La Grecia senza illusioni

    [di Yanis Varoufakis] Per avere qualche speranza di successo, Tsipras deve fare fuori due mostri contemporaneamente: l’incompetenza della pubblica amministrazione greca e la ferocia dell'oligarchia locale.

    Redazione</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/eunewsit" target="_blank">eunewsit</a> di Redazione eunewsit
    10 Ottobre 2015
    in Non categorizzato

    di Yanis Varoufakis

    “Il rimpasto di governo più costoso nella storia della Grecia”. Questo è per lo meno un modo per descrivere il risultato delle elezioni in Grecia dello scorso 20 settembre. Con poche eccezioni, gli stessi ministri sono tornati alle loro posizioni all’interno del governo sostenuto da una strana combinazione dei due partiti (il partito di sinistra SYRIZA e il partito minore di centrodestra ANEL), che hanno ricevuto solo una minima percentuale inferiore rispetto al governo precedente.

    L’apparenza di continuità può tuttavia essere fuorviante. Se da un lato la percentuale degli elettori che sostengono il governo non è sostanzialmente cambiata, dall’altro 0,6 milioni dei 6,1 milioni di greci che hanno votato nel referendum del 5 luglio scorso questa volta non hanno votato. La perdita di un numero così elevato di elettori nel giro di due mesi rispecchia un cambio di posizione drammatico nell’elettorato greco, ovvero un passaggio da una posizione appassionata ad una posizione cupa.

    Questo spostamento rispecchia il mandato che il primo ministro Alexis Tsipras ha cercato ed ottenuto. Lo scorso gennaio, quando ero al suo fianco, abbiamo chiesto agli elettori di sostenere la nostra determinazione a porre fine ai cosiddetti “piani di salvataggio” che avevano spinto la Grecia in un buco nero in nome delle politiche di austerità portate avanti in tutta Europa. Il governo rivotato il 20 settembre ha invece il mandato opposto, ovvero quello di implementare un programma di salvataggio ancora peggiore dei precedenti.

    La nuova amministrazione Tsipras lo sa bene. Tsipras sa bene anche che il suo governo sta camminando sul filo del rasoio di un programma fiscale che non potrà avere successo e di un’agenda di riforma che i suoi ministri detestano. Se da un lato gli elettori preferiscono saggiamente che lui ed i suoi ministri implementino un programma che la maggioranza dei greci detesta, piuttosto che lo faccia l’opposizione conservatrice, dall’altro gli effetti reali dell’austerità metteranno a dura prova la pazienza dell’opinione pubblica.

    Il governo Tsipras si è impegnato a mettere in atto un lungo elenco di misure recessive. Della valanga di tasse che attende i greci ci sono tre aspetti lampanti: più di 600.000 agricoltori dovranno pagare imposte aggiuntive retroattive per il 2014 e anticipare più del 50 per cento delle imposte del prossimo anno. Circa 700.000 imprenditori (compresi i lavoratori con stipendi bassi che sono obbligati ad operare come fornitori di servizi privati) dovranno anticipare il 100 per cento (sì, avete letto bene) delle imposte dell’anno prossimo. L’anno prossimo i commercianti dovranno pagare il 26 per cento dell’imposta sugli affari sin dal primo euro guadagnato e dovranno invece anticipare nel 2016 il 75 per cento delle imposte del 2017.

    Oltre a questi aumenti assurdi delle imposte (che comprendono anche un aumento sostanziale delle tasse sui consumi) il governo Tsipras ha approvato un taglio delle pensioni e la svendita dei beni pubblici. Anche i greci più riformisti sono restii nei confronti dell’agenda imposta dalla troika (la Commissione europea, il Fondo monetario internazionale e la Banca centrale europea).

    Tsipras sta cercando di definire due linee difensive contro l’imminente tsunami di difficoltà in arrivo (per ridurre al minimo lo scontento popolare). La prima linea è spingere la troika a mantenere la promessa di aprire le negoziazioni sulla riduzione del debito dopo l’implementazione dell’agenda recessiva. La seconda linea di difesa si basa invece sulla promessa di un’agenda “parallela” mirata a migliorare gli effetti peggiori del programma della troika. Ma entrambe le line sono permeabili vista la difficile realtà del contesto economico della Grecia.

    Non c’è dubbio che il governo greco trarrebbe dei benefici da una riduzione del debito. Un debito che non si può ripagare è un vero e proprio haircut (scarto di garanzia). Ma i creditori greci hanno già subito due haircut, il primo nella primavera del 2012 ed il secondo a dicembre. Purtroppo, anche se sostanziali, questi haircut non sono stati sufficienti; inoltre sono stati applicati troppo tardi e sono stati troppo negativi rispetto ai parametri finanziari e legali.

    La questione che il governo di Tsipras si trova ad affrontare è se il prossimo haircut sarà più terapeutico dell’ultimo. Per far riprendere l’economia greca la riduzione del debito deve essere sostanziale e deve fungere da leva per eliminare gran parte delle nuove misure di austerità che garantiscono semplicemente un altro ciclo di deflazione da debito. Più precisamente, la riduzione del debito deve essere accompagnata da una riduzione dell’obiettivo di avanzo primario di medio termine dall’attuale 3,5 per cento del PIL a non più dell’1,5 per cento. Non c’è nessun’altra manovra che può permettere alla Grecia di riprendersi.

    Ma ciò è possibile dal punto di vista politico? Recentemente è emerso un indizio in un articolo del Financial Times in cui Klaus Regling, capo del fondo di salvataggio europeo, il Meccanismo europeo di stabilità, ha ribadito il mantra della troika secondo cui alla Grecia non servirebbe una riduzione sostanziale del debito. Regling non è un giocatore chiave in questa vicenda, ma non parla mai a sproposito e non contraddice mai la BCE o il governo tedesco.

    Ovviamente, c’è anche il Fondo monetario internazionale, il cui staff dice a chiunque voglia ascoltarlo che il debito greco deve essere ridotto di circa un terzo, ovvero di 100 miliardi di euro. Ma se il passato recente rispecchia la linea futura, la prospettiva dell’FMI non verrà ascoltata.

    Ciò lascia Tsipras solo con la sua seconda linea difensiva, ovvero il programma “parallelo”. L’idea è quella di dimostrare all’elettorato che il governo è in grado di combinare la resa al programma della troika con la propria agenda di riforme, compresi il miglioramento dell’efficienza ed un attacco all’oligarchia che potrebbe liberare i fondi per attutire l’impatto dell’austerità sui cittadini greci più poveri.

    Si tratta di un progetto di valore e se il governo riuscirà ad implementarlo potrebbe riuscire a cambiare le carte in tavola. Per avere successo il governo dovrà, tuttavia, fare fuori due mostri contemporaneamente: l’incompetenza della pubblica amministrazione greca e l’intraprendenza inesauribile di un’oligarchia che sa come difendersi, anche stringendo alleanze con la troika.

    Pubblicato su Project Syndicate il 5 ottobre 2015. 

    Ti potrebbe piacere anche

    Auto elettriche Eurostat
    Green Economy

    Boom di auto elettriche in UE: +29,7 per cento di immatricolazioni nel 2025, ma sulle strade restano una minoranza

    31 Luglio 2026
    Festa in occasione della giornata internazionale dei Rom e dei Sinti. Crediti: Sergio Oliverio via Imagoeconomica
    Le Brevi

    Olocausto dei Rom e dei Sinti, il relatore del Consiglio d’Europa: “Basta silenzio”

    31 Luglio 2026
    asilo, immigrati, parlamento europeo
    Diritti

    Nati in Italia, ancora stranieri? Esperto dell’EUI commenta la proposta di legge sulla cittadinanza in Italia

    31 Luglio 2026
    Camion. Crediti: Gabriel Santos via Unsplash
    Economia

    Trasporti, nell’UE in aumento le merci su strada nel 2025

    31 Luglio 2026
    Danimarca - Finanziamenti RRF della Commissione UE
    Le Brevi

    La Danimarca chiude il cerchio: è il primo Paese UE a ricevere tutti i soldi del Recovery Fund

    31 Luglio 2026
    [foto: imagoeconomica]
    Economia

    Eurozona, a luglio inflazione in aumento. Esplode il costo dell’energia

    31 Luglio 2026

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    Auto elettriche Eurostat

    Boom di auto elettriche in UE: +29,7 per cento di immatricolazioni nel 2025, ma sulle strade restano una minoranza

    di Annachiara Magenta annacmag
    31 Luglio 2026

    Secondo Eurostat, l'Italia è il Paese più motorizzato dell'UE, con 709 auto ogni mille abitanti, ma solo l'11 per cento...

    Festa in occasione della giornata internazionale dei Rom e dei Sinti. Crediti: Sergio Oliverio via Imagoeconomica

    Olocausto dei Rom e dei Sinti, il relatore del Consiglio d’Europa: “Basta silenzio”

    di Iolanda Cuomo
    31 Luglio 2026

    "Non parlarne permette narrazioni disumanizzanti"

    asilo, immigrati, parlamento europeo

    Nati in Italia, ancora stranieri? Esperto dell’EUI commenta la proposta di legge sulla cittadinanza in Italia

    di Redazione eunewsit
    31 Luglio 2026

    L'Istituto Universitario Europeo presenta un confronto tra le leggi di 32 Paesi europei al Parlamento

    Camion. Crediti: Gabriel Santos via Unsplash

    Trasporti, nell’UE in aumento le merci su strada nel 2025

    di Iolanda Cuomo
    31 Luglio 2026

    Spostate 13,3 miliardi di tonnellate di beni, pari al +1,8 per cento rispetto al 2024. I volumi maggiori sono stati...

    • Editoriali
    • Eventi
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Rubens 19 - 20148 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione