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    Home » Politica » Cameron detta le condizioni all’Ue: riforme o pronti a Brexit

    Cameron detta le condizioni all’Ue: riforme o pronti a Brexit

    Domani il premier britannico invierà a Tusk una lettera che mette nero su bianco le quattro aree in cui l'Europa deve cambiare: "Se le nostre preoccupazioni non saranno ascoltate, bisogna chiedersi se l'Ue è giusta per noi"

    Lena Pavese di Lena Pavese
    9 Novembre 2015
    in Politica
    Cameron Brexit

    David Cameron

    Bruxelles – Se Bruxelles si rifiuterà di accogliere le proposte di riforma avanzate da Londra, allora la Gran Bretagna è pronta ad uscire dall’Unione europea. Adesso David Cameron mostra di voler fare sul serio: secondo quanto anticipa la stampa, domani il premier britannico terrà il discorso più duro mai tenuto fino a questo momento per avvertire sulla reale possibilità di una Brexit, nel caso le proposte britanniche di riforma dell’Ue venissero ignorate. In contemporanea Cameron invierà anche una lettera al presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, in cui metterà nero su bianco le quattro aree in cui Londra chiede cambiamenti. In particolare, come in passato, Cameron insisterà sulla necessità di salvaguardare i diritti dei Paesi che non usano l’euro, di assicurare la sovranità nazionale rispetto a Bruxelles, sulla possibilità di limitare l’accesso al sistema di welfare per i cittadini europei che si spostano da un Paese Ue all’altro e sull’esigenza di migliorare il mercato unico riducendo la burocrazia.

    “Se le preoccupazioni della Gran Bretagna non saranno ascoltate, cosa che non credo succederà allora noi dobbiamo ripensare se questa Unione europea è giusta per noi”, dovrebbe avvertire domani Cameron chiarendo anche: “Io non escludo nulla”, nemmeno la Brexit. Secondo quanto anticipano i giornali britannici, il premier dovrebbe anche sottolineare che il voto sulla permanenza o meno nell’Ue sarà una delle scelte politiche più importanti che ogni cittadino affronterà nella vita e che il risultato della consultazione, qualunque esso sia, sarà definitivo. “Non dico nemmeno per un momento che la Gran Bretagna non può sopravvivere fuori dall’Unione europea”, ma “la domanda è se avremmo più successo fuori o dentro” l’Ue, dovrebbe chiarire il premier.

    A novembre Cameron dovrebbe cominciare una nuova serie di consultazioni con i leader europei per perorare la causa delle riforme necessarie secondo Londra. Il tema sarà poi ufficialmente sul tavolo dei capi di Stato e di governo nel Consiglio europeo di dicembre. Secondo la stampa britannica se il pacchetto di riforme dovesse essere accolto dagli altri leder, Cameron è pronto ad anticipare a giugno del 2016 il referendum, pianificato entro la fine del 2017.

    Per mesi i sondaggi avevano escluso la possibilità di una Brexit, ma ora, anche davanti all’incapacità europea di gestire la crisi dei migranti, i dati mostrano un margine sempre più risicato tra i britannici che vogliono rimanere in Europa e quelli che vogliono uscirne.

    Tags: brexitbruxellescameronGran Bretagnaletteralondratuskue

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