- L'Europa come non l'avete mai letta -
domenica, 3 Maggio 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Salute
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Net & Tech
    • Sport
  • Newsletter
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Editoriali » L’allarme su Schengen è giusto, ma non quello di questi giorni

    L’allarme su Schengen è giusto, ma non quello di questi giorni

    Lorenzo Robustelli</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@LRobustelli" target="_blank">@LRobustelli</a> di Lorenzo Robustelli @LRobustelli
    29 Gennaio 2016
    in Editoriali
    Schengen, allarme

     L’Accordo di Schengen sulla libera circolazione delle persone è certamente uno dei pilastri dell’Unione europea. C’è chi è contrario alla sua esistenza, a nostro giudizio ha torto e soprattutto non lo ha capito, ma va bene, si può essere contro qualsiasi cosa, ma questo non cambia il fatto che senza Schengen l’Ue sarebbe una cosa diversa, secondo noi sicuramente peggiore.

    In queste settimane abbiamo tutti letto, e alcuni di noi scritto, che questa conquista è messa a rischio, che potremmo perderla, che l’Accordo potrebbe non sopravvivere alle tensioni che vive. Ma perché lo si dice? Cominciamo a pensare che lo si faccia per un motivo diverso dalla salvaguardia della libera circolazione in sé, ma per fare pressione su un altro tema, che ovviamente gli è strettamente legato: la gestione dell’immigrazione.

    Attualmente, è vero, vengono introdotte molte limitazioni alle libertà previste dall’Accordo di Schengen, ma tutte sono realizzate all’interno del quadro normativo previsto dalle intese. Dalla Commissione europea non sono ancora partite procedure per violazioni verso nessun governo. L’Accordo stesso prevede la possibilità di limitarne gli effetti per settimane, mesi, e perfino anni (due). Tutto quel che sta avvenendo è dentro al quadro giuridico previsto. Dunque il problema non è tanto lì, ma nel “dopo”. La paura vera è questa: cosa accadrà tra due anni? Ora va bene, prendiamo dei provvedimenti d’urgenza per far fronte a situazioni che sono, perché lo sono, senza ipocrisie, eccezionali, ma che frutti produrranno queste decisioni? Che frutti produrranno nell’immediato in termini di spostamento delle pressioni migratorie su altri Stati, di condizioni di vita degli immigrati, e così via è un conto, importante, che va fatto. Ma tra due anni, quando le sospensioni dovranno terminare e non ci saranno più strumenti legali nell’Accordo per prolungare la chiusura delle frontiere, che cosa avrà davanti l’Unione? Avrà realizzato delle politiche migratorie efficienti? La pressione sarà diminuita? I governi si saranno accordati su piani di accoglienza e redistribuzione dei richiedenti asilo? Saranno stati fatto accordi con i paesi di provenienza e transito? Saranno state avviate politiche, in quei Paesi, che non costringano più le persone a fuggire? Se nulla sarà accaduto allora sì che Schengen potrebbe finire perché se la maniera di affrontare il problema è chiudere e il problema tra due anni sarà lo stesso, si deciderà ancora di chiudere, facendo così davvero finire la libera circolazione.

    Lanciare l’allarme ora sul rischio di perdere una conquista preziosa è forse una utile indicazione per i cittadini, ma è, probabilmente, anche una messa in guardia per i governi a fare qualcosa per non trovarci, fra due anni, in una situazione che non si saprà più come gestire e che potrebbe portare frutti amari in campi molto più vasti che la sola libera circolazione. Tenendo presente che, ovviamente, nessuno può fare “da solo”, nessun Paese può riuscire a gestire un fenomeno di queste proporzioni senza la collaborazione degli altri. Anche perché, facilmente, si finirebbe in una competizione tra Stati che non potrebbe che portare danni a tutti.

    La “notizia” che vorremmo sentire è che si sta lavorando per evitare questo, il che vuol dire che i governi e le forze politiche di opposizione non si occupano di ciò che avviene da qui alle prossime elezioni che li riguardano, ma che si stanno impegnando sulla soluzione del problema, e non della sua gestione in chiave emergenziale ed elettorale. E’ spesso, questa, un’ambizione sulla quale veniamo frustrati, ma non di meno è necessario spronare chi ci governa a “fare la cosa giusta”.

    Tags: allarmeSchengen

    Ti potrebbe piacere anche

    [foto: imagoeconomica via aeroporto tra] Allarme Carburante Commissione UE
    Mobilità e logistica

    L’UE rassicura: “Nessun allarme carburante per aerei, ma ci prepariamo a possibili carenze”

    17 Aprile 2026
    La divisioni amministrativa della Repubblica popolare cinese. Pechino considera Taiwan una sua regione [foto:
Milenioscuro/Wikimedia Commons]
    Politica Estera

    La Cina fa pressioni sull’UE: basta visti ai funzionari di Taiwan per il bene delle relazioni bilaterali

    13 Gennaio 2026
    (Photo by PATRICK VAN KATWIJK / ANP MAG / ANP via AFP)
    Difesa e Sicurezza

    Difesa, l’UE punta a una ‘Schengen militare’ entro il 2027. Kubilius: “La logistica vince le guerre”

    19 Novembre 2025
    Controlli frontiere
    Opinioni

    Giochi con le frontiere

    27 Giugno 2025
    [foto: European Council]
    Cultura

    Schengen, la libera circolazione nell’Unione compie 40 anni, e sembra avere buona salute

    24 Aprile 2025
    germania
    Politica

    Immigrazione, Johansson avverte la Germania: “Pronti a procedura d’infrazione, se necessario”

    18 Novembre 2024

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    Napoli, navi della Flotilla nel porto di Napoli dirette a Gaza. Fonte: IPAagency

    la Flotilla per Gaza fermata nell’immobilismo di Bruxelles. La Sinistra: “Pirateria di Stato” nel Mediterraneo. Zingaretti: “Con Netanyahu no a sicurezza per il mondo intero”

    di Caterina Mazzantini
    30 Aprile 2026

    Mentre Israele sequestra navi civili in acque internazionali, la Commissione UE si rifugia in una "prudenza burocratica" che sa di...

    Erin Roman, Smoke Free Partnership, tabacco

    Smoke Free Partnership sulle posizioni UE: “Bene rinnovo legislazione sul tabacco, ma attenzione ai giovani”

    di Annachiara Magenta annacmag
    30 Aprile 2026

    La direttrice della coalizione europea di ONG contro il tabacco attacca le industrie del settore: "Questo è il modello di...

    Sala riunione della BCE [foto: Carlo Carino/imagoeconomica]

    La BCE non tocca i tassi di interesse: “Aspettative di inflazione a lungo termine saldamente ancorate”

    di Emanuele Bonini emanuelebonini
    30 Aprile 2026

    Gli aumenti del momento dell'inflazione inducono il Consiglio direttivo a non aumentare il costo del denaro. Lagarde: "Economia ha saputo...

    Fonte: Imagoeconomica COPAGRI - ZOOTECNIA IN PIAZZA CONTRO LA CRISI E LA SITUAZIONE QUOTE LATTE

    Il Parlamento UE approva la strategia per il rilancio della zootecnia europea

    di Caterina Mazzantini
    30 Aprile 2026

    Con 426 voti favorevoli, l’Assemblea sollecita la Commissione a tutelare il reddito degli allevatori e favorire il ricambio generazionale, mentre...

    • Editoriali
    • Eventi
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Rubens 19 - 20148 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione