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    Home » Cronaca » L’80 per cento dei cittadini Ue vuole salvare Schengen e la gestione comune della migrazione

    L’80 per cento dei cittadini Ue vuole salvare Schengen e la gestione comune della migrazione

    Secondo un sondaggio della tedesca Bertelsmann Stiftung l’80% dei cittadini Ue vuole una ripartizione dei richiedenti asilo e sanzioni a Paesi che non la rispettano

    Caterina Tani</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/CTBRX" target="_blank">CTBRX</a> di Caterina Tani CTBRX
    16 Febbraio 2016
    in Cronaca

    Bruxelles – Gli europei, se li si consulta, non sono affatto timidi quando si tratta di soluzioni europee. A i cittadini dell’Unione piace la loro libertà di movimento e vogliono vederla protetta, e vogliono anche un sistema comune di controllo delle frontiere e che l’Ue sia responsabile delle politiche migratorie europee. Sono insomma pronti alla condivisione degli oneri e disposti ad approvare sanzioni se uno Stato si rifiuta di assumere la sua parte di oneri.

    Da un ampio sondaggio condotto dalla fondazione tedesca Bertelsmann escono numeri sorprendenti dai quali si può dedurre che se dovesse saltare il sistema Schengen non sarebbe perché lo volevano i cittadini europei. “Naturalmente ci sono questioni controverse e contraddizioni – spiegano Caterina de Vries e Isabell Hoffmann, autrici della ricerca -, ma l’amore della libertà di circolazione dei cittadini supera chiaramente la loro avversione alla ripartizione degli oneri”.

    Una risposta comune dell’Ue è dunque secondo i cittadini il modo migliore per fronteggiare la crisi dei migranti, mentre è profondamente sbagliato lasciare tutto il peso sulle spalle dei singoli Paesi, secondo il sondaggio Bertelsmann, che ha chiesto a 11.410 persone nei 28 Stati Ue di esprimere il loro parere sulle politiche di asilo e immigrazione. Secondo quanto emerso, ben l’87% dei rispondenti vorrebbe un controllo congiunto delle frontiere esterne da parte dei Paesi membri mentre il 79% è favorevole a un’equa ripartizione dei richiedenti asilo tra i Paesi europei. Analoga percentuale è da riferirsi ai sostenitori del mantenimento della libertà di movimento – con Schengen che viene considerato il secondo obiettivo più importante raggiunto dall’Ue dopo il mercato interno. Inoltre, per gli Stati che rifiutano di accettare la propria fetta di responsabilità in tema di migranti, 69 cittadini Ue su 100 vorrebbero un minor accesso ai fondi dell’Unione. 

    Secondo Aart De Geus, presidente della Bertelsmann Stiftung, I risultati del sondaggio “mostrano che sulle politiche che riguardano i rifugiati, una chiara maggioranza di europei sta inviando un inequivocabile messaggio al summit Ue” ovvero che sarebbe auspicabile “trovare una soluzione europea basata sulla solidarietà” che allo stesso tempo “crei stabilità, proteggendo la libertà di movimento”. “I capi di Stato e di governo – prosegue De Geus – dovrebbero prendere atto del fatto che i cittadini vogliono una soluzione europea”. Questa posizione è evidenziata anche negli altri numeri del sondaggio. Secondo quanto rilevato, gli europei in favore di una politica di migrazione e asilo comune sarebbero il 79%, e tra questi il 52% identificherebbe tale politica come un compito esclusivo dell’Ue (mentre il 27% propende per una responsabilità condivisa tra Ue e Stati e solo il 22% vorrebbe che la faccenda ricadesse sulle spalle dei soli Paesi).

    Nonostante i risultati incoraggianti e per certi versi inattesi, a meglio guardare ci si accorge che le cose sono meno semplici di come appaiono. Innanzitutto, le opinioni sono tutt’altro che omogenee. Il sondaggio di Bertelsmann Stiftung ha infatti rilevato che l’approccio a una gestione condivisa alla questione migranti è più diffuso tra i cittadini degli Stati che sono membri dell’Ue “di vecchia data” rispetto ai “nuovi arrivi”. Nello specifico, sul tema della distribuzione dei migranti si toccano punte di 85% di favorevoli tra i cittadini degli Paesi più vecchi e appena un 54% tra i nuovi, mentre per quel che riguarda le sanzioni per chi non accetta la redistribuzione (o meglio, la diminuzione dei fondi ricevuti), se il 77% dei vecchi sarebbe favorevole, solo il 41% dei cittadini degli stati di recente ingresso le applicherebbe. In secondo luogo, quando si tratta di affrontare la questione dei migranti che fanno parte dell’ondata di “arrivi recenti”, le opinioni positive precipitano: il 50% dei rispondenti dichiara di avere talvolta la sensazione di essere uno straniero in terra patria mentre il 58% teme che l’immigrazione possa avere ricadute negative sul sistema di welfare statale. Complessivamente, Il 54% dei cittadini europei ritiene che i criteri per la concessione dell’asilo non vadano interpretati in modo troppo generoso.

    Il sondaggio mostra che non sempre le opinioni dei cittadini corrispondono a quelle dei governi, che ad oggi sono ancora profondamente divisi su come gestire la crisi migratoria. I risultati sono  stati resi noti in un momento particolarmente delicato, ovvero alla vigilia del Consiglio europeo, che tra le altre cose affronterà il tema della crisi migratoria, esaminando le scelte adottate finora e tracciando un sentiero che faccia da guida per decisioni future.

    Tags: Bertelsmann Stiftungfrontieremigrantirichiedenti asiloSchengenue

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