- L'Europa come non l'avete mai letta -
martedì, 8 Settembre 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Salute
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Net & Tech
    • Sport
  • Le Newsletter di Eunews
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Editoriali » Parola d’ordine: prendere tempo

    Parola d’ordine: prendere tempo

    Lorenzo Robustelli</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@LRobustelli" target="_blank">@LRobustelli</a> di Lorenzo Robustelli @LRobustelli
    25 Giugno 2016
    in Editoriali
    Brexit, referendum, prendere tempo,

    Gove e Johnson, due leader del Leave

    Powered by powered by evolution group

    In Gran Bretagna come in Grecia? Si è appena svolto un referendum e ci si prepara a ripeterlo, magari chiamando prima, o subito dopo, delle elezioni politiche? I paragoni tra le storie dei Paesi sono sempre molto azzardati, ma il richiamo c’è. 

    A Londra regna il caos più grande. Dopo l’esito del referendum le agenzie di rating stanno lavorando a ridurre la tripla A del regno, e questa è una cosa che farebbe particolarmente male. a un Paese che basa la sua ricchezza sulla finanza. I vincitori sono storditi, è evidente che non sanno che pesci prendere. Dopo una campagna elettorale fondata sul “prima ce ne andiamo meglio è” ora tutti, ma proprio tutti, stanno prendendo tempo, dicono che non c’è fretta di comunicare a Bruxelles l’esito della votazione e dunque attivare la separazione. Cominciano anche a dire che un loro cavallo di battaglia, trasferire al sistema sanitario nazionale i milioni di sterline che ora si pagano come contributo all’Unione europea, non è una cosa che si può davvero fare. Lo ha detto Nigel Farage.

    Anche il capo del fronte Remain, David Cameron, che non è un genio ma un po’ di cose le sa, come primo atto ha detto che si sarebbe dimesso, ma solo tra tre mesi e che non avrebbe attivato lui la procedura di divorzio. Prende tempo, perché sa che se la certificazione della volontà espressa nelle urne arrivasse a Bruxelles nessuno a Londra saprebbe poi cosa fare e come gestire la separazione (oltre a non volersi prendere la simbolica responsabilità politica e storica di una scelta che ha fatto lui). D’altra parte l’ultimo trattato commerciale firmato dalla Gran Bretagna risale a 40 anni fa, l’esperienza negoziale si è un po’ persa.

    Intanto qualche elettore del Leave ammette che non era questo il risultato che avrebbe voluto.

    Turisti della democrazia, verrebbe da dire, sono tutti quei politici che hanno usato il referendum a fini di politica interna, chi per dare uno scossone al partito conservatore chi per il dovere di mantenere la sua posizione storica, ma tutti convinti che il Remain avrebbe vinto, e che al massimo si sarebbe potuto cambiare premier e magari, per l’Ukip, consolidare le posizioni.

    Non avevano fatto i conti con i cittadini, il che è una cosa che capita sempre più spesso nella politica tradizionale.  Le persone sono arrabbiate, disoccupate, povere, sperdute e dunque all’occasione lo fanno sapere. Gli è stata data l’occasione di individuare un nemico, l’Unione europea, e in tanti l’hanno attaccato. Senza sapere che chi li portava in battaglia era più sperduto di loro, meno di loro è in grado di guardare oltre il suo naso e l’interesse della mattina dopo. Slogan senza progetti.

    A pagare il prezzo di questo voto saranno, come sempre, certamente i più deboli, che poi sono quelli che hanno fatto l’inconsapevole scelta nelle urne. Saranno gli anziani e gli operai del nord dell’Inghilterra. Ma forse non solo, forse questa volta anche il sistema finanziario, padrone economico del Paese, rischia tantissimo e allora si dovrà trovare una soluzione.

    Non sarà facile, ma ripetere il referendum è l’unica strada possibile per non gettare il Paese nel baratro certamente politico, ma anche economico. La crasse dirigente emersa vincente dal referendum ha già dimostrato, in meno di 24 ore, di non essere neanche lontanamente all’altezza del compito di prendere le redini del Paese. Quella che c’era ha già dimostrato la sua pochezza portando i cittadini a questo referendum in condizioni assurde, senza un piano per il dopo. Perché il problema non è tanto il referendum (per quanto votare su materie così delicate è una cosa che, se si decide di fare, andrebbe gestita meglio, con un’informazione più leale) ma è che questa volta è stato usato solo come clava interna nella convinzione che il Leave non avrebbe mai vinto. E dunque nessuno si è preoccupato del dopo.

    Per questo ora la parola d’ordine è “prendere tempo” per capire cosa è successo, come affrontarlo, chi dovrà affrontarlo, con che patto con i cittadini. E’ una situazione davvero catastrofica, una Aston Martin con un bambino di sei anni alla guida. E dunque un nuovo referendum, con un’acrobazia istituzionale, potrebbe diventare l’ancora di salvezza. Ammesso che si trovi una classe politica capace di gestirlo.

    Tags: brexitcameronfarageprendere tempoturisti della democrazia

    Eunews Newsletter

    Ti potrebbe piacere anche

    Distretto di polizia alla base militare britannica di Krotiri, a Cipro [foto: Dickelbers/Wikimedia Commons, https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Souvereign_Base_Areas_Police_station_on_Cyprus.JPG]
    Politica Estera

    Iran ed Europa della difesa, per l’UE il nodo delle basi militari britanniche a Cipro

    27 Luglio 2026
    Il saluto dell'Eurocamera agli eurodeputati britannici il 29 gennaio 2020. Source: Imagoeconomica
    Politica Estera

    Europei favorevoli al ritorno di Londra nell’UE, mentre a Kiev chiedono prima le riforme: i dati di Polling Europe Euroscope

    20 Luglio 2026
    Proteste per la brexit [Foto: Unsplash]
    Politica Estera

    Regno Unito, ‘il decennio del rimpianto’: la maggioranza dei britannici ora voterebbe per il rientro nell’UE

    23 Giugno 2026
    UE Regno Unito Brexit- Erasmus (fonte: iStock)
    Politica Estera

    Dieci anni dalla Brexit: crescita frenata, sei premier e un sondaggio scoraggiante

    23 Giugno 2026
    Da sinistra: il cancelliere tedesco Friedrich Merz, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, il premier britannico Keir Starmer e il presidente francese Emmanuel Macron [Londra, 7 giugno 2026. Foto: Lauren Hurley / No 10 Downing Street, via imagoeconomica]
    Politica

    Regno Unito, Starmer si dimette. Burnham pronto per guidare il Paese e i laburisti

    22 Giugno 2026
    Il primo ministro del Regno Unito, Keir Starmer (Fonte: Imagoeconomica)
    Politica

    Elezioni locali nel Regno Unito, crolla il bipartitismo: disfatta Labour e Tories. Trionfa l’estrema destra di Reform

    8 Maggio 2026

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    Rimpatri migranti Frontex

    33 mila rimpatri nei primi sei mesi del 2026, ma non basta. Frontex chiede di rafforzare ancora il sistema

    di Annachiara Magenta annacmag
    7 Settembre 2026

    La gestione della migrazione in UE sta andando secondo i piani voluti da Palazzo Berlaymont: rispetto alla prima metà del...

    Sede centrale di Eurojust a L'Aja (Paesi Bassi). Crediti: Eurojust

    Lotta alla criminalità transnazionale, l’UE valuta nuovi partnenariati tra Eurojust e i Paesi terzi

    di Iolanda Cuomo
    7 Settembre 2026

    Bruxelles - Favorire una maggiore cooperazione tra tribunali e pubblici ministeri nella lotta contro la criminalità organizzata. È questo l'obiettivo...

    Da sinistra a destra il primo ministro della Groenlandia, Jens-Frederik Nielsen, la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, la prima ministra della Danimarca, Mette Frederiksen. Crediti: Commissione europea

    Groenlandia, dall’UE una partnership rinnovata e 200 milioni di euro in investimenti

    di Iolanda Cuomo
    7 Settembre 2026

    Connettività, energia pulita e materie prime critiche sono al centro della relazione. Ma la presidente della Commissione europea ne approfitta...

    Gli inviati USA Steve Witkoff e Jared Kushner con il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky. Source: Imagoeconomica

    Ucraina, UE: “Viaggio inviati USA a Kiev? Sosteniamo ogni sforzo verso una pace giusta”

    di Redazione eunewsit
    7 Settembre 2026

    Bruxelles - L'Unione europea accoglie la visita a Kiev degli inviati speciali USA, Jared Kushner e Steve Witkoff - dopo...

    • Editoriali
    • Eventi
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Savona 127/B, 20144 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione