Dopo il fallimento dell’accordo Toia in una nota afferma che “il dettagliato accordo di 21 punti, esempio da manuale della politica della ‘primissima repubblica’ tra Alde e 5Stelle é morto e sepolto da un’opposizione interna all’Alde portata avanti da personalità coerenti e più consapevoli del loro capogruppo dei principi fondamentali della democrazia”.
Secondo Toia “fallisce il tentativo di Grillo di accordarsi all’Alde e svanisce l’agognato ‘piatto di lenticchie’ cioè l’accordo su poltrone, uffici e quant’altro. Che diranno gli iscritti della rete chiamati con una procedura beffa a dire sì a un accordo dettagliato fino al oggi coperto dal segreto, secondo i soliti metodi che sono il contrario della vera democrazia e che costituiva un triplo salto mortale di posizione. Fallisce anche la posizione tenuta da Verhofstadt, di avere qualche voto in più per la sua candidatura e il leader dell’Alde è costretto da alcuni dei suoi a fare marcia indietro”.
“Un plauso – conclude Patrizia Toia – alla coerenza dei liberali e democratici (sarebbe meglio dire alle liberali e democratiche, vista la posizione forte di alcune donne) che si sono opposti a un accordo ‘impossibile’, ma in verità va detto che esce assai ammaccata la figura di Guy Verhofstadt o di chiunque altro avesse portato avanti il negoziato nei minimi dettagli e nella riservatezza più totale”.





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