- L'Europa come non l'avete mai letta -
sabato, 10 Ottobre 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Salute
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Net & Tech
    • Sport
  • Le Newsletter di Eunews
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Politica » La Brexit riscriverà gli accordi di pace dell’Irlanda del Nord

    La Brexit riscriverà gli accordi di pace dell’Irlanda del Nord

    Secondo il Parlamento europeo dovranno essere tolti tutti i riferimenti all'Ue nel Good Friday Agreement. Per Belfast l'addio del Regno Unito vuol dire perdere 2,3 miliardi di euro di programmi comunitari di sostegno alla pace

    Emanuele Bonini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/emanuelebonini" target="_blank">emanuelebonini</a> di Emanuele Bonini emanuelebonini
    21 Marzo 2017
    in Politica
    I primi ministri di Regno Unito e Irlanda, Tony Blair e Bertie Ahern, firmano l'accordo del Venerdì Santo per la pace in Irlanda del Nord (1998)

    I primi ministri di Regno Unito e Irlanda, Tony Blair e Bertie Ahern, firmano l'accordo del Venerdì Santo per la pace in Irlanda del Nord (1998)

    Bruxelles – Il 29 marzo inizieranno le trattative tra Londra e Bruxelles per definire il futuro del Regno Unito dopo l’addio all’Ue. Un processo che “pioverà” addosso all’Irlanda del nord, che sulla Brexit non ha alcuna voce in capitolo. Il parlamento di Belfast ha competenze legislative solo sulle materie demandate dal parlamento di Westminster, e le questioni comunitarie restano nella mani di Londra. Non solo: la Corte suprema britannica ha stabilito che non è richiesto il parere dei nordirlandesi sul tema. Eppure l’Irlanda del nord rischia di essere travolta e stravolta dal processo in realtà iniziato già il 23 giugno 2016, giorno del referendum. Perdita di fondi Ue, perdite economiche, questioni confessionali. C’è tanto in gioco, come riassume un’analisi condotta dal dipartimento per gli Affari costituzionali del Parlamento europeo. A Bruxelles si è convinti che sia il Regno Unito sia l’Irlanda vorrebbero creare – ma senza usare questa dicitura – una specie di “status speciale” per l’Irlanda del Nord, “dati gli effetti economici negativi e la sensibilità politica” del caso. Non è detto che ci si riuscirà. Ad ogni modo il Parlamento europeo ha realizzato un documento utile per i negoziati che arriveranno. Ecco dove si gioca il futuro dell’Irlanda del nord.

    Libertà di circolazione addio. L’introduzione di un confine “hard” con la repubblica d’Irlanda è motivo di preoccupazione. Nonostante la libera circolazione resti un desiderio in nome della cooperazione con l’Ue e del processo di pace, controlli sull’immigrazione e sulle merci sono uno scenario possibile: da una parte rischia di essere la diretta conseguenza dell’abbandono dell’Ue, dall’altra parte è Westminster ad avere voce in capitolo su questo. Sul fronte della libera circolazione delle persone, sono circa 30mila i lavoratori transfrontalieri che oltrepassano il confine tra Irlanda del Nord e Repubblica d’Irlanda. Si rischia una restrizione al movimento anche su di loro. Sul fronte delle merci, “i miglioramenti nei commerci transfrontalieri, evidenti negli ultimi anni, possono essere invertiti”. Di questo l’analisi non ha alcun dubbio. Così come “appaiono inevitabili” le tariffe commerciali tra l’Irlanda del Nord in quanto parte del Regno Unito e l’Ue, inclusa l’Irlanda.

    Ripercussioni economiche. Stime di “danni” non se ne fanno, ma è chiaro l’impatto dell’abolizione del regime tariffe zero per l’economia nord-irlandese: il 57% delle esportazioni dell’Irlanda del nord è verso l’Ue, e il 34% di questo verso la repubblica d’Irlanda. “Un’opzione” potrebbe essere quella di permettere all’Irlanda del nord di restare a far parte del mercato unico, mentre il resto del Regno Unito ne rimarrebbe fuori. Non è però chiaro come e quanto questa strada possa essere percorribile. Probabilmente sarà uno dei test più difficile dei due team negoziali.

    Aspetti giuridici ed equilibri interni. Gli accordi di pace del 1998 (Good Friday Agreement, noti anche come Accordi di Belfast), hanno creato una situazione per cui nessuna modifica dello status costituzione dell’Irlanda del nord può avvenire senza il consenso degli irlandesi del nord. Il referendum sulla Brexit, però, viene letto come violazione di questo principio. Il 23 giugno 2016, giorno del referendum, l’Irlanda del giorno ha scelto l’Europa. Il 55,7% dei votanti si è espressa per rimanere, a fronte del 44,3% che ha scelto la Brexit. In termini assoluti vuol dire 440.707 elettori contro 349.442, meno di 100mila. Numeri che confermano la divisione di una regione dove in molti si sentono irlandesi e, di conseguenza, più europeisti dei ‘lealisti’ britannici. Quanti si sentono irlandesi e cattolici hanno votato per il remain, quanti si sentono britannici e protestanti hanno scelto il leave. L’esito finale del referendum in sostanza ripropone la questione nord-irlandese, ed è considerato come lesivo degli accordi di pace.

    Modifica degli accordi di pace. Appare inevitabile – a meno di successi negoziali – la cancellazione delle parti del Good Friday Agreement relative all’Unione europea. All’accordo di pace sono innanzitutto legati i programmi Ue per il sostegno alla pace stessa che valgono 2,3 miliardi di euro. L’uscita dall’Ue elimina automaticamente questi programmi speciali. Non solo. E’ probabile che dagli Accordi di Belfast debbano essere cancellati i riferimenti all’Ue, citata come elemento di cooperazione tra Regno Unito e repubblica d’Irlanda. Il Good Friday Agreement parla esplicitamente dell’Unione europea quale motivo di importante di cooperazione tra Regno Unito e Irlanda in quanto “partner nell’Unione europea”. L’accordo presume che entrambi gli Stati continuino a far parte dell’Ue, senza però prevedere in maniera esplicita un’appartenenza continua all’Ue. C’è in sostanza una parte legislativa non chiara che può dare adito a interpretazioni e dispute. La sua cancellazione servirebbe ad eliminare incertezze. Almeno qui.

    Tags: articolo 50brexitIrlanda del nordue

    Ti potrebbe piacere anche

    Cecilia Strada. Source: EU Parliament
    Le Brevi

    Strada, Corrado, Zan (PD): “L’Europa difenda la Corte Penale internazionale dagli attacchi USA”

    9 Ottobre 2026
    Tribunale Corte penale internazionale CPI - sanzioni e crimini contro l’umanità, crimini di guerra e genocidio, 2022. Crediti: Clemente Marmorino via Imagoeconomica
    Cronaca

    Gli USA annunciano sanzioni contro la Corte penale internazionale, l’UE: “Deplorabile”. Bruxelles pronta a intervenire

    9 Ottobre 2026
    Il ministro del Commercio cinese, Wang Wentao, e il commissario europeo per il Commercio, Maroš Šefčovič. Crediti: Commissione europea
    Economia

    UE e Cina trovano la quadra su auto-ibride, Šefčovič: “Si dimezzerà l’export da Pechino”

    9 Ottobre 2026
    Benedetta Scuderi
    Le Brevi

    Scuderi (AVS): “Tassare gli extraprofitti per investire nelle necessità delle persone”

    9 Ottobre 2026
    Paradiso fiscale - Panama e Vietnam
    Economia

    Panama e Vietnam fuori dalla lista nera UE dei paradisi fiscali

    9 Ottobre 2026
    Da sinistra: il commissario per l'Economia, Valdis Dombrovskis, e il ministro delle Finanze irlandese, Simon Harris [Lussemburgo, 9 ottobre 2026. Copyright: European Union]
    Economia

    L’Ecofin dà mandato alla Commissione UE di esplorare tasse sugli extra-profitti alle compagnie energetiche

    9 Ottobre 2026

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    Cecilia Strada. Source: EU Parliament

    Strada, Corrado, Zan (PD): “L’Europa difenda la Corte Penale internazionale dagli attacchi USA”

    di Redazione eunewsit
    9 Ottobre 2026

    Bruxelles - "È finito il tempo delle parole, dei 'deploriamo' e dei 'condanniamo ma in questa fase preferiamo il dialogo'",...

    Tribunale Corte penale internazionale CPI - sanzioni e crimini contro l’umanità, crimini di guerra e genocidio, 2022. Crediti: Clemente Marmorino via Imagoeconomica

    Gli USA annunciano sanzioni contro la Corte penale internazionale, l’UE: “Deplorabile”. Bruxelles pronta a intervenire

    di Annachiara Magenta annacmag
    9 Ottobre 2026

    "Non si tratta soltanto di difendere una singola istituzione, ma di salvaguardare l’ordine internazionale fondato sullo Stato di diritto" ha...

    Il ministro del Commercio cinese, Wang Wentao, e il commissario europeo per il Commercio, Maroš Šefčovič. Crediti: Commissione europea

    UE e Cina trovano la quadra su auto-ibride, Šefčovič: “Si dimezzerà l’export da Pechino”

    di Iolanda Cuomo
    9 Ottobre 2026

    Al termine del suo viaggio nella capitale cinese, il commissario europeo festeggia la firma di una dichiarazione congiunta e l'intesa...

    Benedetta Scuderi

    Scuderi (AVS): “Tassare gli extraprofitti per investire nelle necessità delle persone”

    di Redazione eunewsit
    9 Ottobre 2026

    Bruxelles - Tassare gli extraprofitti per poter investire in salute, scuola, istruzione, energia, industria e casa. È l'appello che, dalla...

    • Editoriali
    • Eventi
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Savona 127/B, 20144 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione