- L'Europa come non l'avete mai letta -
sabato, 18 Aprile 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Salute
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Net & Tech
    • Sport
  • Newsletter
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Economia » Dopo Embraco, l’Italia pensa a un fondo nazionale anti-globalizzazione e chiede lumi all’Ue

    Dopo Embraco, l’Italia pensa a un fondo nazionale anti-globalizzazione e chiede lumi all’Ue

    Il ministro per lo Sviluppo economico, Carlo Calenda, immagina uno strumento per gestire la trasformazione industriale. La proposta al vaglio di Margrethe Vestager, capo dell'Antitrust Ue, che verificherà anche il rispetto delle regole sulla concorrenza da parte della Slovacchia nel trasferimento dell'azienda del gruppo Whirlpool

    Emanuele Bonini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/emanuelebonini" target="_blank">emanuelebonini</a> di Emanuele Bonini emanuelebonini
    20 Febbraio 2018
    in Economia
    Il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda.

    Il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda.

    Bruxelles – Ci voleva la giusta patata bollente, nel più caldo dei momenti, per portare la politica italiana (uscente) ad aprire gli occhi sulla deregulation dell’economia contemporanea. In piena campagna elettorale esplode il caso Embraco. L’azienda brasiliana del gruppo Whirlpool ha deciso di licenziare 500 persone nel suo stabilimento a Riva di Chieri (Torino) e trasferire la produzione di compressori per frigoriferi in Slovacchia. Il motivo è semplice: costa meno produrre lì. Così la competitività si trasforma in una spinosa questione, a poche settimane da un voto che potrebbe gravare sulla maggioranza in uscita.

    Il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, non ci sta. “Non molliamo”, promette. Si riferisce al caso Embraco, ovviamente. Ne ha parlato stamani con il commissario europeo per la Concorrenza, Margrethe Vestager, a cui ha chiesto due cose: di verificare se ci sono aiuti di Stato incompatibili con le regole comuni, e di valutare l’idea di un fondo italiano per la reindustralizzazione, una sorta di versione nazionale del già esistente Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (Efg), lo strumento dell’Unione europea per offrire un sostegno “ai lavoratori in esubero in conseguenza di trasformazioni rilevanti della struttura del commercio mondiale dovute alla globalizzazione, nei casi in cui tali esuberi abbiano un notevole impatto negativo sull’economia regionale o locale”.

    L’Italia intende dunque creare uno strumento finanziario tutto nazionale per permettere la “reindustrializzazione” dell’area soggetta a chiusure aziendali. Si rischia la configurazione di aiuti pubblici non consentiti. Calenda ha sottoposto l’idea a Vestager per essere certo che si possa fare. Lo speciale fondo italiano allo studio dovrebbe essere usato ‘ex-post’, una volta avvenuto il trasferimento aziendale, e gestire la transizione industriale “con una maggiore intensità rispetto a quella normalmente concessa per un normale aiuto di Stato”.

    Sarebbe un bel colpo ricevere da Bruxelles un ‘sì’ di questo tipo in campagna elettorale. Viene però da chiedersi come mai l’Italia, al netto delle ragioni di voto, apra solo oggi gli occhi davanti a un fenomeno finora tollerato. In questi anni, tanti gruppi hanno lasciato l’Italia per altri lidi, portando via capitali e stabilimenti. La lista sarebbe ampia: Fiat (oggi Fca, con sede fiscale a Londra, sede legale ad Amsterdam e stabilimenti aperti in Polonia), Calzedonia (stabilimenti in Bulgaria), Benetton (stabilimenti in Croazia), Telecom Italia (call center in Romania), Rossignol (stabilimenti in Romania). E la lista potrebbe continuare, aggiungendoci quanti hanno delocalizzato in Cina, in India, in Brasile. L’Italia si accorge improvvisamente della globalizzazione. “Se non mettiamo dei limiti, capitali e aziende voleranno da un Paese all’altro”.

    Il risveglio della bella addormentata Italia appare tardivo, e quanto mai desolante. In questi anni non ci sei è mai chiesto, o probabilmente lo si è fatto di sfuggita, perché mai le aziende se ne vanno dal Paese. Invece di fermare l’emorragia di imprese, si preferisce ora inveire contro la concorrenza dei mercati dell’est, considerata sleale perché teoricamente di Paesi amici in quanto membri dell’Ue. Il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, anche lui a Bruxelles per impegni politici, sostiene che Calenda ha “legittimamente” sollevato la questione in sede europea. Ma la natura del problema è che questa mossa italiana, seppure legittima, giunge quando è ormai troppo tardi.

    “Come si obbligano le multinazionali a rimanere? Con i carabinieri?”. Con politiche che attirino le imprese, magari, potremmo dire per rispondere alla domanda che Calenda pone. All’epoca, neanche troppo lontana, in cui Matteo Renzi era a capo del governo, Palazzo Chigi ragionava sull’idea di creare una ‘no-tax’ area alla luce della Brexit per attrarre le imprese in fuga. Che ne è di quel progetto?, viene da chiedersi. Sia chiaro, non è un problema di Renzi. Non solo per lui, almeno. Le imprese hanno iniziato ad andar via dall’Italia nel 2000, con impennate nel 2008, anno della crisi. E’ tutto un Paese che non sa offrire risposte al problema, da quasi vent’anni a questa parte.

    La visita di Calenda offre un assist tutto elettorale al Movimento 5 Stelle, proprio ciò che i rappresentanti di questa maggioranza uscente dovrebbero evitare. “Il ministro a Bruxelles arriva tardi e solo per leccarsi le ferite”, sottolineano le europarlamentari del Movimento 5 Stelle Laura Agea e Tiziana Beghin. “In Slovacchia ci sono costi di produzione e costi del lavoro di gran lunga più bassi che in Italia. Perché in questi anni al governo Calenda e il Pd non hanno tagliato le tasse alle imprese?” Dinamiche da campagna elettorale, da una parte come dall’altra. Auspicando che dopo il 4 marzo si inverta la tendenza.

    Nonostante un’interrogazione sul caso Embraco da parte del parlamentare di Sinistra Italiana Sergio Cofferati sia stata presentata tre settimane fa, la Commissione Europea “ancora tace”. L’incontro tra la Vestager a Calenda sembra non aver smosso la Commissione, sostiene l’eurodeputato. “E’ inaccettabile che la Commissione Europea non abbia ancora assunto iniziative forti per contrastare la situazione di concorrenza sleale”, afferma Cofferati riferendosi a comportamenti giudicati sleali come quelli della Embraco. “Abbiamo bisogno di un’Unione Europea profondamente diversa, finalizzata al progresso sociale”, dichiara ancora il parlamentare, ribadendo che un’Unione europea “basata su meccanismi di concorrenza al ribasso sulle spalle di lavoratori e cittadini non può e non deve funzionare”.

    Tags: Carlo Calendaembracoglobalizzazioneimpreseindustriaitaliam5sMargrethe VestagerSergio Cofferatiue

    Ti potrebbe piacere anche

    Seggi elettorali. Fonte: Sara Minelli via Imagoeconomica
    Politica

    Dopo Ungheria, Bulgaria, Cipro, Svezia e Lettonia: le elezioni nell’UE nel 2026

    17 Aprile 2026
    Terroristi, fondamentalisti [foto: Carlo Carino/imagoeconomica, via IA]
    Politica Estera

    Il Medio Oriente preoccupa l’UE: “Occhi aperti sulla minaccia del terrorismo”

    17 Aprile 2026
    Inkyo Cheong e Maroš Šefcovic. Fonte: EC - Audiovisual Service
    Economia

    L’UE punta sull’Indo-Pacifico: nuovi passi con Seul e Tokyo su commercio digitale e difesa

    17 Aprile 2026
    [foto: imagoeconomica via aeroporto tra] Allarme Carburante Commissione UE
    Mobilità e logistica

    L’UE rassicura: “Nessun allarme carburante per aerei, ma ci prepariamo a possibili carenze”

    17 Aprile 2026
    Emissioni Gas serra UE
    Green Economy

    Nel 2024 le emissioni di gas serra UE calano del 40 per cento sul 1990

    17 Aprile 2026
    Colpi di arma da fuoco vengono esplosi in aria dai sobborghi meridionali di Beirut nelle prime ore del 17 aprile 2026, mentre i residenti celebrano l'inizio di un cessate il fuoco di 10 giorni entrato in vigore a mezzanotte. Il cessate il fuoco era stato annunciato in precedenza dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump dopo colloqui diretti a Washington tra funzionari israeliani e libanesi, i primi negoziati di questo tipo da decenni. Copiright: Nael Chahine/MEI/SIPA / IPA
    Politica Estera

    L’UE accoglie la tregua in Libano, Costa: “Deve essere attuata e verificata sul campo”

    17 Aprile 2026

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    Il presidente francese Emmanuel Macron, accompagnato dalla premier italiana Giorgia Meloni, dal primo ministro britannico Keir Starmer e dal cancelliere tedesco Friedrich Merz, arriva al Palazzo dell'Eliseo per una conferenza sull'iniziativa per la navigazione marittima nello Stretto di Hormuz il 17 aprile 2026 a Parigi, in Francia. Foto di Jeanne Accorsini/Pool/ABACAPRESS.COM. IPA Agency

    Hormuz riaperto, da Parigi i volenterosi pronti a missione pacifica

    di Giulia Torbidoni
    17 Aprile 2026

    Al vertice organizzato dai leader di Francia e Regno Unito, arriva e viene accolta con favore la notizia della riapertura...

    Seggi elettorali. Fonte: Sara Minelli via Imagoeconomica

    Dopo Ungheria, Bulgaria, Cipro, Svezia e Lettonia: le elezioni nell’UE nel 2026

    di Redazione eunewsit
    17 Aprile 2026

    Il centrodestra ad aprile 2026 guida 13 governi su 27, ai quali si aggiungono tre governi di destra (come quello di Giorgia Meloni...

    La commissaria europea al Mediterraneo, Dubravka Šuica, presenta il Patto Mediterraneo Piano d'Azione (17 aprile 2026). Fonte: EC - Audiovisual Service

    Trasformare le sfide attuali in opportunità: l’UE presenta il piano d’azione per il Mediterraneo

    di Annachiara Magenta annacmag
    17 Aprile 2026

    La commissaria per il Mediterraneo Dubravka Šuica ha illustrato oggi i tre pilastri fondamentali: persone ed educazione, economia, sicurezza e...

    Terroristi, fondamentalisti [foto: Carlo Carino/imagoeconomica, via IA]

    Il Medio Oriente preoccupa l’UE: “Occhi aperti sulla minaccia del terrorismo”

    di Emanuele Bonini emanuelebonini
    17 Aprile 2026

    Il tema al centro dell'agenda dei ministri degli Esteri. Prevista conversazione col premier libanese e possibile finestra per le sanzioni...

    • Editoriali
    • Eventi
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Rubens 19 - 20148 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione