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    Home » Politica » Merkel si accorda con Seehofer, salva il governo e penalizza l’Italia

    Merkel si accorda con Seehofer, salva il governo e penalizza l’Italia

    Tramite l'accordo, che prevede una rigida applicazione del regolamento di Dublino, i due hanno arginato il rischio della dissoluzione del governo tedesco a discapito delle posizioni italiane

    Caterina Tani</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/CTBRX" target="_blank">CTBRX</a> di Caterina Tani CTBRX
    3 Luglio 2018
    in Politica
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    Bruxelles – Il respingimento in Austria dei richiedenti asilo la cui domanda di protezione sia stata fatta in un altro Stato europeo e l’apertura di centri di transito per un rimpatrio immediato degli immigrati senza diritto all’accoglienza – i quali, se non dovessero venir accettati dal Paese d’origine, verrebbero comunque rispediti in Austria.

    Questo è il contenuto dell’accordo con il quale la cancelliera tedesca Angela Merkel e il ministro dell’Interno del suo governo Horst Seehofer hanno ricucito, la notte del 2 luglio, uno strappo che stava lacerando la grande coalizione tedesca e rischiava di mettere a repentaglio lo stesso governo.

    Una decisione che ha richiesto cinque ore di colloqui e che, se da un lato ha permesso di tenere insieme Cdu e Csu, dall’altro prevede un’applicazione molto rigida del trattato di Dublino, che va tutta a discapito dell’Italia – in controtendenza rispetto allo spirito, più conciliante, dimostrato dalla Germania all’ultimo vertice europeo.

    Ieri notte, dopo le estenuanti negoziazioni, Merkel ha parlato di un “buon compromesso” che, “limita i flussi secondari che minacciano Schengen”. “Dopo lunghe trattative tra la Cdu e la Csu ci siamo finalmente accordati su come sconfiggere l’immigrazione illegale nel futuro tra Germania e Austria” ha annunciato Seehofer, soddisfatto dal risultato.

    Il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker sembra prudentemente appoggiare l’intesa. “Non ho ancora studiato la proposta di Cdu e Csu  in dettaglio e ho chiesto al servizio giuridico della Commissione di esaminarlo. A prima vista sembra conforme alle norme dell’Unione, ma la studieremo più dettagliatamente”.

    .@JunckerEU “Have not yet studied #CDU/#CSU proposal in detail and have asked @EU_Commission legal service to look at it. At first sight, it looks in conformity with #EU law but we will study it in greater detail.” pic.twitter.com/ftodFU3ks0

    — Mina Andreeva (@Mina_Andreeva) July 3, 2018

    Il ministro degli Interni della Csu aveva minacciato le dimissioni durante il week-end, giudicando le conclusioni del Consiglio europeo concordate da Merkel troppo lassiste rispetto alla sua posizione. Da diverso tempo il ministro chiedeva  rimpatri di massa e respingimenti ai confini dei migranti già registrati altrove, ma Merkel non era stato in grado di accontentarlo per via, soprattutto, dell’ostruzionismo dell’Italia al vertice.

    E proprio l’Italia, dopo l’accordo di ieri, subisce una pesante batosta. Soprattutto per il terzo punto concordato, che stabilisce che se i Paesi di provenienza rifiutano di riprendersi i migranti respinti, “il respingimento avviene al confine con l’Austria, in base a un accordo con l’Austria”.

    I profughi provenienti dall’Italia, quindi, verrebbero bloccati direttamente al confine e non è chiaro come potrebbe reagire l’Austria – che sinora si è detta pronta a restituirli a Roma , che non sembrerebbe avere alcuna intenzione di riprenderseli. “Saremo obbligati ad adottare provvedimenti per evitare svantaggi per l’Austria e la sua popolazione”, ha sottolineato stamane il governo di Vienna in una nota, aggiungendo che sarebbe “pronta a prendere misure per proteggere” i suoi confini, in particolare quelli meridionali con l’Italia e la Slovenia.

    “Sono pronto già da domani a restituire i controlli al Brennero perché l’Italia ha solo da guadagnarci”, commenta il ministro dell’Interno Matteo Salvini, oggi a Monteroni d’Arbia (Siena), intervistato da Rainews24.

    Per quanto riguarda il resto invece, l’accordo prevede la creazione di “zone di transito” vicino ai confini, dove verrebbero portati i migranti che sono già registrati in Paesi europei con i quali la Germania ha accordi ad hoc, come la Spagna e la Grecia. Il tutto prevederebbe un espediente giuridico – simile a quello degli aeroporti – per evitare che chiunque metta piede in Germania abbia, secondo le leggi internazionali, comunque diritto alla richiesta di asilo.

    Tags: Angela MerkelaustriaCducommissione europeaCsudiritto d'asiloDublinogermaniagrande coalizionegreciaitaliaJean-Claude Junckermatteo salvinimigrantirichiedenti asiloSeehoferspagna

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