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    Home » Politica » Ecco la manovra ‘gialloverde’: quota 100, tagli alle pensioni d’oro e pace fiscale

    Ecco la manovra ‘gialloverde’: quota 100, tagli alle pensioni d’oro e pace fiscale

    Il Dpb indica lo scostamento del deficit di 1,6 punti, con la stima 2,4% nel 2019 rispetto a 0,8% del programma di stabilità e il percorso per il pareggio bilancio dal 2022

    Redazione</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/eunewsit" target="_blank">eunewsit</a> di Redazione eunewsit
    16 Ottobre 2018
    in Politica
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    Roma – La manovra alla prova dell’Europa, che esamina il Draft Budgetary Plan. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte rilancia la volontà di dialogo con Bruxelles e dice basta austerity, ora investimenti. Anche i suoi vice soddisfatti. Luigi Di Maio evidenzia che ora comincia una fase di interlocuzione con l’Europa, e sottolinea che non c’è una vittoria o sconfitta di Lega o M5s. Per l’altro vicepremier, Matteo Salvini, si tratta di “una manovra per gli italiani”.

    Il Dpb indica lo scostamento del deficit di 1,6 punti, con la stima 2,4% nel 2019 rispetto a 0,8% del programma di stabilità e il percorso per il pareggio bilancio dal 2022. Previste in tema pensioni quattro finestre l’anno per la quota 100, mentre arriva un aumento delle tasse per i premi assicurativi. Prorogato l’ecobonus, ma al 50%, per le ristrutturazioni e l’efficienza energetica. Borsa Milano avanza, lo spread cala.

    Niente clausole Iva per 12,5 miliardi  – Il primo impegno del contratto di governo è la sterilizzazione degli aumenti che scattano il primo gennaio 2019 (dal 10 all’11,5% per l’aliquota più bassa, dal 22 al 24% per quella più alta).

    Pensioni a quota 100 – Il superamento della legge Fornero è una misura che entrambe le forze di governo rivendicano. L’obiettivo è’ di garantire la possibilità di andare in pensione a chi tra età e contributi arriva a ‘quota 100′, probabilmente partendo dalla combinazione 62-38. Il costo e’ di 7 miliardi di euro e il meccanismo dovrebbe partire a febbraio.

    Reddito e pensioni di cittadinanza  – Per la bandiera del M5S servono 9 miliardi (di cui 2,6 da attingere dalle risorse già stanziate per il Rei) a cui aggiungere un ulteriore miliardo destinato al rafforzamento dei centri per l’impiego. L’attivazione vera e propria della misura scatterà nei primi tre mesi del 2019. L’assegno da 780 euro, secondo quanto annunciato finora, verrà caricato sul bancomat, con una sorta di monitoraggio degli acquisti. Il sostegno sarebbe garantito solo a patto di frequentare corsi di formazione e di prestare 8 ore a settimana di lavoro socialmente utile. Il reddito verrebbe meno dopo il rifiuto di tre offerte di lavoro, ma con una specifica “geografica”, con l’obiettivo di non penalizzare cioè chi non accetterà come prima offerta un’occupazione al di fuori della propria città o Regione.

    Pace fiscale al 20% con tetto a 100.000 euro – L’accordo raggiunto dopo un lungo braccio di ferro sul decreto fiscale collegato alla legge di bilancio stabilisce un’aliquota al 20% per sanare il pregresso di chi ha gia’ presentato la dichiarazione dei redditi. Sara’ prevista l’opzione di dichiarazione integrativa ma con la possibilita’ di far emergere fino ad un massimo del 30% in più rispetto alle somme già dichiarate e comunque con un tetto di 100.000 euro per periodo d’imposta. Per ridurre il contenzioso, si potranno inoltre sanare le liti con il fisco pagando senza sanzioni o interessi il 20% del non dichiarato in 5 anni in caso di vittoria del contribuente in secondo grado (o il 50% in caso di vittoria in primo grado). Allo stesso tempo, con la rottamazione ter delle cartelle Equitalia saranno cancellati sanzioni e interessi, dilazionando i pagamenti in 20 rate in 5 anni e arriveà lo stralcio delle minicartelle sotto mille euro accumulate dal 2000 al 2010.

    Dalle pensioni d’oro 1 miliardo in 3 anni – Il taglio delle pensioni sopra i 4.500 euro netti al mese nella parte di assegno non coperta dai contributi pagati portera’ nelle casse dello Stato un miliardo di euro nell’arco di un triennio. La precisazione temporale e’ arrivata dopo gli annunci di Luigi Di Maio.

    Flat tax per gli autonomi – Il forfait esiste già ed è al 15% per i professionisti con ricavi fino a 30.000 euro e per le altre categorie con ricavi fino a 50.000 euro. L’obiettivo è estendere la platea ad autonomi, Snc, Sas e Srl che optano per il regime di trasparenza con ricavi fino a 65.000 euro. Dai 65.000 ai 100.000 euro si pagherebbe un 5% addizionale. Le start up e le attività avviate dagli under35 godrebbero di un supersconto al 5%. Il costo e’ di circa 600 milioni il primo anno e di 1,7 miliardi a regime.

    Sgravi Ires, su utili reinvestiti taglio al 15% – L’aliquota al 24% scenderebbe di 9 punti sugli investimenti in ricerca e sviluppo, in macchinari e in assunzioni stabili. Il costo sarebbe di 1,5 miliardi di euro. Dovrebbero essere anche confermati gli ammortamenti di Industria 4.0.

    Gioco d’azzardo e sigarette – Nella manovra aumenta la tassazione sul gioco d’azzardo. Arrivano norme anche per chiudere il pregresso sulle sigarette elettroniche che negli obiettivi consentirebbe di salvaguardare migliaia di posti di lavoro nel settore.

    Addio sconti Ace e Iri – Per finanziare le agevolazioni fiscali alle imprese saranno abolite l’Ace, l’Aiuto alla crescita economica, e la mai nata imposta ridotta Iri, destinata al mondo delle Pmi e attesa dal primo gennaio 2019. Il recupero finanziario e’ di circa tre miliardi.

    7 miliardi di tagli, anche su immigrazione – Per legge i ministeri devono operare tagli per un miliardo l’anno. Lo sforzo richiesto potrebbe essere pero’ superiore, pari a 3-4 miliardi. Promesso un taglio di 1,3 miliardi in 3 anni sull’immigrazione, di cui 500 milioni nel 2019, derivanti, secondo Matteo Salvini, da minori sbarchi e dal taglio “dei famosi 35 euro al giorno”.

    Da investimenti spinta al Pil – Il capitolo investimenti è quello più gradito al ministro dell’Economia, Giovanni Tria. E’ previsto che valga lo 0,2 del Pil, pari a 3,5 miliardi. Oltre alle risorse finanziarie si punta a sbloccare gli investimenti a livello locale con uno sblocco dei bilanci dei Comuni (anche quelli in perdita) e con una revisione della soglia per gli appalti senza gara.

    Decreto taglia leggi, norme su Rc Auto – La novità è l’arrivo di un secondo decreto, che scorpora dal dl fiscale norme altrimenti non omogenee. Il dl rinominato “taglia scartoffie e leggi inutili” cancella oltre 100 adempimenti per le imprese” e ingloba misure per garantire una Rc auto “più equa”; per sancire l’incompatibilità tra ruolo di governatore regionale e commissario alla sanita’ “per non avere più casi De Luca”; per bloccare i pignoramenti della casa per chi ha crediti verso la P.a. (norma Bramini) e per bloccare “i medici furbetti che aumentano la lista di attesa per l’intramoenia”.

    Tags: commissione europeaDbpgiuseppe conteitaliaLuigi Di Maiomanovra economicamatteo salvini

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