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    Home » Politica » Moscovici: Spero che da oggi in Italia si smetta di fare caricature della Commissione europea

    Moscovici: Spero che da oggi in Italia si smetta di fare caricature della Commissione europea

    "Ora abbiamo gli elementi necessari per evitare l'apertura di una procedura per disavanzo eccessivo basata sul debito nei confronti dell'Italia e ne sono lieto". Il testo del discorso del commissario dopo l'accordo con Roma

    Redazione</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/eunewsit" target="_blank">eunewsit</a> di Redazione eunewsit
    19 Dicembre 2018
    in Politica
    Pierre Moscovici

    Pierre Moscovici

    Bruxelles – Ecco il testo integrale del discorso pronunciato oggi dal commissarie europeo agli Affari economici Pierre Moscovici a proposito dell’accordo raggiunto con il governo italiano sulla manovra. “L’accordo raggiunto oggi mostra in modo inequivocabile che la Commissione europea non è il nemico del popolo italiano – ha detto tra l’altro Moscovici -, che non siamo una macchina fatta di insensibili burocrati, che impongono austerità e negano la democrazia. Spero che dopo oggi possiamo andare oltre queste caricature”.

    Il testo del discorso:

    Valdis ha presentato i diversi elementi del pacchetto che abbiamo concordato con le autorità italiane, dopo diverse settimane di difficili trattative e condivido totalmente la sua analisi, l’abbiamo condivisa in ogni momento con sfumature, domande, riserve che potevano essere presentate. Ma voglio, al di là di ciò che ha detto, trarre tre lezioni politiche e generali su questo accordo.

    In primo luogo, sostanzialmente, sul metodo, questo accordo è la vittoria del dialogo politico che la Commissione ha sempre favorito rispetto allo scontro. Alcuni potrebbero aver voluto una crisi. Noi volevamo una soluzione. Alcuni avrebbero voluto indicare l’Europa e la Commissione come tecnocrati. Al contrario, volevamo dimostrare di poter fornire risposte. E abbiamo condotto discussioni politiche al più alto livello, a Roma, a Bruxelles, a Buenos Aires, con il primo ministro Conte, che presenta questo accordo in parallelo in Senato, con il ministro Tria, con gli attori economici del paese. Un dibattito è stato aperto. Tutti erano in grado di presentare le loro posizioni, ognuno era in grado di spiegare le proprie opinioni. Abbiamo confrontato le cifre e finalmente siamo riusciti a convergere su parametri comuni. C’è voluto molto tempo e ci voleva molta energia. Ma, alla fine, credo che l’intelligenza e il senso dell’interesse generale, quello dell’Unione europea, quello della zona euro e quello italiano abbiano prevalso e permettetemi di essere felice.

    Vorrei aggiungere che gli Stati membri hanno apprezzato il nostro impegno a sostenere il Patto, e che la Commissione europea ha apprezzato in cambio il sostegno che ci hanno dato perché in questa discussione il coinvolgimento dell’Eurogruppo, di tutti i ministri sono stati estremamente utili e importanti.

    Oggi abbiamo gli elementi necessari per evitare l’apertura di una procedura per disavanzo eccessivo basata sul debito nei confronti dell’Italia e ne sono lieto.

    Seconda lezione: questo accordo è anche una forte dimostrazione del fatto che le nostre regole di bilancio funzionano e che forniscono un quadro indispensabile per il dialogo, ma anche e soprattutto per ripristinare la solidità di bilancio. La mia profonda convinzione, che è confermata oggi, è che le nostre regole funzionano meglio quando sono applicate in uno spirito costruttivo e non in una logica disciplinare. Quando incitano invece di punire. Quando sono dissuasive e non punitive. Quando sono flessibili e intelligenti, non rigide e meccaniche e oggi, ancora una volta, dimostriamo che le nostre regole sono compatibili con le scelte democratiche, sono compatibili con i cambiamenti politici che noi non commentiamo, apprezziamo, giudichiamo. Ma scelte democratiche e politiche devono a loro volta rispettare le regole del gioco comune, per difendere il nostro bene comune che è l’euro. Il terzo insegnamento è che questo rispetto delle norme fatto con l’intelligenza necessaria si riflette nell’accordo sia sulle misure proposte, sia sulle singole misure, sulle spese ammissibili per la clausola per circostanze eccezionali.

    Abbiamo ottenuto, e lo voglio dire, un progetto di bilancio che non mostra più un deconsolidamento di bilancio. E per apprezzare l’accordo, credo che dobbiamo ancora misurare i progressi compiuti dalla presentazione del primo progetto di bilancio da parte del governo italiano e dal nostro parere del 21 novembre. In realtà, questo percorso è ancora molto importante. Ricordo che lo scorso settembre e nei progetti di bilancio ricevuti ad ottobre e novembre, il governo inizialmente aveva proposto di allargare il deficit strutturale in proporzioni senza precedenti. Questo è ciò che ha giustificato il nostro approccio. Era 0.8 punti nei documenti del governo italiano; era 1,2 punti nelle nostre previsioni economiche autunnali.

    E oggi, sulla base di una metodologia comune, questo deterioramento si riduce a zero! Permette comunque di vedere che il dialogo non era, come ho detto, solo forma, ma era estremamente sostanziale.

    Questo accordo si basa innanzitutto sulla revisione dell’ipotesi di crescita delle autorità italiane dall’1,5% di settembre all’1,0% di oggi. Ricorderete che l’ipotesi iniziale non era stata convalidata dall’Ufficio parlamentare di bilancio, contrariamente alle disposizioni europee. Con la prospettiva di una convalida, proprio da questo Ufficio di bilancio, questo segna anche un ritorno al metodo comune, e anche, si deve dire, a un maggiore realismo economico perché l’1% corrisponde molto più al alle stime di tutte le istituzioni internazionali rispetto al precedente 1,5%. E questo ritorno è, credo, assolutamente benvenuto.

    Vorrei aggiungere che i 9 miliardi di misure presentate dalle autorità italiane e la flessibilità concessa dalla Commissione in circostanze eccezionali costituiscono un pacchetto coerente, sia di bilancio che politico, e non dimentichiamo che i 2 miliardi congelati a questo riguardo sono un’assicurazione aggiuntiva. Spetta ora al governo italiano presentare i propri elementi al Parlamento italiano, che deciderà sovranamente. Per quanto ci riguarda, come ha detto Valdis Dombrovskis e questo è stato lo spirito della discussione in Commissione questa mattina, rimaniamo vigili e proseguiremo un dialogo che è approfondito ma sempre costruttivo.

    Questo è stato un anno difficile per molte persone in Italia, con il crollo del Ponte Morandi a Genova e le devastanti tempeste e alluvioni che hanno rapito così tante vite. Sono lieto che siamo stati in grado di confermare la possibilità di considerare tutto questo come eccezionale e di scomputare dalla nostra valutazione dello sforzo strutturale le spese previste per migliorare la sicurezza delle infrastrutture stradali e proteggere le comunità dal rischio di inondazioni.

    In breve, l’accordo raggiunto oggi mostra in modo inequivocabile che la Commissione europea non è il nemico del popolo italiano, che non siamo una macchina fatta di insensibili burocrati, che impongono austerità e negano la democrazia. Spero che dopo oggi possiamo andare oltre queste caricature.

    E spero che oggi possiamo anche mettere a tacere ogni dubbio sul ruolo dell’Italia in Europa e nel cuore dell’area dell’euro, che emerge rafforzato da questo risultato positivo.

    Tags: accordodiscorsomanovraPierre Moscovicitesto

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