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    Home » Politica » Schiaffo a von der Leyen e Macron, il Parlamento UE boccia Goulard

    Schiaffo a von der Leyen e Macron, il Parlamento UE boccia Goulard

    La candidata commissaria della Francia non riceve la fiducia. E' la terza bocciatura per Ursula von der Leyen. Ora Parigi dovrà presentare un nuovo nome. A rischio l'entrata in funzione del nuovo comunitario nei tempi previsti, anche per via della crisi di governo in Romania. I liberali furiosi

    Emanuele Bonini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/emanuelebonini" target="_blank">emanuelebonini</a> di Emanuele Bonini emanuelebonini
    10 Ottobre 2019
    in Politica
    Sylvie Goulard

    Sylvie Goulard

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    Bruxelles – Il Parlamento nega la fiducia a Sylvie Goulard. La francese non sarà commissario per Mercato interno, industria e difesa come immaginato dalla presidente eletta della Commissione europea, Ursula von der Leyen. Il voto delle commissioni Industria e Mercato interno riunite è uno schiaffo alla tedesca, ma lo è ancor di più per il presidente francese, Emmanuel Macron. Goulard non ha convinto. Non ha saputo fugare i dubbi dei parlamentari europei, che le hanno fatto pesare le consulenze esterne al think tank statunitense Berggruen e i carichi pendenti con la giustizia.

    L’esito finale era annunciato. La precedente audizione di una settimana fa aveva già lasciato intendere che i parlamentari non avrebbero soprasseduto. Così è stato. Hanno tenuto sulle spine la candidata e i loro ‘sponsor’, von der Leyen e Macron, fino all’ultimo prima di dare il benservito. Il rinvio a nuove domande a cui rispondere per iscritto, poi la seconda audizione, oggi. Una maggioranza dei due terzi dei coordinatori che non è arrivata, e allora il voto segreto, a maggioranza semplice di tutti i membri delle due commissioni parlamentari. Il risultato rischia di provocare un terremoto politico: 82 voti contrari, 29 voti favorevoli, 1 astenuto sui 112 presenti che hanno espresso il voto.

    Emmanuel Macron è su tutte le furie: “Mi sono battuto per un portafoglio, ho proposto tre nomi. Mi  hanno detto ‘il vostro nome e’ formidabile, lo prendiamo’, e alla fine, mi dicono ‘non lo vogliamo piu’. Bisogna che mi spieghino”, ha detto durante una vista a Lione.

    Una bocciatura chiara, che vede i popolari (PPE) andare contro gli alleati liberali (RE). Dei 29 voti favorevoli 15 sono del gruppo liberale, gli altri, appena 14, sono pochi, troppo pochi. Ma che tutti si stessero sfilando è apparso chiaro al momento del nuovo confronto in Aula. Verdi, Sinistra radicale (GUE), sovranisti (ID) hanno rinfacciato a Goulard di non essere credibile, e lo stesso hanno fatto gli esponenti del PPE che hanno preso la parola. Defezioni anche nel gruppo dei socialdemocratici (S&D). Hanno votato contro i francesi. “Ci siamo espressi sulle posizioni politiche di Goulard, artefice dell’austerità in Europa già quand’era europarlamentare”. C’è stata dunque una convergenza sul ‘no’ a Goulard, che ha messo d’accordo maggioranza e opposizione.

    “Rimane la questione etica”, ammette il co-presidente del gruppo dei Verdi, Philippe Lamberts, al termine del voto delle commissioni Industria e Mercato interno che ha bocciato Goulard. E’ su questo che è stato espresso il voto di sfiducia. In Parlamento si riconosce che Goulard è persona capace e che sarebbe anche una persona competente per il ruolo che le era stato prefigurato, ma la sua posizione è quello che non le è stato perdonato. Votarla sarebbe stato insostenibile per la reputazione del Parlamento.

    Je prends acte de la décision du Parlement européen, dans le respect de la démocratie. Je remercie le Président de la République et Ursula von der Leyen pour leur confiance et tous les députés qui ont voté pour moi.

    — Sylvie Goulard (@GoulardSylvie) October 10, 2019

    Goulard accetta il verdetto, ringrazia von der Leyden e Macron per la fiducia che almeno loro le hanno riconosciuto. Ora il Parlamento invierà una lettera alla presidente eletta della Commissione europea per chiedere di conferire con il presidente francese al fine di avere un nuovo nome. Nome che sembra essere pronto. Florence Parly, un’altra donna, ministro della Difesa. Una figura che calzerebbe per il portafoglio chiesto e ottenuto dalla Francia. Un nome che era già nella rosa dei papabili di Macron, che però alla fine di agosto ha preferito puntare su Goulard. Sbagliando. Perché la personalità, per quanto competente, era attaccabile e per questo debole. Il presidente francese non l’ha capito, o forse ha sottovalutato il Parlamento europeo. Lo stesso discorso vale per von der Leyen, che avrebbe dovuto evitare questo voto. Ora il suo prestigio è ancora più incrinato.

    La squadra dei commissari europei proposta dalla presidente eletta della Commissione, Ursula von der Leyen. Il Parlamento europeo ha negato la fiducia a tre membri

    La bocciatura di Goulard rischia di incidere negativamente sull’entrata in funzione della Commissione europea. I tempi ci sono, ma sono stretti. L’audizione del nuovo candidato francese potrebbe avere luogo la prossima settimana (14 o 15 ottobre), o addirittura a Strasburgo, in tempo utile per il voto del 23 previsto in plenaria. Sempre che l’agenda non venga stravolta. Perché nel frattempo in Romania è caduto il governo, e Bucarest deve ancora indicare il suo candidato dopo che quello originario è stato bocciato. Anche qui per mancanze di von der Leyen.

    La tedesca adesso dovrà fare i conti con il suo avvio disastroso, e su un’alleanza popolari-socialdemocratici-liberali piuttosto scricchiolante. Macron e il gruppo RE sono costretti a incassare il colpo, ma potrebbero presto presentare il conto. In Parlamento è già aria da resa di scontri e resa dei conti. Renew Europe, nella nota diffusa dopo la bocciatura, denuncia la valutazione politica fatta di Goulard, invitando tutti i gruppi filo-europei in parlamento “a riflettere profondamente sul modo in cui le audizioni sono state condotte finora”. E sfiducia i parlamentari. “Abbiamo già proposto l’istituzione di un organo indipendente per indagare sull’integrità dei Commissari, designato per dare un giudizio indipendente e non di parte politico di cui abbiamo assistito oggi”.

    Tags: bocciatacommissione europeadifesaEmmanuel Macronindustriamercato internoparlamento europeoSylvie Goulardueursula von der leyen

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