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    Home » Cronaca » Gli eurodeputati italiani chiedono all’UE etichette alimentari uguali per tutti

    Gli eurodeputati italiani chiedono all’UE etichette alimentari uguali per tutti

    Un interrogazione "unitaria" alla Commissione europea promossa da De Castro e Dorfmann. Il plauso delle associazioni

    Perla Ressese di Perla Ressese
    16 Dicembre 2019
    in Cronaca
    Una donna controlla le informazioni sul cibo specificate sulla confezione [foto: archivio]

    Una donna controlla le informazioni sul cibo specificate sulla confezione [foto: archivio]

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    Bruxelles – “Non è più il tempo delle esitazioni, delle ipotesi, delle sperimentazioni. Le etichette che troviamo sugli imballaggi degli alimenti devono essere armonizzate con norme uguali per tutti in Europa. Noi siamo sempre stati chiari, vogliamo un sistema che informi i consumatori senza condizionarne le scelte di acquisto”. E’ il fulcro dell’interrogazione scritta inviata alla Commissione europea, su iniziativa di Paolo De Castro e Herbert Dorfmann, rispettivamente coordinatori S&D e PPE alla commissione Agricoltura del Parlamento europeo. Il testo, informa una nota, è stato sottoscritto trasversalmente da altri 19 europarlamentari italiani delle commissioni competenti, vale a dire Agricoltura, Ambiente, Mercato interno e protezione dei consumatori.

    “L’azione non coordinata verso gli obiettivi fondamentali di sicurezza alimentare, trasparenza e protezione dei consumatori – si legge nell’interrogazione – ha portato alla proliferazione di sistemi di etichettatura che stanno frammentando il mercato unico europeo”. La conseguenza: “I consumatori si trovano ad affrontare schemi di etichettatura di origine e nutrizionali diversificati e incoerenti tra i diversi Stati membri, a volte persino imposti dai rivenditori”. “Senza contare – proseguono gli eurodeputati – che i sistemi di etichettatura attualmente applicati in Stati membri come Francia e Regno Unito influenzano e fuorviano le scelte dei consumatori, senza fornire informazioni esaustive e specifiche sui nutrienti, sulla base delle assunzioni giornaliere di riferimento per un consumatore medio”.

    Gli europarlamentari che hanno sottoscritto l’interrogazione incitano quindi la Commissione europea ad agire, “cercando un ampio consenso nella comunità scientifica  dell’Ue, e coinvolgendo l’Efsa”. Non possiamo più accettare che una bibita light venga spacciata per migliore rispetto a un succo di arance rosse – concludono De Castro e Dorfmann – E’ stata da sempre una nostra battaglia la regolamentazione dell’etichettatura a livello europeo. Ne hanno più che mai bisogno i nostri produttori, consumatori e l’intero settore agroalimentare europeo”.

    Intanto 1,1 milioni di firme sono state raccolte in Europa su iniziativa della Coldiretti per spingere la Commissione Ue ad assicurare la trasparenza dell’informazione sui cibi in tutta l’Unione Europea dove con il regolamento 775/2018 rischiano di entrare in vigore nell’aprile 2020 norme fortemente ingannevoli per i consumatori. E’ quanto afferma il presidente della Ettore Prandini nell’esprimere “apprezzamento la richiesta del Ministro delle Politiche Agricole Teresa Bellanova di far slittare di un anno l’entrata in vigore della normativa che rappresenterebbe di fatto un pericoloso passo indietro rispetto ai decreti varati in Italia per garantire la trasparenza dell’informazione ai consumatori”.

    L’Unione Europea – ricorda Coldiretti – ha avuto sinora “un atteggiamento incerto e contradditorio, obbligando a indicare l’origine in etichetta per le uova ma non per gli ovoprodotti, per la carne fresca ma non per i salumi, per la frutta fresca ma non per i succhi e le marmellate, per il miele ma non per lo zucchero”. A livello comunitario – conclude la Coldiretti – il percorso di trasparenza è iniziato dalla carne bovina dopo l’emergenza mucca pazza nel 2002, mentre dal 2003 è d’obbligo indicare varietà, qualità e provenienza nell’ortofrutta fresca. Dal primo gennaio 2004 c’è il codice di identificazione per le uova e, a partire dal primo agosto 2004, l’obbligo di indicare in etichetta il Paese di origine in cui il miele è stato raccolto, mentre la Commissione Europea ha recentemente specificato che l’indicazione dell’origine è obbligatoria anche su funghi e tartufi spontanei.

    “Sull’etichettatura degli alimenti non si può continuare a procedere in Europa in ordine sparso. Bruxelles deve adottare un sistema comune di classificazione degli alimenti, basato esclusivamente sulle più rigorose valutazioni scientifiche”, ha detto il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti, in merito all’iniziativa degli europarlamentari e del ministro Teresa Bellanova.  “Accogliamo con favore e diamo piena adesione all’interrogazione europarlamentare di Dorfmann, De Castro ed altri 19 eurodeputati italiani su un sistema di etichettatura europeo ‘che informi i consumatori senza condizionarne le scelte di acquisto’. Plauso – continua Giansanti – anche per le dichiarazioni del ministro per le Politiche agricole Bellanova al Consiglio agricolo che boccia le etichette a semaforo. L’Italia fa bene a far sentire la sua voce e a sollecitare una normativa europea univoca e non fuorviante”.

    L’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Daniela Rondinelli, che ha firmato l’interrogazione, afferma che “all’Europa serve un sistema di etichettatura univoco e coordinato che sia validato dalla comunità scientifica, con il coinvolgimento dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare. Sul cibo, così come avvenuto in passato con altre questioni importanti come il
    riconoscimento del diritto all’acqua pubblica, i cittadini europei non accettano compromessi e fanno sentire chiaramente la loro voce. Lo dimostra chiaramente l’iniziativa dei cittadini europei promossa da Coldiretti e da tante altre organizzazioni del settore a livello europeo”.

    Tags: alimentaricoldirettiConfagricolturaDaniela RondinelliefsaetichetteNutriscoreparlamento europeosemaforo

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