- L'Europa come non l'avete mai letta -
mercoledì, 4 Novembre 2026
No Result
View All Result
  • en ENG
  • it ITA
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Salute
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Net & Tech
    • Sport
  • Le Newsletter di Eunews
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Editoriali » Le sanzioni depotenziate

    Le sanzioni depotenziate

    Lorenzo Robustelli</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@LRobustelli" target="_blank">@LRobustelli</a> di Lorenzo Robustelli @LRobustelli
    23 Febbraio 2022
    in Editoriali
    Sanzioni Ue Russia

    Vladimir Putin

    L’Occidente, compatto, ha varato ieri il primo pacchetto di sanzioni contro la Russia come ritorsione per l’invasione dell’Ucraina. È stato un importante momento di unità, un messaggio forte contro l’uomo forte di Mosca, che a qualcuno costa anche tanto, come alla Germania che ha rinunciato a mettere in funzione il gasdotto Nord Stream 2.

    Il pacchetto di sanzioni è pesante, ed è solo una prima razione, ne seguiranno altre, che saranno cadenzate dalla eventuale escalation militare della Russia.

    Però non saranno un deterrente, e dunque rischiano di essere inutilmente penalizzanti per l’economia europea e per i cittadini russi, vittime delle mire espansionistiche del loro presidente.

    Non saranno un deterrente perché dagli Stati Uniti, dalla Germania, dall’Italia, si è già detto fino a dove potranno arrivare, si è detto qual è la linea rossa oltre la quale le potenze europee non andranno, e dunque Vladimir Putin sa bene, già dall’inizio della sua campagna di invasione, qual è il prezzo che dovrà pagare, e può dunque considerare, con grande precisione, i pro e i contro della sua azione.

    È una tesi che sosteniamo da tempo, nella quale ci sentiamo rafforzati dalle parole di Ian Bond, direttore per la politica estera del Centre for European Reform, ed ex diplomatico britannico. Lo studioso sul Guardian scrive che “la deterrenza sarà impossibile […]  se i leader continueranno a dire a Putin cosa non sono disposti a fare, o se aumenteranno la pressione su di lui così lentamente che potrà sempre adattarsi”. E gli esempi sono lì, in chiaro, davanti a tutti noi: il presidente statunitense, Joe Biden, ha annunciato che non invierà i suoi militari a combattere in Ucraina (così come hanno chiarito di non voler fare gli alleati); la ministra degli Esteri tedesca, Annalena Baerbock, ha espresso riserve sul taglio della Russia dal sistema di pagamenti globali Swift; il presidente del Consiglio italiano, Mario Draghi, ha chiesto che le sanzioni non colpiscano le importazioni di gas dalla Russia; l’UE, gli Stati Uniti e il Regno Unito hanno già indicato che è improbabile che il riconoscimento delle “repubbliche popolari” e il successivo dispiegamento di truppe russe nei confini ucraini inneschi sanzioni economiche su vasta scala.

    Che l’Occidente voglia usare una “proporzionalità” nella sua risposta è comprensibile, è anche giusto se serve ad evitare scontri a fuoco tra eserciti, ma scoprire le proprie armi è una posizione negoziale ovviamente perdente, soprattutto nei confronti di un’uomo che non si è mai fatto problemi nel mandare a morire decine di migliaia di soldati, ad esempio, in Cecenia.

    E l’Ucraina è un obiettivo probabilmente più importante della tenuta della Cecenia, e dunque Putin è pronto a spendere fiumi di soldi per finanziare l’invasione e a sopportare anche notevoli perdite umane. Tutto questo nonostante la Russia sia un Paese “povero”, con un PIL simile a quello spagnolo (notevolmente più basso di quello italiano) ma con ben oltre il triplo degli abitanti, in un territorio straordinariamente più grande, e un’operazione militare del genere significherebbe imporre ai propri cittadini straordinari sacrifici, anche se probabilmente non condivisi.

    In un discutibile tweet di ieri sera (poi cancellato) l’alto rappresentante UE per la politiche Estera, Josep Borrell, ha spiegato che grazie a queste prime sanzioni gli oligarchi amici di Putin (ma quanti ne sono rimasti?) non potranno più andare per negozi a Milano o a comprare diamanti ad Anversa. Probabilmente Putin ha già perso l’appoggio di tante di queste persone, e di certo non sono gli approvvigionamenti di vestiti alla moda che lo preoccupano. Forse si soffermerebbe un momento di più a riflettere se capisse che continuando l’invasione non venderà più gas e che si troverà di fronte i carri armati delle nazioni NATO, e non i deboli mezzi che ha il pur coraggioso esercito ucraino.

    Tags: russiasanzioniukraine

    Ti potrebbe piacere anche

    Bandiere dell'Ucraina e dell'UE sventolano a Palazzo Berlaymont. Crediti: Commissione europea
    Politica Estera

    Vertice a Bruxelles tra europei, USA, NATO e Banca mondiale sulla ricostruzione dell’Ucraina

    3 Novembre 2026
    L'ambasciatore degli Stati Uniti presso le Nazioni Unite, Mike Waltz, ha espresso rammarico per il veto della Russia alla risoluzione. Source: Imagoeconomica
    Le Brevi

    Sahara: veto della Russia alla risoluzione USA, il Marocco saluta la fine della MINURSO

    2 Novembre 2026
    Pipeline. Photo de Wolfgang Weisersur Unsplash
    Energia

    Un europeo su tre dice sì al gas russo, ma solo a guerra finita: i dati di Polling Europe Euroscope

    27 Ottobre 2026
    Palazzo Europa. Crediti: Consiglio dell'Unione europea
    Le Brevi

    Il Consiglio UE rinnova le sanzioni a ISIL/Da’esh e Al-Qaeda fino al 31 ottobre 2027

    26 Ottobre 2026
    Camion di Gazprom per forniture di energia e prodotti energetici [foto: imagoeconomica]
    Energia

    La Slovacchia rompe con l’UE e discute di nuove forniture di energia da Mosca. L’Ungheria si accoda

    22 Ottobre 2026
    ll presidente della sezione NAT del CESE, Stoyan Tchoukanov. Crediti: CESE
    Agrifood

    INTERVISTA / Stoyan Tchoukanov (CESE): “Necessario un coordinamento globale per rafforzare la sicurezza alimentare”

    20 Ottobre 2026
    Il prossimo anno ci saranno almeno 13 grandi elezioni in Europa

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    Il commissario europeo all'Agricoltura, Christophe Hansen, con il ministro dell'Agricoltura, Francesco Lollobrigida. Foto d'archivio. Source: Imagoeconomica

    Lollobrigida scrive ad Hansen: “Non trasformare le nostre indicazioni geografiche (IIGG) in denominazioni generiche”

    di Redazione eunewsit
    3 Novembre 2026

    Bruxelles - Il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, ha scritto una lettera al commissario europeo...

    Metsola sulle donne in politica: "Non è un divario di ambizione, ma di leadership" - Sberna e Parlamento europeo

    Metsola: “Abbiamo bisogno di più donne in politica che prendano decisioni”

    di Annachiara Magenta annacmag
    3 Novembre 2026

    Inizia la settimana del Parlamento europeo dedicata alla parità di genere, un appuntamento che, arrivato alla settima edizione, quest’anno mette...

    Crediti: Alba Calbetó via Unsplash

    CESE: “Più politica dal basso contro il disimpegno dei cittadini, l’estrema destra e la polarizzazione”

    di Iolanda Cuomo
    3 Novembre 2026

    Bruxelles - Le associazioni locali, le iniziative comunitarie e il volontariato devono svolgere un ruolo più incisivo nel rafforzamento della...

    Manifestazione Rom e Sinti a Montecitorio. Crediti: Valerio Portelli via Imagoeconomica

    Migliorano i diritti dei Rom nell’UE, ma serve altro lavoro. In Italia calo “significativo” di chi vive nei campi nomadi

    di Iolanda Cuomo
    3 Novembre 2026

    Bruxelles - Progressi nell'ambito dell'occupazione, dell'istruzione e la cura della prima infanzia: la Commissione europea ha pubblicato oggi (3 novembre)...

    • Editoriali
    • Eventi
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Savona 127/B, 20144 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • en ENG
    • it ITA
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • en ENG
    • it ITA
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione