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    Home » Cronaca » Il mercato illecito delle sigarette costa ai governi Ue oltre 11 miliardi di euro. L’Italia si conferma ‘best practice’

    Il mercato illecito delle sigarette costa ai governi Ue oltre 11 miliardi di euro. L’Italia si conferma ‘best practice’

    Philip Morris International (PMI) lancia un allarme sui crescenti tassi di consumo illecito di sigarette nell'Unione Europea che stanno privando i governi di miliardi di entrate fiscali e mettendo a repentaglio le politiche di controllo del tabacco

    Perla Ressese di Perla Ressese
    11 Luglio 2023
    in Cronaca
    sigarette

    Bruxelles – Quasi 36 miliardi di sigarette illegali sono state consumate nell’Unione europea nel 2022, con una perdita per i governi stimata di 11,3 miliardi di euro di entrate fiscali, ovvero l’8,5 per cento in più rispetto all’anno prima. E’ il quadro delineato dal rapporto annuale KPMG relativo al 2022 sul consumo illecito di sigarette in UE, Regno Unito, Norvegia, Svizzera, Moldavia e Ucraina, commissionato da Philip Morris International (PMI), secondo cui la crescita del mercato illecito nell’Ue di sigarette è stata in parte guidata dal continuo aumento del consumo di prodotti contraffatti, che ha raggiunto il livello più alto mai registrato. La Francia, secondo lo studio, rimane il maggiore mercato per consumo di prodotti contraffatti (61,5%), mentre l’Italia conferma di essere una best practice con una quota di illecito sostanzialmente invariata al 2,3% del consumo nazionale e con volumi di sigarette illecite, pari a 1,4 miliardi di sigarette, praticamente invariati rispetto al 2021.

    Philip Morris International (PMI) ha lanciato un allarme sui crescenti tassi di consumo illecito di sigarette nell’Ue e invita i governi a rivalutare le scelte politiche che possono contribuire alla crescita del mercato illecito e a prendere in considerazione approcci innovativi che possano contribuire ad allontanare milioni di persone dal fumo. “Politiche efficaci, calendari fiscali, sanzioni dissuasive e un’applicazione efficace della legge stanno consentendo a diversi Stati membri dell’Ue di registrare un calo del consumo di sigarette illecite”, ha dichiarato Massimo Andolina, Presidente Regione Europea di Philip Morris International. “In altri Paesi si assiste purtroppo allo spostamento del mercato legale verso quello gestito dalle reti criminali, che testimoniano il fallimento di aumenti sproporzionati delle tasse e di quadri normativi che non contemplano il principio della differenziazione del rischio”. Il rapporto – prosegue Andolina – dovrebbe servire “da campanello dall’allarme per i regolatori e i policy makers dell’Ue aiutandoli a comprendere che milioni di consumatori si affidano al mercato nero per continuare a fumare”.

    Secondo il rapporto, le organizzazioni criminali concentrano le loro attività negli Stati membri più tassati e con prezzi più alti, ottenendo così maggiori profitti. Paesi come il Belgio, la Danimarca, la Francia e la Germania stanno assistendo a un aumento dei sequestri di sigarette e delle ispezioni che coinvolgono operazioni di produzione clandestina. Come osserva Gregoire Verdeaux, vicepresidente per le Relazioni Esterne di PMI diversi Paesi non sono disposti ad accogliere l’innovazione e a rendere disponibili alternative migliori alle sigarette per i fumatori adulti che altrimenti continuerebbero a fumare, e continuano a fare affidamento su politiche che hanno contribuito all’attuale stato del commercio illegale. Il costo di ignorare l’impatto negativo delle sigarette illecite sui fumatori adulti e sulla salute pubblica è troppo alto per poter chiudere un occhio”, ha dichiarato. “Il mercato delle sigarette contraffatte è diventato un vero e proprio problema, poiché vengono prodotte, distribuite, vendute e consumate nei Paesi dell’Unione europea, compromettendo gli sforzi per ridurre ed eliminare il fumo di sigaretta, oltre che il conseguimento degli obiettivi di salute pubblica in generale”.

    Nonostante l’aumento complessivo del consumo illecito, il rapporto osservche la maggior parte dei Paesi membri dell’Ue – 21 su 27 – ha registrato una quota stabile o in calo del consumo illecito di sigarette nel 2022. Escludendo la Francia, il consumo illecito complessivo nei restanti mercati oggetto dello studio è diminuito del 7,5 per cento, in gran parte in Grecia, Paesi Bassi, Portogallo e Romania. In particolare, in Paesi come la Polonia e la Romania, il consumo illecito ha raggiunto l’incidenza più bassa mai registrata da quando KPMG ha iniziato a pubblicare i suoi studi annuali.

    Per la prima volta anche Moldavia e Ucraina sono state incluse nel rapporto KPMG. Secondo i risultati del 2022, l’Ucraina è il secondo mercato europeo per consumo illecito di sigarette, con 7,4 miliardi di sigarette, dopo i 16,9 miliardi della Francia. La quota di sigarette illecite in Ucraina ha seguito un trend crescente dal 2018: nel 2022, una sigaretta su cinque proviene dal mercato illecito. Il terzo mercato illecito in Europa è il Regno Unito, con 5,9 miliardi di sigarette illecite, in aumento dal 2020.

    “In questo periodo di difficoltà economica, con l’inflazione che mette ulteriormente sotto pressione il potere d’acquisto dei consumatori, abbiamo bisogno di una solida applicazione della legge, di approcci normativi articolati e di politiche lungimiranti che possano contribuire a migliorare la vita di milioni di adulti che continuano a fumare”, ha sottolineato Verdeaux. “Questo include l’adozione di politiche differenziate per le alternative alle sigarette – compreso il relativo accesso alle informazioni – e i prodotti senza combustione, in modo che siano disponibili e accessibili a tutti. Nessuno dovrebbe essere lasciato indietro”.

    Contenuto redatto in collaborazione con Philip Morris Italia

    Tags: pacchetti sigarettePhilip Morris Internationalpmi

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