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    Home » Cronaca » Israele, alto stato di allerta nell’Unione europea per la sicurezza della comunità ebraica

    Israele, alto stato di allerta nell’Unione europea per la sicurezza della comunità ebraica

    Italia, Francia, Germania, Belgio e Spagna dispiegano esercito e polizia per vigilare su sinagoghe e scuole ebraiche. Il ministero degli esteri italiano ai connazionali: "Rinviate gli spostamenti non strettamente necessari"

    Marta Di Donfrancesco</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@Marta_DD95" target="_blank">@Marta_DD95</a> di Marta Di Donfrancesco @Marta_DD95
    9 Ottobre 2023
    in Cronaca
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    Bruxelles – È allarme sicurezza per sinagoghe e scuole ebraiche. Non solo in Israele, ma anche nei Paesi dell’Unione europea, dove l’attacco di Hamas all’alba del 7 ottobre ha innalzato lo stato di allerta. Sicurezza particolarmente alta in Italia, anche in assenza di informative specifiche su possibili attività terroristiche sul territorio nazionale, dove la capitale ospita una grande comunità ebraica. Prefetti e questori hanno ricevuto indicazioni anche a Roma, la città più attenzionata del Paese, dove oltre alla Santa sede si trovano le ambasciate, la sinagoga e il ghetto ebraico (tra i più antichi al mondo). In questi luoghi è stata disposta un’attenta vigilanza giorno e notte, che rimarrà probabilmante almeno fino al 16 ottobre. Data non causale: il prossimo lunedì sarà l’80esimo anniversario del rastrellamento del ghetto di Roma, durante il quale, nel 1943, i nazisti prelevarono 1.024 persone per deportarle nel campo di sterminio di Auschwitz. L’allarme sicurezza tocca poi anche altre città italiane. A Napoli, ad esempio, luoghi di culto come la sinagoga e altri frequentati dalla comunità ebraica sono monitorati da appositi servizi di monitoraggio della Digos, oltre che dall’esercito italiano. Attenzione alta anche a Milano, dove sono state alzate le misure di sicurezza del Memoriale della Shoah, della scuola ebraica e della Sinagoga. “Evitare ogni spostamento non strettamente necessario, mantenere la massima attenzione, restare informati e seguire le indicazioni delle Autorità locali”. Il ministero degli Esteri, tramite il portale Viaggiare Sicuri, ha invitato alla cautela tutti i 18mila italiani presenti in Israele (e una ventina di connazionali che vivono nella Striscia di Gaza), almeno fino alle ore 18 del 10 ottobre, ma non si esclude un’ulteriore proroga.

    Anche Francia, Germania, Belgio e Spagna  hanno dispiegato le loro forze dell’ordine per il timore di un aumento degli atti antisemiti, dopo la dichiarazione di guerra del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu in risposta agli attacchi palestinesi. Sabato (7 ottobre) il ministro dell’Interno francese Gérald Darmanin ha detto di aver chiesto ai prefetti di tutta la Francia di rafforzare la sicurezza per la comunità ebraica con l’intervento della polizia e dell’esercito e che finora “non ci sono minacce”, secondo l’Huffington Post.  Domenica mattina si è tenuta una riunione per “proteggere gli ebrei della Francia da tutte le minacce”, mentre per il pomeriggio di oggi (9 ottobre) il ministro degli interni ha convocato dei rappresentanti della comunità ebraica francese, tra cui il gran rabbino Haïm Korsia, il presidente del concistorio centrale Elie Korchia, nonché il presidente del consiglio rappresentativo delle istituzioni ebraiche della Francia Yonathan Arfi, per parlare della situazione.

    Anche la polizia di Berlino, secondo il Tagesspiegel ha affermato di aver “incrementato le misure di protezione presso le istituzioni ebraiche e israeliane”. Il Consiglio centrale degli ebrei in Germania ha scritto su X: “Siamo in intenso contatto con le autorità della sicurezza tedesche. Le misure di polizia davanti alle istituzioni ebraiche vengono aumentate a livello nazionale. Questa è una reazione al rischio astrattamente elevato”. Precauzioni che, però, non devono portare odio e disordine nel Paese: “Vale anche quanto segue: niente violenza, niente rivolte e niente odio nelle strade tedesche”. Bart De Wever, sindaco di Anversa, ha dichiarato che anche nella città belga “la polizia prenderà tutte le misure necessarie per assicurare la sicurezza nella nostra comunità ebraica”. I timori per la comunità ebraica superano i confini dell’Unione: anche la polizia di Londra deve fare i conti con quanto accaduto in Israele. Il timore qui, però, è che ci saranno delle proteste nei prossimi giorni, soprattutto dopo che sono stati visti alcuni sostenitori palestinesi festeggiare nelle strade della capitale inglese: “Garantiremo che sia messo in atto un piano di polizia adeguato per bilanciare il diritto di protestare contro qualsiasi disturbo per i londinesi”, si legge in una nota su X.

    Tags: Benjamin Netanyahuconflitto israelo-palestinesehamasisraeleitaliaromasicurezza comunità ebraichesicurezza Unione europea

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