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    Home » Politica Estera » In partenza da Cipro i primi aiuti umanitari sul corridoio marittimo per Gaza. Von der Leyen: “Può fare la differenza”

    In partenza da Cipro i primi aiuti umanitari sul corridoio marittimo per Gaza. Von der Leyen: “Può fare la differenza”

    La leader Ue al porto di Larnaca con il presidente cipriota Christodoulides per l'apertura del corridoio supportato da Germania, Grecia, Italia, Paesi Bassi, Cipro, Emirati Arabi Uniti, Uk e Usa. Israele "favorevole" all'ingresso degli aiuti "dopo i controlli di sicurezza secondo gli standard israeliani"

    Simone De La Feld</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@SimoneDeLaFeld1" target="_blank">@SimoneDeLaFeld1</a> di Simone De La Feld @SimoneDeLaFeld1
    8 Marzo 2024
    in Politica Estera
    corridoio marittimo cipro gaza

    Níkos Christodoulídis, Ursula Von der Leyen

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    Bruxelles – Al via il “progetto pilota” che dovrebbe portare all’apertura, nel fine settimana (9-10 marzo), del corridoio marittimo cipriota per fornire assistenza alla popolazione di Gaza. Come annunciato dal presidente di Cipro, Nikos Christodoulides, e dalla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, la prima imbarcazione è pronta a salpare dal porto di Larnaca.

    A cinque mesi dall’attacco terroristico di Hamas e dalla risposta israeliana, che sta provocando una catastrofe umanitaria nella Striscia di Gaza, la comunità internazionale non è ancora riuscita ad assicurare l’ingresso continuo e sicuro di una sufficiente quantità di aiuti umanitari per i 2 milioni di sfollati palestinesi. Di aiuti via terra ne entrano sempre meno, come denunciato recentemente dall’Unrwa, mentre diverse organizzazioni internazionali hanno lanciato l’allarme sul rischio di una vera e propria carestia nell’enclave palestinese. “Conosciamo le difficoltà che si incontrano alle frontiere terrestri di Gaza, sia attraverso il valico di Rafah che attraverso il corridoio stradale del Giordano”, ha ammesso in conferenza stampa von der Leyen.

    Níkos Christodoulídis, Ursula Von der Leyen in conferenza stampa a Larnaca

    La possibilità di aprire un corridoio marittimo nel Mediterraneo, messa sul tavolo da Cipro già ad ottobre, è quindi stata esplorata per mesi e finalmente lanciata oggi con il sostegno – oltre che della Commissione europea – di Germania, Grecia, Italia, Paesi Bassi, Emirati Arabi Uniti, Regno Unito e Stati Uniti. “È chiaro che siamo a un punto in cui dobbiamo semplicemente sbloccare tutte le vie possibili”, ha dichiarato Christodoulides. Decisivo il tempismo di Joe Biden, che ha annunciato nel suo discorso sullo stato dell’Unione una missione d’emergenza guidata dalle forze armate statunitensi per costruire un “molo temporaneo” al largo di Gaza per i rifornimenti.

    In concreto, il meccanismo delineato dalle autorità cipriote per spedire in modo sicuro gli aiuti via mare sarà coordinato dalla responsabile delle Nazioni Unite per gli aiuti umanitari e la ricostruzione a Gaza, la diplomatica olandese Sigrid Kaag. Che – si legge nella dichiarazione congiunta di lancio dell’iniziativa Amalthea – sarà incaricata di “facilitare, coordinare, monitorare e verificare il flusso di aiuti a Gaza ai sensi della risoluzione 2720 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite”. Una volta rodata la corsia d’emergenza, Cipro “convocherà presto alti funzionari per discutere di come accelerare questo canale marittimo“. Le operazioni dovranno per forza di cose essere “strettamente coordinate” con il governo di Israele, che controlla gli accessi via mare alle spiagge di Gaza.

    Il ministero degli Esteri di Tel Aviv ha rilasciato una nota in cui di è detto “favorevole all’inaugurazione del corridoio marittimo”, che “consentirà l’aumento degli aiuti umanitari alla Striscia di Gaza, dopo che i controlli di sicurezza saranno effettuati secondo gli standard israeliani“. D’altra parte, i partner a supporto dell’iniziativa cipriota hanno richiamato Israele affinché “faciliti più percorsi e apra altri valichi per far arrivare più aiuti” alla popolazione.

    Da Bruxelles si augurano che il corridoio marittimo possa “fare davvero la differenza per la situazione del popolo palestinese”. Ma parallelamente – ha sottolineato von der Leyen da Larnaca “continueranno i nostri sforzi per fornire assistenza ai palestinesi attraverso tutte le vie possibili”. Via terra, con le oltre 1.800 tonnellate di aiuti recapitate in Egitto in 41 ponti aerei, e un domani anche dal cielo, come già fatto da Stati Uniti, Francia e Giordania: “Prenderemo in considerazione tutte le altre opzioni, compresi i lanci aerei, se i nostri partner umanitari sul posto lo riterranno efficace”, ha confermato la leader Ue.

    Tags: ciprocorridoio marittimogazaue

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